{"id":4029,"date":"2015-01-28T08:54:36","date_gmt":"2015-01-28T08:54:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=4029"},"modified":"2015-02-11T22:41:15","modified_gmt":"2015-02-11T22:41:15","slug":"maurizio-cuoc-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/maurizio-cuoc-2\/","title":{"rendered":"Maurizio, cuoc*"},"content":{"rendered":"<p><em>La tua storia in dieci righe<\/em><\/p>\n<p>Nasco a Milano nel 1972, in una splendida domenica piena di neve. Forse \u00e8 per questo motivo che la neve mi emoziona, mi piace \u2013 cos\u00ec come la nebbia. Nei primi anni vivo a S. Siro con mia nonna e vado a scuola l\u00ec vicino. Poi dalla quarta elementare comincio a vivere con i miei genitori nel quartiere QT8. Un quartiere pieno di verde, colmo di verde, a primavera un\u2019esplosione di colori insolita per Milano. Cucinare \u00e8 sempre stata la mia passione, adoro mangiare e bere e cos\u00ec la scuola alberghiera \u00e8 la mia scuola, la scuola Porta. Una scuola seria, impostata in modo molto professionale: ho davvero imparato un mestiere. Gi\u00e0 a 19 anni comincio a lavorare come aiuto-cuoco in un ristorante milanese \u2013 Arcadiana \u2013 in V. Conca del Naviglio. Ricordo Mario, uno chef molto rispettoso, educato, che mi fa proprio innamorare del mio mestiere. (Uno chef che poi ho incontrato nuovamente dopo tanti anni in un altro contesto, in un contesto omosessuale \u2013 non mi sono stupito molto perch\u00e9 aveva sempre avuto una delicatezza estrema che fin dall\u2019inizio della mia esperienza lavorativa mi aveva colpito molto). Dopo due anni all\u2019Arcadiana, parto per il militare a Codroipo di cui ho un unico ricordo: un freddo pazzesco. Tornato a Milano, cambio mille lavori: sempre come cuoco lavoro in numerosi ristoranti, in case private in zona Sempione. Lavoro come cuoco personale e grazie all\u2019associazione cuochi italiana per un anno faccio un lavoro che mi piace molto ma \u00e8 molto stancante perch\u00e9 devo fare tutto io \u2013 inclusa la spesa, che mi piace fare molto. Decido che sono stanco di non avere pi\u00f9 orari, soprattutto lavorare di notte, perch\u00e9 \u00e8 un lavoro che impedisce di avere amici o famiglia. Intorno al 1998 entro in una grande societ\u00e0 di ristorazione e da allora lavoro principalmente con queste societ\u00e0, tranne una breve parentesi per il Caff\u00e8 Scala. Nel 2000 mi sposo e vado a vivere in v. MacMahon, una vita piacevole, inaspettata, in un quartiere movimentato, movimentato e mal frequentato. Culturalmente e socialmente non molto stimolante, proprio no. Nel 2002 nasce mia figlia, Alice, una delle cose pi\u00f9 belle che mi sia capitata nella vita, e nel 2006 mi separo. Con grande difficolt\u00e0 scopro la mia omosessualit\u00e0, qualcosa che mi sembra impossibile vivere \u2013 soprattutto negli anni \u201980. Pur sapendo di avere una famiglia, penso solo a me stesso e decido di vivere per conto mio. Per qualche anno sono un po\u2019 in difficolt\u00e0 perch\u00e9 non capisco quale sia il tipo di vita che desidero \u2013 e mi butto in un mondo \u2018gaio\u2019 in cui la festa \u00e8 soltanto un paravento che nasconde una difficolt\u00e0 o tristezza che viene fuori solo lentamente. Per tre anni vivo nel mondo gaio delle feste, ma nel 2009 ho un grosso incidente sul lavoro che mi blocca per due anni. Una terza rinascita, e poi la quarta rinascita con l\u2019innamoramento per un uomo due anni fa. Prima non credevo all\u2019amore, lo vedevo solo in modo sessuale. Mi imbarazzava provare sentimento per un altro uomo. Ci frequentiamo da due anni, vivendo in modo serio e sereno il nostro rapporto, \u00e8 un compagno che ha qualche anno in pi\u00f9 di me. Io ho da sempre la sindrome di cenerentola \u2013 i sogni son desideri, la realt\u00e0 diverr\u00e0 sogno se ci credi veramente. Sempre col sorriso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Difficolt\u00e0 di lavorare come cuoco?<\/em><\/p>\n<p>Poche \u2013 anche se far da mangiare non \u00e8 solo distribuire cibo. C\u2019\u00e8 sempre un lavoro preliminare fatto di spazi, leggi, temperature, alimenti. Lavoro prima e dopo il servizio. E\u2019 quasi pi\u00f9 un lavoro organizzativo che non puramente di cucina. Ti crea uno stato d\u2019ansia che non \u00e8 ansia \u2013 sempre essere all\u2019erta. Ti chiedi sempre: \u201cSar\u00e0 piaciuto ci\u00f2 che ho cucinato?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un incontro memorabile che ti \u00e8 capitato di recente?