{"id":4414,"date":"2015-03-04T18:18:55","date_gmt":"2015-03-04T18:18:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=4414"},"modified":"2015-03-25T22:34:50","modified_gmt":"2015-03-25T22:34:50","slug":"sarah-scrittrice-regista-e-artista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/sarah-scrittrice-regista-e-artista\/","title":{"rendered":"Sarah, scrittrice regista e artista"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua storia in 10 righe<\/em><\/p>\n<p>Forse \u00e8 la domanda pi\u00f9 complicata\u2026<\/p>\n<p>Nasco a Ginevra, ma ci nasco soltanto. Vivo a Padova. Studi di Lettere a Padova, mi laureo con una tesi, abbastanza tecnica, sulla musica del film <em>La Morte a Venezia<\/em> di Visconti, all\u2019epoca scrivevo saggi viscontiani. Ho scritto anche un po\u2019 per la pagina culturale de Il Mattino di Padova (ora non collaboro pi\u00f9).<\/p>\n<p>Di sicuro ho cominciato scrivendo (racconti), nutro una grande passione per la scrittura e per un certo tipo di approccio alla vita, direi, romanzesco.<\/p>\n<p>Da l\u00ec sono passata alle prime esperienze di cinema. La mia prima regia \u00e8 stata molto difficile, direi delirante: un cortometraggio storico, girato in pellicola, con 100 comparse, 26 scene in costume sul 1848.<\/p>\n<p>Non sono una gran figurativa, ma disegno sempre in prima persona gli story-board \u2013 con elementi secchi e un po\u2019 primitivi. Si tratta pi\u00f9 di raffigurazioni simboliche, quasi di tratti dei personaggi invece che di scene, infatti avevano dei grandi problemi sul set. Ricordo che arrivavo con cartelloni giganteschi, dove tutti si accostavano a studiare queste figure per capire cosa fare in scena!<\/p>\n<p>Ho continuato a scrivere, ho pubblicato racconti anche su Frigidaire e mi sono molto divertita. Ho ricominciato con il cinema e ho iniziato a lavorare a <em>Il Cerchio Rotto<\/em>, film che nasce da un mio racconto omonimo e che ora \u00e8 in post-produzione (<em>ambientato in Veneto e prodotto da partner internazionali, \u00e8 un thriller psicologico che narra la storia di ventenni bene tra sballo e cannibalismo &#8211; un estratto del racconto \u00e8 pubblicato in italiano nella nostra sezione dedicata)<\/em>. Un vero parto, lungo e complesso: non \u00e8 ancora finito, manca una vitale, ultima settimana di ripresa che spero di girare tra poco&#8230;<\/p>\n<p>Nel frattempo ho cominciato a fare installazioni artistiche, la prima riguardava la scrittura ed il concetto del poster. Poi sono passata alla ceramica e ho prodotto 150 statuine, le ho esposte per la prima volta alla Biennale di Venezia, poi il lavoro ha girato per alcune citt\u00e0, (il Comune di Faenza lo scorso settembre l&#8217;ha esposto nel Ridotto del teatro Masini), ed ha partecipato anche a fiere d\u2019arte, come The Others, a Torino, in concomitanza con Artissima (<em>Polarizzazione riflette, a partire dall\u2019Edipo classico, su questioni come genere, sesso e sessualit\u00e0 ed \u00e8 un grande affresco della societ\u00e0 contemporanea con i suoi nuovi tipi di famiglia: \u00e8 composta di 156 statue policrome raffiguranti, secondo una progressione algebrica, le possibili 27 combinazioni date dall\u2019interpolare +\/maschio e -\/femmina) <\/em>.<\/p>\n<p>Ho creato un\u2019installazione di fiori esposta la prima volta al Museo Revoltella di Trieste (<em>una grande vasca\/giardino che traduce con il linguaggio dei fiori una sua fiaba, <\/em>La principessa che non voleva leggere e il poeta<em>, ZeL edizioni, 2010)<\/em>.<\/p>\n<p>Ho scritto e diretto la pi\u00e8ce teatrale <em>La Gabbia<\/em> su tema della dipendenza dalla paura, \u00e8 stato un lavoro molto interessante, a met\u00e0 strada tra l&#8217;installazione e il teatro, anche il tipo di recitazione che ho voluto dall&#8217;attrice era molto cinematografica e quasi impersonale.<\/p>\n<p>Ho ricominciato a scrivere il mio romanzo, a cui mi dedico con una certa perplessit\u00e0 da una decina d\u2019anni. E\u2019 una storia sui generis. Titolo provvisorio <em>Antimonio<\/em>, \u00e8 fatta di proiezioni future, accadimenti prossimi situati a distanza di soli 20 o 30 anni. Spesso mi \u00e8 accaduto che le cose di cui parlavo accadessero davvero e quindi ero costretta a cambiarlo di continuo. Lo prendo e lo mollo con una certa pigrizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La scrittura popola la tua vita in maniera porosa e assoluta. Sembra la trama principale di un gigantesco ordito che tiene insieme anche scultura, teatro, performance e cinema: non solo un\u2019artista totale ma una creatrice che vivifica una vita vissuta interamente in termini di scrittura. Il tuo corpo a corpo con il testo mi ricorda la vita e l\u2019arte di Marguerite Duras: che ne pensi? <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Questa domanda coglie un punto essenziale: pensa che ho cambiato alcune cose della mia vita per adattarle meglio al romanzo che stavo scrivendo! Di solito uno scrive un romanzo sulla sua vita, io ho preferito cambiato la mia perch\u00e9 non funzionava rispetto a quello che stavo scrivendo.