{"id":4340,"date":"2015-02-25T19:50:40","date_gmt":"2015-02-25T19:50:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=4340"},"modified":"2015-03-04T18:20:01","modified_gmt":"2015-03-04T18:20:01","slug":"jota-castro-artist-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/jota-castro-artist-2\/","title":{"rendered":"Jota Castro, artista"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua storia in 10 righe<\/em><\/p>\n<p>Jota, sono io!, il figlio di una donna figlia di un figlio di puttana e gentiluomo del Terzo Mondo, ho sofferto d\u2019abbandono quando ero piccolo e ho smesso di parlare per un anno quando ne avevo cinque, sono stato un soldato, ho giocato a vari sport, ho studiato, ho viaggiato tantissimo, ho scritto un libro \u2013 non buono \u2013 ho incontrato mia moglie a Madrid, l\u2019ho sposata a Belfast, l\u2019ho quasi persa, ho quasi perso me stesso, sono tornato indietro verso i miei sogni, mi ha fatto molto ridere scoprire che Freud amasse la cocaina quanto me, ho avuto problemi di reni ma mi sto prendendo cura di me, ho sognato un destino mentre invece ne avevo gi\u00e0 uno, mi piace il sesso quanto la vita, sono stato torturato e ancora mi sento in colpa, sono stato ricco e non mi \u00e8 piaciuto, sono stato povero e non mi \u00e8 piaciuto, non so dove morir\u00f2, non ho figli, non ho pi\u00f9 una lingua madre, mi sono imbarcato nell\u2019arte perch\u00e9 ne avevo abbastanza di mentire, mi sarebbe sempre piaciuto scrivere poesie, ho perso una donna che amavo, mio padre \u00e8 morto senza volermi pi\u00f9 vedere, non ho pi\u00f9 visto mia madre per 20 anni, mi sento solo qualche volta, vado pazzo per il calcio, quando ero piccolo il mio motto era <em>muori piuttosto che peccare<\/em>, a volte alcuni amici mi chiamano <em>el hijo del sol <\/em>(<em>il figlio del sole)<\/em>, ho viaggiato pi\u00f9 della mia immaginazione, ero a Berlino quando il Muro cadde, ero a Mosca durante la Perestroika, la matematica mi tranquillizza, una volta ho sognato una stella che camminava, leggo il giornale sportivo <em>Equipe<\/em> tutti i giorni, mi piace la pioggia quando sono a casa, ho un fratello pi\u00f9 giovane ritardato che si chiama Fidel, adoro Cy Twombly, mi sento perfettamente a casa in Scozia, mi sento perfettamente a casa in Italia, ho visto Pel\u00e8 e Maradona giocare, ho dipinto d\u2019arancione le scale di casa, sono affascinato dalla sedia <em>Low Pad<\/em> di Morrison (<em>Jasper<\/em>), non sono bianco, mi sento in colpa. Sono nato in Amazzonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>p.s.: Sono ancora vivo e ora ho due figlie<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Come fai a combinare la lentezza di alcune citt\u00e0 italiane con la scala globale di citt\u00e0 pi\u00f9 grandi che attraversi quotidianamente dato che sei un globetrotter e hai diverse professioni (artista, curatore, ed in precedenza eri un diplomatico)?<\/em><\/p>\n<p>Semplicemente vivo. Lo faccio a modo mio, non cambio perch\u00e9 mi trovo in una citt\u00e0 piccola od in una grande. Sono me stesso.<\/p>\n<p>Nella tua domanda si potrebbe intendere anche che nelle piccole citt\u00e0 italiane c\u2019\u00e8 una qualit\u00e0 della vita che non troveresti altrove. Non sono d\u2019accordo. Puoi trovare qualit\u00e0 della vita ovunque, non solo nelle piccole citt\u00e0 italiane!<\/p>\n<p>La lentezza \u00e8 ovunque le persone cerchino di vivere meglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Forse <\/em>Slow Future<em> \u2013 il movimento di consumo ed insieme approccio teorico in economia che stai diffondendo \u2013 \u00e8 l\u2019altra faccia della medaglia di alcune tue mostre come <\/em>Pabellon de la Urgencia\u00a0<em>(che hai curato) o, finalmente svelata, la teoria che era dietro a molte azioni ed opere che hai firmato come artista (ad esempio qui prenderei Treppenwittz, una scala dove gli scalini erano fatti di baguette)?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Tutti questi lavori sono basati sul fatto che viviamo in una societ\u00e0 della Paura. Molti sono spaventati dalla sicurezza alimentare, altri dall\u2019immigrazione e sono fragili sui confini aperti. Tutto questo mi serve come materiale di base per il mio lavoro.<\/p>\n<p>Hai ragione quando dici che i miei lavori hanno tutti la stessa matrice.