<\/em><\/p>\n<p>Mi spiace essere ripetitivo, ma l\u2019incontro con il mio compagno \u00e8 stato memorabile. Una storia di condivisione reciproca meravigliosa, che mi ha segnato profondamente. Quando sei felice, riesci ad essere felice in mille modi, con mille persone. Se c\u2019\u00e8 qualcuno che ti regala questo stimolo, bisogna elogiare la persona e non avere vergogna di dirlo.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa fa la societ\u00e0 per te?<\/em><\/p>\n<p>Non ci ho mai pensato, \u00e8 una domanda che mi sorprende. Una domanda a cui si pensa poco, se non viene posta. A pensarci bene, mi regala il vivere, quella linfa che mi fa sempre sentire vivo. Questa notte penser\u00f2 molto a questa domanda, chieder\u00f2 a qualcuno di dirmi come risponderebbe alla stessa domanda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fai tu per la tua societ\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Distribuisco cibo condito di onest\u00e0, e una cordialit\u00e0 che mi viene particolarmente spontanea. Quando vado in negozi riesco sempre ad arrivare all\u2019obiettivo, mentre il mio compagno \u00e8 molto pi\u00f9 riservato. Mi dicono che sono sfacciato, ma non credo di esserlo. Sono sfacciatamente onesto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una cosa bella che ti \u00e8 capitata di recente?<\/em><\/p>\n<p>Le notti acustiche \u2013 concerti e musicisti sparsi in citt\u00e0 con una session finale in piazza Duomo. Persone rapite dal suono dell\u2019arpa in P.za Duomo e musicisti che hanno attraversato le strade milanesi. Mi sono cos\u00ec commossa che mi veniva da piangere. Pura bellezza e poesia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una passione culinaria?<\/em><\/p>\n<p>Tagliolini fatti in casa al tartufo bianco. Mamma mia! E poi mi piacciono molto le cozze, mi ricordo un piatto di cozze con lo zola e il curry. Una delicatezza. Profumi intensi e un sapore indimenticabile. Il contrasto tra il curry, che pizzica, e lo zola, che \u00e8 un sapore pi\u00f9 pieno, \u00e8 straordinario. Un piatto, mi hanno detto, che si fa pure in Francia e in Belgio. E poi i formaggi, tutti, meno quelli freschi. Quelli stagionati sono i miei preferiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Le tue bevande preferite?<\/em><\/p>\n<p>Un rosso pugliese che mi piace moltissimo, il Gelso d\u2019Oro di Podere 29. Profumo di campo, frutti rossi, straordinario. E\u2019 delicato al palato, pur essendo un vino corposo. E lo champagne, assolutamente francese. Il mio preferito \u00e8 il Tattinger Ros\u00e9 oppure il Tattinger Nocturne. Olfatto e palato insieme, quando lo bevo non sto bevendo un vino ma un qualcosa di delicato o intenso. Difficilmente bevo vini bianchi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La musica o un libro che ti accompagna<\/em><\/p>\n<p>Ho un libro dentro l\u2019armadio, mi vergogno perch\u00e9 arrivo troppo stanco a fine giornata e non riesco a leggere un paio di pagine alla sera. E io voglio leggere un capitolo, ma alla sera diventa piuttosto lunga. Dopo tantissimi ani ho riscoperto la musica classica, da ragazzino mi piaceva molto la musica classica \u2013 un cofanetto di musica classica diretto da Muti. Grazie al mio compagno sto scoprendo generi e musiche che non immaginavo. Il Requiem di Verdi mi ha commosso, toccante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che hai, uno che ti manca<\/em><\/p>\n<p>Devo pensarci seriamente, anche questa \u00e8 una domanda che non mi pongo di solito. Gioia di vivere, senz\u2019altro, vado sempre a mille \u2013 in tutto. Diciamo che sono un po\u2019 un fiume in piena, che per\u00f2 non devasta. Tante volte i fiumi in piena devastano, io no. S\u00ec, diciamo che quello \u00e8 il mio talento. Un talento che non ho \u00e8 la furbizia, che di questi tempi \u00e8 considerato un pregio o un talento.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Ho imparato che non ho ancora finito di imparare. Assolutamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tua storia in dieci righe Nasco a Milano nel 1972, in una splendida domenica piena di neve. Forse \u00e8 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/maurizio-cuoc-2\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4030,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[1958,1959,1957,192],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4029"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4029"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4245,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4029\/revisions\/4245"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4029"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}