{"id":4202,"date":"2015-02-11T22:35:46","date_gmt":"2015-02-11T22:35:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=4202"},"modified":"2015-02-19T15:47:31","modified_gmt":"2015-02-19T15:47:31","slug":"angela-capo-della-squadra-mobile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/angela-capo-della-squadra-mobile\/","title":{"rendered":"Angela, capo della Squadra Mobile"},"content":{"rendered":"<p><em>La sua storia in 10 righe<\/em><\/p>\n<p>Sono nata a Siracusa nel 1967 &#8211; \u00e8 tempo adesso del mio 47mo compleanno! Siracusa \u00e8 una citt\u00e0 bellissima, che ho ritrovato ancora pi\u00f9 bella negli ultimi anni. E\u2019 la citt\u00e0 in cui ho vissuto sino all\u2019et\u00e0 di 21 anni. Poi mi sono spostata a Catania per i primi anni di universit\u00e0 e da l\u00ec ho partecipato ad un concorso per Vice-Commissario (era il 1988). Dopo averlo superato, per 4 anni ho studiato all\u2019Accademia (che all\u2019epoca si chiamava Istituto Superiore di Polizia). Nel \u201993 ho avuto la mia prima sede, a Caserta. Dopodich\u00e9 ho diretto un Commissariato in Sicilia e successivamente ho lavorato alla Squadra Mobile di Siracusa.<\/p>\n<p>Dal 2006 fino a quest\u2019anno, sono stata al Servizio Centrale Operativo (SCO) del Ministero dell\u2019Interno. L\u00ec ho vissuto indagini importanti, alcune svolte direttamente dalla sezione da me diretta.<\/p>\n<p>Dal 1 settembre 2014 dirigo la Squadra Mobile della Questura di Venezia.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una citt\u00e0 straordinaria, l\u2019ho conosciuta da turista e lo confermo ora da poliziotta che qui lavora lavoratrice. Ha un modo di articolare la tua vita completamente diverso, e parlo sia delle cose personali che di quelle di servizio.<\/p>\n<p>La mia vita \u00e8 stata quindi sempre su e gi\u00f9 per l\u2019Italia. Da bambina ho fatto tutte le cose che si fanno a quell\u2019et\u00e0 \u2013 sport compreso: danza, nuoto\u2026 Poi la battuta di arresto \u00e8 stata durante le superiori, ho ripreso lo sport durante il quadriennio all\u2019Istituto: abbiamo molte discipline fisiche l\u00ec oltre lo studio.<\/p>\n<p>Una cosa a cui mi piacerebbe dedicarmi di pi\u00f9 ora? Proprio lo sport. Le tensioni in ufficio servono per\u00f2 per mantenermi egualmente in allenamento!<\/p>\n<p>Nel 2006, per uno sfizio personale ho preso la seconda laurea in Scienza delle Pubbliche Amministrazioni (la prima era in Giurisprudenza).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Passioni?<\/em><\/p>\n<p>Sicuramente gran parte della mia giornata \u00e8 dedicata al lavoro, ma mi piace molto viaggiare. Amo il mio Paese, l\u2019Italia, e prima di viaggiare all\u2019estero preferisco dedicarmi per bene a lui. Non posso programmare viaggi lunghi visto il lavoro che faccio e mi limito a brevi vacanze o approfitto dei pochissimi weekend liberi. Mi piace molto nuotare e, in un\u2019altra vita, influenzata dalle origini siracusane, mi piacerebbe occuparmi di archeologia. Non ne capisco nulla e non riesco a dedicarci tempo, sono discipline difficili da coltivare quanto si vorrebbe, ma almeno si hanno nel cuore. E sono importanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Sposata? Famiglia?<\/em><\/p>\n<p>No, non sono sposata e non ho figli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il suo mestiere \u00e8 nobile ma a volte dibattuto nell\u2019opinione pubblica a causa di casi controversi che vedono spesso gli animi contrapporsi e inasprirsi. <\/em><\/p>\n<p><em>Ci descrive l\u2019impronta umana che la sua persona lascia ogni volta che inizia, si arrovella e lavora, fino a risolvere un caso? Mette in fila, come pu\u00f2 immaginando dall\u2019altro lato dello schermo un lettore meravigliato, i moti della sua anima prima e dopo, o quel che viene via da lei e passa nella vita e nelle storie di colpevoli catturati e di quelli da catturare, di deboli difesi di pi\u00f9, di comunit\u00e0 pi\u00f9 serene o meno assediate?<\/em><\/p>\n<p>Le esperienze lavorative nel nostro mestiere sono assai variegate. I moti dell\u2019animo sono molto diversi \u2013 a seconda del contesto in cui andiamo ad operare.