{"id":3949,"date":"2015-01-22T13:29:27","date_gmt":"2015-01-22T13:29:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=3949"},"modified":"2015-02-05T10:21:41","modified_gmt":"2015-02-05T10:21:41","slug":"antonio-diplomatico-e-poeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/antonio-diplomatico-e-poeta\/","title":{"rendered":"Antonio, poeta e diplomatico"},"content":{"rendered":"<p><em>La tua storia in dieci righe<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sono nato in Cile e sono andato via dal mio paese all\u2019et\u00e0 di sedici anni.<\/p>\n<p>Sono stato rifugiato nell\u2019ambasciata italiana a Santiago, dove sono rimasto per tre mesi insieme a tanta altra gente. C\u2019erano anche famiglie con bambini, che erano l\u00ec gi\u00e0 da molti mesi.<\/p>\n<p>Arrivato in Italia, dovevo proseguire per Mosca per studiare, ma una volta in Italia qualcuno mi disse: \u201cIl Cile e l\u2019Italia in questo momento sono molto vicini, perch\u00e9 il compromesso storico \u00e8 una politica comune \u2013 da un lato c\u2019era Moro e Berlinguer, dall\u2019altra Allende \u2013 e gli occhi dell\u2019Italia puntati sul Cile.\u201d Mi convinsi, quindi a rimanere in Italia. Sono cresciuto qui e non sono andato pi\u00f9 via.<\/p>\n<p>Ho cercato di ricomporre questo specchio della mia identit\u00e0, che era comunque fatto di Cile: ho militato infatti per un po\u2019 di tempo con gli esiliati cileni, poi ho cominciato a scrivere poesie. Infatti e\u2019 attraverso la poesia che riesco a auto-formulare una mia identita\u2019.<\/p>\n<p>A vent\u2019anni mi credevo Rimbaud. Mi dicevo, in fondo se non ti credi adesso Rimbaud, quando mai potrai?<\/p>\n<p>Con questo atteggiamento ho cominciato a conoscere quello che era il mio specchio rotto, per cui mi avvicinai a Roberto Sebasti\u00e1n Matta, il surrealista cileno che abitava a Tarquinia, allo spagnolo Rafael Alberti (noi eravamo molto segnati dalla poesia spagnola del dopoguerra civile), all\u2019artista cubano Wilfredo Lam; tutti maestri dell\u2019arte moderna.<\/p>\n<p>Ebbi anche l\u2019opportunit\u00e0 di conoscere il pittore Francisco Smythe, che mi raccont\u00f2 com\u2019era la vita in Cile durante la dittatura, la Escuela de Avanzada.<\/p>\n<p>Ho cominciato a scrivere sull\u2019arte, sulle mostre, sugli artisti, ma non dalla parte del critico d\u2019arte, bens\u00ec come un compagno di strada.<\/p>\n<p>Finivano gli anni Ottanta e cominciavano gli anni Novanta. La guerra del golfo scompagina questo humus. La crisi economica sentita anche nel mondo dell\u2019arte crea un muro nelle relazioni fra le istituzioni pubbliche e quelle private nel promuovere la cultura e la galleria smette di essere la protagonista, facendosi da parte e modificando il proprio status nel sistema.<\/p>\n<p>A Roma bisognava ricominciare tutto da capo e il mio atteggiamento era quello di sentirmi responsabile di quello che non accadeva, con la volont\u00e0 di farlo accadere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho capito che, durante tutto il periodo dell\u2019oscurantismo della dittatura di Pinochet in Cile, l\u2019arte era sopravissuta giocando un ruolo di vitale importanza, nonostante il clima repressivo. Lo specifico cileno, la memoria di un presente\/passato di assenza, di esilio, \u00e8 affiorato in termini di estrema concretezza, disseminando il discorso di cose che lo fanno pi\u00f9 simile a una mappa sulla quale sono incisi i percorsi di una sofferta condizione collettiva che a un solitario cammino di una soggettivit\u00e0 esasperata: ho sentito che avevo fame di collettivit\u00e0.