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Quale \u00e8 il maggiore risultato raggiunto nel lavoro d\u2019artista e quale, invece, in quello di docente e teorico?<\/em><\/p>\n<p>Sono una sola persona, io l\u2019insegnante l\u2019artista ed il teorico\u2026.Sono una centrale elettrica. Riguardo al raggiungimento di risultati, non credo di essere in grado di parlarne, non \u00e8 importante per me. Cosa veramente voglio \u00e8 fare quello che mi piace. E soprattutto non voglio tradire me stesso.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Chi sarebbe l\u2019artista Jota Castro se non fosse nato a Lima? Credi che i luoghi abbiano il potere di plasmare noi e la nostra identit\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Non sono nato a Lima! Sono nato in un posto piccolo e lento che si chiama Yurimaguas, nella regione Amazzonica. Certo che penso che i luoghi abbiano il potere di formarci \u2013 i luoghi dove nasciamo e quelli dove viviamo. Quel che m\u2019importa veramente: l\u2019immaginazione, il desidero e l\u2019empatia.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Che incontri fai nella tua routine?<\/em><\/p>\n<p>A volte non incontro nessuno, posso passare giorni senza parlare, da solo. E poi ho bisogno di vedere gente, esco, passeggio, parlo, rido.<\/p>\n<p>Sono una persona normale. Devo confessare che non amo la mondanit\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Che cosa ti da la tua citt\u00e0 \u2013 adesso Bruxelles \u2013 e viceversa?<\/em><\/p>\n<p>La mia famiglia e la mia vita personale.<\/p>\n<p>Mi piace Bruxelles perch\u00e9 non \u00e8 una citt\u00e0 seria e soprattutto mi piacciono i Belgi: hanno un grande senso dello humor, buon cibo, donne fantastiche e pessimi politici.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ci descrivi qualcosa di bello che ti \u00e8 capitato di recente?<\/em><\/p>\n<p>Mi meraviglia ancora essere vivo. Mi fa sorridere tutte le mattine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Le tue passioni culinarie?<\/em><\/p>\n<p>Ultimamente preparo dei buoni piatti al curry, e sono veramente buoni.<\/p>\n<p>Adoro sia il cibo italiano che quello cinese.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Vino o bevanda preferiti?<\/em><\/p>\n<p>Conosci la Chicha Morada? E\u2019 una bevanda peruviana fatta di mais viola. Deliziosa.<\/p>\n<p>Un buon whisky irlandese di tanto in tanto ed una salutare pinta di Guinness.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La musica ed il libro (od i libri) con te ora (e su quale tavolino sono poggiati)?<\/em><\/p>\n<p>Sto leggendo l\u2019ultimo libro di Houllebecq (<em>Sottomissione<\/em>), appoggiato su un tavolino blu di Kostantin Grcic. Ora ascolto un sacco di <em>Black Messiah<\/em> di D\u2019Angelo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>In quale posto di questo mondo sei stato in grado di vivere lentamente, se questo \u00e8 mai accaduto?<\/em><\/p>\n<p>Posso vivere con lentezza ovunque io sia, se voglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Un talento che hai, uno che ti manca?<\/em><\/p>\n<p>Spero di avere qualche talento, sono sicuro di non saper cantare!!!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Non ci ho mai pensato molto, non penso sia necessario, \u00e8 meglio vivere all\u2019impronta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua storia in 10 righe Jota, sono io!, il figlio di una donna figlia di un figlio di &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/jota-castro-artist-2\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4341,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[2174,18,2169,1070,2168,2175,2170,2167,6955,2176,2179,2166,2178,2180,2177,2218,2172,1625,2171,2173],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4340"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4340"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4340\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4465,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4340\/revisions\/4465"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4341"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4340"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4340"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4340"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}