<\/p>\n<p>Ovviamente nell\u2019arresto di persone responsabili di reati, spero di aver lasciato in loro l\u2019idea che una giustizia esiste: chi sbaglia deve pagare e la legge viene applicata.<\/p>\n<p>Spesso ci troviamo di fronte ai sentimenti delle vittime, centrifugate nella frenesia delle indagini. Magari nello scoprire l\u2019autore del reato, si punta (proprio per fare giustizia) ad esso e spesso non si ha l\u2019attenzione verso la vittima. Per fortuna da anni, nelle nostre procedure, ci siamo abituati ad un approccio diverso, che significa anche rassicurare la vittima. Spesso la sua passione ed il suo dolore in alcuni casi ti coinvolgono, specie in reati ai danni di bambini o in casi particolarmente efferati. Ti coinvolge molto anche l\u2019approccio con i loro familiari che chiedono giustizia, informazioni \u2026 C\u2019\u00e8 quindi un doppio approccio costante: nei confronti dell\u2019autore del reato e nei confronti della vittima. La sensibilit\u00e0 nei confronti della vittima \u00e8 attiva sin dal primo momento. Quando collabora \u2013 quindi la sensibilit\u00e0 significa assumere tutte le informazioni &#8211; o quando non \u00e8 pi\u00f9 in grado di farlo, in quel caso applico la massima sensibilit\u00e0 nei confronti dei familiari \u2026<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 una tale carica emotiva nel lavoro che fa lei che non credo sia per tutti. Nelle storie di giustizia che lei ha attraversato, quando ha avuto le sensazioni pi\u00f9 forti dalla comunit\u00e0 che ha reso pi\u00f9 sicura?<\/em><\/p>\n<p>Avendo avuto un\u2019esperienza in Sicilia, sicuramente \u00e8 accaduto durante operazioni antimafia contro i clan delle Provincie in cui ho lavorato.<\/p>\n<p>Al Servizio Centrale Operativo, un\u2019indagine che mi ha particolarmente segnata dal punto di vista umano \u00e8 stata quella di un bambino sottratto da un\u2019infermiera alla propria madre. Non dimenticher\u00f2 mai gli occhi di quella madre. E il pianto liberatorio del pap\u00e0 al suo ritrovamento.<\/p>\n<p>Allo SCO mi sono occupata anche d\u2019immigrazione clandestina. In parecchie occasioni ho visto l\u2019arrivo dei barconi stracarichi di persone con bambini al seguito. L\u00ec ho toccato con mano la paura; la voglia di scappare da situazioni di disagio, di povert\u00e0, di guerra. Hanno tutto nei loro occhi: leggi da un lato il terrore e dall\u2019altro la felicit\u00e0 di essere arrivati (vivi). Che non \u00e8 scontato.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa molto bella nel mio mestiere: i giovani. Spesso ci incontriamo con loro nelle scuole e proviamo a trasmettere l\u2019amore per la legalit\u00e0. Anche se l\u2019uditorio \u00e8 spesso vasto, per noi gi\u00e0 inviare un messaggio \u00e8 importante. E che arrivi anche solo a due persone \u00e8 gi\u00e0 un successo.<\/p>\n<p>Un\u2019altra bella esperienza con la cittadinanza e le scolaresche l\u2019ho avuta quando stavo alle Volanti: i bambini che venivano in Sala Operativa avevano una curiosit\u00e0 superiore a quella di un adulto e un\u2019arguzia notevole. Spesso facevano domande che ti mettevano in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Le ripeto, la carica emotiva che noi dobbiamo calibrare \u00e8 variegata. C\u2019\u00e8 quella dell\u2019investigatore, dove devi essere freddo e razionale per applicare una strategia. Poi c\u2019\u00e8 tutto un altro tipo di uditorio, ad esempio i cittadini che nulla hanno a che fare con i reati ma che hanno comunque un rapporto con la polizia. Da quelli che segnalano, a quelli che ti incontrano per strada e ti incoraggiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Crede ancora nella fortuna dottoressa? O si consola con episodi pi\u00f9 concreti come forza, struttura, regole e cooperazione tra corpi (militari e civili)?<\/em><\/p>\n<p>Sicuramente in una struttura, in un ufficio, la logica e l\u2019organizzazione sono imprescindibili: non ci si pu\u00f2 affidare all\u2019improvvisazione. Ordini, priorit\u00e0, procedure e protocolli sono importanti. Per l\u2019investigatore \u00e8 anche importante l\u2019intuito e una buona dose di fortuna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che tipi di incontri fa quando lavora? E quando invece si gode qualche ora di meritato riposo?