\u00a0E\u2019 stato come riempire un vuoto ed \u00e8 stato in quel momento che ho deciso di fare il curatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho organizzato in un supermercato <em>Supermercarte, <\/em>affermando che l\u2019arte era come i pelati, come l\u2019olio: un bene di prima necessit\u00e0. Ne parlarono per un minuto tutti i tg nazionali, era il 1993. Da allora ho deciso di occuparmi di arte contemporanea in maniera pi\u00f9 sistematica \u2013 scrivere, fare mostre \u2013 anche se il mio non \u00e8 un vero e proprio approccio museale. Si tratta di mostre che corrispondono a una poetica, hanno a che vedere con una storia: faccio le mostre solo perch\u00e9 le ritengo fondamentali, non perch\u00e9 mi pagano o quant\u2019altro. Non scrivo pi\u00f9 poesia in una stanza con un tavolo e un lume da solo, ma creo poesia pubblica e collettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come ti dicevo prima, fare poesia per me \u00e8 stato prima di tutto un atto di autoaffermazione. Un modo cio\u00e8, di affermare una presenza, un esserci per diritto proprio, indipendentemente da ogni licenza e convalida altrui. Ma \u00e8 qui che interviene l\u2019inevitabile atto di affermazione, il disegno della propria identit\u00e0. Ed \u00e8 allora che lo specifico cileno &#8211; la memoria di un presente\/passato di assenza, di esilio &#8211; affiora in termini di estrema concretezza, disseminando il discorso di cose che lo rendono pi\u00f9 simile a una mappa sulla quale sono incisi i percorsi di una sofferta condizione collettiva, che a un solitario cammino di soggettivit\u00e0 esasperata: sentivo, avevo fame di collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da pochi mesi il Presidente del Cile Michelle Bachelet mi ha nominato Addetto Culturale del Cile in Italia. Sono rientrato a casa questa volta non dalla porta di servizio e ora ho un grande compito e una grossa responsabilit\u00e0 nei confronti del mio Paese d\u2019origine.<\/p>\n<p>Sono stato, inoltre, nominato commissario del Padiglione Cileno alla 56. Esposizione Internazionale d\u2019Arte, la Biennale di Venezia (<em>Prima di essere commissario, Ar\u00e9valo ha curato il<\/em> Padiglione del Cile nel 2001, 2009, 2011, e prossimamente <em>guider\u00e0 la realizzazione del progetto della curatrice e saggista Nelly Richard che \u00e8 invitata ad esporre, da maggio a novembre 2015, le artiste <\/em><em>Paz Err\u00e1zuriz e<\/em> <em>Lotty Rosenfeld &#8211; rispettivamente nate nel 1944 e nel 1943 a Santiago del Cile<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua famiglia? Vi siete mai ricongiunti?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>No, io dopo essere uscito dal Paese nel 1975, ho avuto il divieto assoluto di rientrare in Cile. Sono riuscito a tornare solo nel 1987, dopo che avevo pubblicato tre libri di poesie. Volevo fare causa al governo cileno, ma poi sono riuscito a trovare un compromesso. Sono rientrato per presentare un libro \u2013 sette poeti della mia generazione espatriati (Roberto Bola\u00f1o, Mauricio Eletorad, Felipe Tupper ed altri) \u2013 e ho trovato sette interlocutori, sette poeti che abitavano in Cile: ho trovato la congiunzione giusta con la mia generazione, passando per l\u2019arte (ero gi\u00e0 uscito dalla politica).<\/p>\n<p>Mio padre non l\u2019ho pi\u00f9 visto perch\u00e9 \u00e8 morto in clandestinit\u00e0. \u00c8 morto proprio l\u2019anno del mio ritorno. L\u2019ho cercato, ma non siamo riusciti a rivederci. Mia madre vive da sola in Cile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Oltre a quelle italiane, cilene e spagnole, c\u2019\u00e8 qualche altra scena brillante, fervente di poesia contemporanea che oggi hai attraversato e che \u00e8 importante conoscere?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>In questo momento i luoghi pi\u00f9 pulsanti sono quelli di conflitto, specialmente in Centro America: Guatemala, El Salvador. Ci sono infatti artisti straordinari, come Regina Jos\u00e8 Galindo, che non si occupano solo di poesia visiva ma anche di quella letteraria!<\/p>\n<p>Attualmente la scena interessante \u00e8 quella.<\/p>\n<p>Noi stiamo riscoprendo quella che si chiama poetica della dissidenza (infatti al Padiglione del Cile alla prossima Biennale parleremo proprio di questo periodo oscurantista, che noi abbiamo vissuto tanto tempo fa).<\/p>\n<p>Non \u00e8 a Citt\u00e0 del Messico che bisogna andare per trovare ottima poesia oggi, ma a Ciudad Ju\u00e1rez! A Ciudad de Guatemala!