<\/p>\n<p>Comunque hai ragione. Il principio di un\u2019idea \u00e8 sempre un nocciolo di scrittura che comincia a strutturarsi. Pi\u00f9 si complica, pi\u00f9 si articola, pi\u00f9 il racconto prende forma e si adatta anche a media diversi.<\/p>\n<p>Credo ci sia sempre una dimensione molto letteraria e narrativa nella creazione. Non sono molto descrittiva in senso stretto come scrittrice; mi piace Proust, certo: lui s\u00ec che ti pu\u00f2 fare una descrizione di tre ore su un campanile e funziona!<\/p>\n<p>Io devo comunque raccontarti una serie di avvenimenti che si inanellano pi\u00f9 che una sola cosa. Mi interessa l\u2019architettura della vicenda e l\u2019interazione tra le parti pi\u00f9 che la dimensione strettamente descrittiva.<\/p>\n<p>Creando in ambiti cos\u00ec diversi &#8211; scrittura cinema teatro e arte \u2013 a volte faccio fatica a trovare dei produttori, sia per gli argomenti ed i linguaggi, che sono spesso diversi, ma anche perch\u00e9 vado controcorrente rispetto al mercato che spesso pretende la serialit\u00e0 di un opera e la riconoscibilit\u00e0 di un artista. Con il pubblico invece ho trovato una certa ostilit\u00e0 proprio con il Cerchio rotto. Ricordo quando ho presentato con Sabino Acquaviva per la prima volta il racconto <em>Il Cerchio Rotto<\/em>, era il 2000, eravamo a Padova, al Pedrocchi. C\u2019era gente che si inalberava perch\u00e9 nel libro mi permettevo di narrare una storia che parlava male dei giovani del luogo. Se penso a quello che \u00e8 successo dopo, la cronaca mi ha quasi superata\u2026 Questo film non \u00e8 di certo un horror, ma non \u00e8 neanche un thriller, penso che sia qualcosa di pi\u00f9 surreale&#8230; non a caso lo chiudo con un omaggio a Luis Bunuel. Probabilmente sono un po&#8217; difficile da incastrare in un genere cos\u00ec come si usa oggi. Il fatto \u00e8 che passo dalla fiaba delicatissima come quella della \u201cPrincipessa e del poeta\u201d, all\u2019efferatezza di una storia crudissima come quella narrata in questo film. Io sono sempre la stessa persona, ma capisco che talvolta le persone possano fare fatica a riconoscermi. Ricordo all&#8217;inizio quando incontravo i produttori per \u201cil cerchio rotto\u201d, leggevano lo script e pensavano sempre di ritrovarsi di fronte a una piena di piercing e di tatuaggi!<\/p>\n<p>Diciamo pure che pratico una militanza costante nel rompere i clich\u00e9. Odio gli incasellamenti. Non mi piace l\u2019abitudine di leggere per generi, e infatti con le diverse tipologie di combinazioni famigliari delle statuine ho ironizzato proprio su questo&#8230; Mozart era geniale secondo me proprio perch\u00e9 quando ti aspettavi la cadenza in fa minore, ti spiazzava con un do maggiore. Amava rompere le aspettative, non era mai prevedibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>E\u2019 essenziale per te che il pubblico che incontra una tua opera d\u2019arte o una tua pi\u00e8ce in un teatro sappia anche dei tuoi altri assi creativi o, secondo te, ogni tua opera \u00e8 libera di vivere indipendentemente da quella \u201cmatrice\u201d narrativa da cui la fai nascere?<\/em><\/p>\n<p>Credo che le opere si debbano leggere da sole. Certo, se si conosce di pi\u00f9 l\u2019autore, si apprezzano di pi\u00f9 le commistioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Lasci quindi supporre tutto il resto di te\u2026.<\/em><\/p>\n<p>Spero che la fantasia di certe opere concettuali, realizzate con strutture logiche rigorose, faccia trasparire la seriet\u00e0 del lavoro. Quando ti trovi di fronte alle statuine o alla Gabbia ad esempio, il colpo d\u2019occhio deve funzionare subito, al di l\u00e0 dei discorsi culturali e a quello a cui di volta in volta si riferiscono. In ogni caso spero che le mie opere sopravvivano con una forza tutta loro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Che tipi di incontri fai quando lavori per un museo oppure per la regia di un film?