<\/em><\/p>\n<p>Bella domanda: tenendo presente che gran parte della giornata per me \u00e8 lavoro, le persone che incontro sono per la maggiore contatti professionali, per\u00f2 sono assai diverse tra loro. Ad esempio i magistrati, li incontriamo spesso per concordare le attivit\u00e0 investigative.<\/p>\n<p>Per noi la linfa poi sono le segnalazioni dei cittadini. Spesso non richiedono interventi di tipo repressivo, a volte esternano situazioni di disagio e di degrado e noi li ascoltiamo e facciamo da collante con le istituzioni preposte. Abbiamo sicuramente rapporti con associazioni di categoria che sono portatrici d\u2019informazioni o che offrono collaborazione se occorre. Abbiamo come dicevo rapporti con le scuole, con le altre forze di polizia. Sono tutti rapporti istituzionali che fanno parte naturalmente del nostro compito.<\/p>\n<p>Ci sono poi gli avvocati di persone offese, non solo dei colpevoli \u2026 insomma le persone sono tante e di natura diversa.<\/p>\n<p>Fuori dal lavoro, cerco un momento di relax per trovare la possibilit\u00e0 di ricaricare le pile ma anche attimi per coltivare le amicizie di scuola, o di colleghi che non frequento pi\u00f9 quotidianamente con cui per\u00f2 sono diventata amica \u2026 Spesso passano mesi per cui non c\u2019\u00e8 una mezza giornata di tempo per qualcosa d\u2019altro e, alla fine, quel momento spesso serve solo per ricaricarti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>A Venezia ha gi\u00e0 trovato un luogo che le ricarica le pile?<\/em><\/p>\n<p>Da fine gennaio sar\u00f2 veramente fissa a Venezia, ora ancora viaggio molto con Roma, quindi dovremo riparlarne \u2026. E approfitter\u00f2 appieno della fortuna di questo incarico prestigioso capitatomi in una citt\u00e0 cos\u00ec straordinaria.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ci descrive i rapporti con suoi colleghi di altri paesi? Come vivete, a distanze geografiche e culturali magari anche notevoli, la vostra vita?<\/em><\/p>\n<p>Per la gran parte delle attivit\u00e0 criminali ormai andiamo all\u2019estero (traffico di droga, esseri umani, furti): \u00e8 normale che le polizie straniere parlino tra loro. Il linguaggio \u00e8 comune, al di l\u00e0 della normativa di ciascun paese. Spesso i problemi si risolvono in maniera diretta. I nostri rapporti sono gestiti dai Servizi Centrali, ci sono degli incontri dove ci sediamo tutti ad un tavolo tecnico, ma una volta che si sono stabilite le regole d\u2019ingaggio ci rendiamo conto che gli obiettivi sono comuni. Il rapinatore che sta qui in Italia e va in Belgio o in Germania rappresenta un pericolo per noi come per loro. Spesso s\u2019intavolano dei rapporti personali, al di fuori delle indagini, che si concretizzano in visite reciproche al di fuori del contesto lavorativo. Non \u00e8 un discorso di uomini\/donne, prescinde da questo: \u00e8 indistintamente un sodalizio, un\u2019amicizia. E spesso questo sodalizio ti aiuta a superare le prime difficolt\u00e0 di svolgimento delle indagini, tenendo conto che comunque tutto deve passare formalmente dagli uffici deputati. La relazione tra due Stati &#8211; due Polizie &#8211; deve essere diretta nell\u2019emergenza: i rapporti personali facilitano questo, poi tutto segue le sue griglie ed i suoi binari.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa fa la societ\u00e0 per lei?<\/em><\/p>\n<p>Per me la societ\u00e0 ha fatto tanto, mi ha consentito di rivestire un ruolo importante e di realizzare un sogno. Sin da piccola volevo diventare poliziotta. La societ\u00e0 non mi ha voltato le spalle, non mi ha mai delusa ne\u2019 demotivata. Non si \u00e8 messa mai di traverso. Per me la societ\u00e0\/vita ha fatto tanto. Mi ha permesso di conoscere tanti colleghi in questi anni. Specie quando ero a Roma, viaggiavo spesso in missione in tante questure. Ho conosciuto tante persone e tante realt\u00e0 diverse. E mi sono arricchita dal punto di vista umano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fa lei per la societ\u00e0 e per la citt\u00e0 che abita?<\/em><\/p>\n<p>Cerco di ricambiare la fortuna che la societ\u00e0 mi ha destinato. Come? Dedicandomi al meglio al mio lavoro giornalmente e non demoralizzandomi mai. Facendo degli insuccessi uno stimolo in pi\u00f9 per andare avanti, forte delle nuove esperienze acquisite.