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che cosa ti d\u00e0 Roma adesso e cosa tu dai a lei?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Roma \u00e8 una citt\u00e0 in cui puoi vivere da straniero mantenendo l\u2019internazionalit\u00e0. Ho vissuto un periodo bellissimo in cui la gente ti fermava e ti domandava di dove eri, voleva sapere tutto di te. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Ho visto i primi eritrei e i primi filippini qui da noi, quando gi\u00e0 a Parigi vedevo il metr\u00f2 carico di stranieri. Ho visto arrivare l\u2019immigrazione e ho visto il cambiamento.<\/p>\n<p>La mia citt\u00e0 \u00e8 il paesaggio: Roma con il ponentino che la rende una citt\u00e0 fantastica. Tutto il resto non funziona, soprattutto le infrastrutture. Purtroppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Un talento che hai e uno che ti manca?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ho il dono della sintesi, ma mi manca saper suonare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa ti piace bere e mangiare?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Mi piace molto il vino bianco e freddo e le zuppe, soprattutto con i legumi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un libro con te in questo momento e la musica che ami?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Siccome sto vivendo a Bomarzo (<em>nel nord del Lazio, in provincia di Viterbo<\/em>) in questo momento, ti consiglio un libro che mi accompagna in realt\u00e0 da sempre, in ogni momento: <em>Bomarzo<\/em> di Mujica L\u00e1inez \u2013 scrittore e saggista argentino \u2013 molto amico di Borges. Visit\u00f2 il Parco dei Mostri che ti consiglio di vedere. Il parco era di un principe deforme e gobbo della famiglia degli Orsini, del \u2018500, che viveva ai margini della societ\u00e0 per via del suo aspetto fisico. Tuttavia \u00e8 stato un filosofo e un grande poeta. La famiglia doveva farlo sposare per forza e ci riusc\u00ec. La donna prescelta, che inizialmente non lo amava per via del suo corpo imperfetto, fin\u00ec con l\u2019innamorarsi perdutamente di lui per la finezza del suo spirito (era un grande poeta).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo me anche Lewis Carroll ha scritto <em>Alice nel Paese delle Meraviglie<\/em> dopo averlo visto! E tanti altri ne hanno tratto ispirazione! Come ad esempio Jos\u00e9 Donoso nel suo \u201cL\u2019osceno uccello della notte\u201d, Salvador Dali nelle \u201cTentazioni di Sant\u2019Antonio\u201d. All\u2019inizio del parco c\u2019\u00e8 la bocca grande di un mostro, intagliata nella pietra, dove appare un\u2019incisione che recita \u201cQui ogni pensiero vola\u201d. La villa e\u2019 vero poema all\u2019amore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adoro tutta la musica brasiliana, ad esempio Vinicio de Moraes.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa fai per vivere lentamente?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Non guido e non voglio imparare, cos\u00ec rallento molto il mio ritmo. Ad esempio a Venezia mi sento a casa, non so se arriver\u00f2 mai ad un appuntamento e se c\u2019\u00e8 acqua alta oppure no \u2026 Mi piacciono molto anche le Eolie, come ad esempio Ginostra. Anche l\u00ec non sai mai se potrai uscire il giorno dopo o se la natura ha deciso di no; se potrai partire o meno. Mi piace molto Sipiciano (VT), dove attualmente abito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Credi ancora nella poesia come genere narrativo, intendo da scaffale per le librerie, o pensi sia un genere pi\u00f9 adatto ai social network, a luoghi di condivisione pi\u00f9 istintuali e veloci?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Io penso che la carta stampata e i libri facciano parte della nostra formazione, eliminarli creerebbe un vuoto educativo.<\/p>\n<p>Nulla riempie una persona come l\u2019odore delle pagine e la forma vissuta che assume un libro usato. Mi piacciono molto le librerie che vendono solo usato, hanno una storia.