<\/em><\/p>\n<p>Conosco sempre persone molto diverse, anche nelle mie amicizie sono molto eterogenea. Sono curiosa, ognuno pu\u00f2 darti stimoli. Non sono particolarmente fissata con una tipologia, credo sia molto pi\u00f9 creativo variare. Quando fai un film sei prevalentemente con attori e la troupe, sono tutti molto concentrati e devi ottimizzare il tempo ed i soldi (che sono sempre pochi!) quindi hai uno spazio di interazione limitato. I rapporti di amicizia ovviamente possono esistere, ma per forza di cose li coltivi al di fuori del set. Mentre ero a Faenza per l\u2019istallazione, mi interessava molto il rapporto con la gente che passava di l\u00ec. Ad esempio il parere del guardia-sala, oppure i visitatori che non sapevano che tu, che eri l\u00ec, ne eri l\u2019autrice e quindi commentava liberamente. E\u2019 sempre utile spiare un po\u2019 in queste situazioni, mi piace questo <em>dietro le quinte<\/em>. Da artista, una volta che concludo l\u2019opera, cerco di scomparire. Ci sto volentieri attorno, ma mi camuffo tra la gente ed evito di presenziare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fa la societ\u00e0 per te?<\/em><\/p>\n<p>Mi da degli stimoli, degli input per tentare di cambiarla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa fai tu per la societ\u00e0 e per la citt\u00e0 che abiti?<\/em><\/p>\n<p>Quando riesco a lavorare con gli enti, assume molta importanza il mio lavoro di percezione del territorio, sempre se mi \u00e8 permesso farlo. C\u2019\u00e8 sempre una responsabilit\u00e0 in ciascuno di noi per i luoghi che abitiamo. Dovremmo impegnarci tutti. A parte i progetti di rilevanza pubblica, come persona mi sento sempre in costante ricerca. Posso essere rompiscatole, provocatoria, critica; ma non credo di esserlo gratuitamente, cerco sempre di agire per stimolare e dare un contributo \u2013 almeno a livello di pensiero \u2013 rispetto a quello che accade. E\u2019 molto importante la testimonianza di come vivi e l\u2019interazione con le persone che incontri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una cosa bella che ti \u00e8 capitata di recente?<\/em><\/p>\n<p>Sicuramente l\u2019aver ricevuto l&#8217;ok per una performance\/installazione sul tema della guerra in uno spazio pubblico. La prima sar\u00e0 a Bassano del Grappa alla fine di quest\u2019estate, mi piacerebbe anche portarla in alcuni teatri di guerra, vedremo\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una passione culinaria?<\/em><\/p>\n<p>Mangio tanto, come un lupo e volentieri. Adoro le crespelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che vino\/bevanda preferisci e perch\u00e9?<\/em><\/p>\n<p>Vino, preferibilmente rosso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La musica o un libro che t\u2019accompagna ora, a parte i tuoi?<\/em><\/p>\n<p>Ho ripreso e lentamente me lo porto avanti da due anni, insieme ad altri libri, <em>Alla Ricerca del Tempo Perduto<\/em> (\u00c0 la recherche du temps perdu) di Proust. Amo molto la musica classica, da camera ma non la lirica, ed autori come Stravinski o Mahler che rimane sempre al confine con autori pi\u00f9 contemporanei che a loro volta si situano in punti di passaggio di epoche (anche la letteratura: amo l\u2019800, \u00e8 una zona di confine). Sul rock, direi Led Zeppelin. Da ragazzina, tra i poeti, ero una fan di Rimbaud e Baudelaire, che tuttora rimangono tra i miei preferiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Un talento che hai, uno che ti manca?<\/em><\/p>\n<p>Tendere a vedere sempre gli aspetti di trasformazione della realt\u00e0, insomma quel che si pu\u00f2 migliorare. E\u2019 anche un difetto, se ci pensi bene, perch\u00e9 puoi alla fine non vedere la realt\u00e0 per quel che \u00e8. Un talento che proprio non ho forse \u00e8 la pazienza. Certe volte, s\u00ec, non ho pazienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quali sono i tuoi metodi per vivere lentamente?<\/em><\/p>\n<p>Sono un gatto, posso stare ferma per ore a fissare il soffitto e poi scattare all\u2019improvviso.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Ognuno \u00e8 responsabile di quello che fa.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua storia in 10 righe Forse \u00e8 la domanda pi\u00f9 complicata\u2026 Nasco a Ginevra, ma ci nasco soltanto. &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/sarah-scrittrice-regista-e-artista\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4416,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[2252,2247,2155,18,2245,2258,2251,2096,2248,2246,2263,2259,2256,989,1219,2264,2254,2253,1657,2261,1129,2249,40,2257,2244,42,2255,2250,2262,765,22,17,2260],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4414"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4414"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4414\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4698,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4414\/revisions\/4698"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4416"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4414"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4414"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4414"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}