<\/p>\n<p>Ho sempre l\u2019attenzione per l\u2019ascolto degli altri. Tutte le persone vanno ascoltate. E quello che posso mettere a disposizione, lo metto. Con passione ed entusiasmo.<\/p>\n<p>Cerco anche di pensare a cosa potrei fare ancora di pi\u00f9, per migliorare. Non so se riesco ad esprimermi, ma quel che voglio dire \u00e8 che per me il lavoro \u00e8 importante nel senso che un piccolo tassello in pi\u00f9 \u00e8 sempre un punto di partenza, mai di arrivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una cosa bella, casuale e totalmente inaspettata, che le \u00e8 capitata di recente, a parte l\u2019importante promozione<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Oddio, difficile \u2026e magari le sembrer\u00e0 triste che non riesca a trovarne una cos\u00ec su due piedi a parte il lavoro \u2026. ma, vede, io sono un\u2019ottimista, mi dico sempre \u201cdai andiamo avanti \u2026\u201d e non riesco a isolarne una in particolare \u2026 magari le rispondo un\u2019altra volta, cos\u00ec ci penso un altro po\u2019 \u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una passione culinaria?<\/em><\/p>\n<p>Rigorosamente lasagna siciliana. Ed il timballo di riso. Nonostante non sia sposata e viva da sola, la sera quando arrivo a casa, a qualunque ora, devo cucinare e mangiare in maniera sana e decente. Niente di precotto, surgelato \u2026<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Che vino\/bevanda preferisce e perch\u00e9?<\/em><\/p>\n<p>Preferisco i rossi, su tutti. Non posso fare diversamente. Anche sul pesce. Siciliani, naturalmente, come il Nero d\u2019Avola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La musica o un libro che l\u2019accompagna ora?<\/em><\/p>\n<p>In questi giorni ascolto molto Renato Zero; il libro, direi le storie di Camilleri. Li ho letti quasi tutti ma mi piace rileggerli. Non avendo la possibilit\u00e0 di andare spesso a casa, mi regalano qualcosa della mia terra dovunque mi trovi. Gli scorci, il dialetto, gli odori (quando ad esempio descrive il pranzo di Montalbano).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che ha, uno che le manca<\/em><\/p>\n<p>Non mi piacciono le falsit\u00e0. Un talento che mi manca? Se una persona a pelle non mi convince molto, non riesco ad essere subito aperta ed espansiva&#8230; Ho bisogno di pi\u00f9 tempo per entrarvi in relazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Non penso che per il suo lavoro lei possa vivere lentamente. Ma in altri momenti, quali sono i suoi metodi per vivere lentamente?<\/em><\/p>\n<p>Vivo lentamente quando riesco a prendere le ferie e mi ricarico al sole ed al mare delle isole, la Sicilia soprattutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa ha imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Ho imparato che se vuoi una cosa e sei perseverante ci riesci. Non solo, anche se ci possono essere dei momenti di difficolt\u00e0 e di delusione (nonostante io sia un ottimista per antonomasia, vedendo sempre e solo il bicchiere mezzo pieno), mi servono molto. A rivedere cosa ho sbagliato (nel lavoro o nella vita personale) per non farlo ancora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Angela Lauretta \u00e8 state ritratta da\u00a0Laura Volpato, Treviso, nel suo ufficio di Venezia con una Hasselblad.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sua storia in 10 righe Sono nata a Siracusa nel 1967 &#8211; \u00e8 tempo adesso del mio 47mo compleanno! &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/angela-capo-della-squadra-mobile\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4203,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[2028,2023,2026,2030,2025,2024,2029,756,1247,1071,2027,22,17],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4202"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4202"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4202\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4287,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4202\/revisions\/4287"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4203"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}