<\/p>\n<p>La poesia \u00e8 un genere che ancora che stimola le altre arti e che la gente compra. E\u2019 stala lei ad insegnarci a parlare nell\u2019America Latina. Siamo identita`attraverso i nostri scrittori.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>La poesia fa parte della formazione. Scriverla oggi? Se pensi che puoi farci altro oltre a scrivere un libro forse diventa pi\u00f9 contemporanea. Altro nel senso di irrompere sui social o su un manifesto che dice \u201cio sono un artista\u201d o che si interroga pubblicamente su cosa \u00e8 la cultura\u2026Quindi la poesia vista come stimolo, come ha fatto l\u2019artista cileno, Alfredo Jaar, a Milano: ha creato una serie di manifesti con messaggi in giro per la citt\u00e0 in occasione di due sue grandi mostre. Questa strategia \u00e8 sicuramente poesia.<\/p>\n<p>Anche un graffito con una frase pu\u00f2 ancora sconvolgerti la giornata. Fin quando la parola sar\u00e0 fondamentale, la poesia pu\u00f2 continuare ad esistere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato fin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Che esiste l\u2019altro. Non posso far nulla senza l\u2019altro. Se non vai avanti con gli altri, non si arriva da nessuna parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Qualche giovane poeta sudamericano da tenere d\u2019occhio?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Non leggo pi\u00f9 l\u2019attualit\u00e0 latinoamericana, le ultime cose che ho letto sono di Regina Jose\u2019 Galindo, meno conosciuta come poetessa e pi\u00f9 conosciuta come artista visiva. Lei \u00e8 una delle persone pi\u00f9 belle che abbia conosciuto. In una delle sue performance lanciava poesie al vento, appesa a una gru.<\/p>\n<p>Ci sono poeti che hanno rivoluzionato il linguaggio in modo coraggioso come ad esempio Giuliano Mesa (1957-2011). E\u2019 come scoprire un Sanguineti negli anni 60!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Siamo alla ricerca anche di poeti contemporanei, tu chi suggeriresti?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ne ho conosciuto uno da poco, ma sono di parte. Mi ha contattato perch\u00e9 voleva pubblicare una raccolta di poesie con alcuni miei testi, che non avevo nessuna intenzione di pubblicare.<\/p>\n<p>Poi ad un certo punto mi \u00e8 arrivata la pubblicazione: <em>Le Terre di Nessuno<\/em>. Quando ho visto la selezione, mi \u00e8 piaciuta tantissimo. Ora cureranno un mio libro. L\u2019editore \u00e8 un ragazzo molto giovane <span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/oscar.saavedra.villarroel?fref=nf\">Oscar Saavedra Villarroel<\/a><\/span> che ha letto tempo fa una miscellanea in cui c\u2019erano anche miei pezzi e ha deciso di contattarmi. E\u2019 uno scrittore ed un poeta. Fa anche laboratori di poesie con le scuole. Ha un atteggiamento bello e utile. Incoraggia i bambini, regala loro una possibilit\u00e0 in pi\u00f9 per sviluppare la loro personalit\u00e0.<\/p>\n<p>Tu hai mai letto Claudio Naranjo? Molto simile a Jodorowsky, Ignazio Matte Blanco e a Matta, i grandi personaggi del Cile. Sono di qualche maniera i pilastri fondanti della nostra contemporaneit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tua storia in dieci righe \u00a0 Sono nato in Cile e sono andato via dal mio paese all\u2019et\u00e0 di &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/antonio-diplomatico-e-poeta\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3950,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[1905,1930,1953,1903,1902,1920,1919,1931,1906,1914,1918,1915,180,1929,1913,1925,1912,1917,1921,1924,1911,202,1692,1908,1923,1916,1907,756,1901,1904,1910,17,22,1922,1909],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3949"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3949"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3949\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4161,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3949\/revisions\/4161"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}