{"id":4430,"date":"2015-03-04T18:18:37","date_gmt":"2015-03-04T18:18:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=4430"},"modified":"2015-03-25T22:35:50","modified_gmt":"2015-03-25T22:35:50","slug":"il-cerchio-rotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/il-cerchio-rotto\/","title":{"rendered":"Il Cerchio Rotto"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era un sabato sera di febbraio, il mattino era piovuto: l\u2019alone della luna faceva impallidire le stelle all\u2019orizzonte e nella foschia si confondevano l\u2019erba e il cielo. Federico attravers\u00f2 il cancelletto che immetteva nel cortile del casolare di Fabio. Erano gi\u00e0 le sei passate, c\u2019erano ancora degli animali nelle stalle, delle pecore e qualche maiale, gli ultimi sopravvissuti da quando l\u2019allevamento era stato chiuso. La vecchia barchessa era stata completamente rimodernata, dell\u2019impianto originale era rimasto il porticato che fungeva da parcheggio e la sala interna che era stata trasformata in un\u2019enorme taverna e veniva utilizzata quasi esclusivamente per ricevere. Ne era uscito un ampio salone attraversato in tutta la sua lunghezza da un tavolo di legno massiccio in fondo a cui trionfava un grosso caminetto. Le travi a vista erano state ricoperte da decorazioni in stile ampezzano e, opposta al camino dall\u2019altra parte del tavolo, c\u2019era un\u2019alta credenza nello stesso stile. La parete interna era stata coperta da un immenso batik tailandese, reminiscenza dell\u2019ultimo soggiorno del padre di Fabio a Bangkok e sopra al tavolo era stata sistemata una bella tovaglia di cotone pesante ricamata a ghirigori gialli e verdi. Il pezzo forte dell\u2019arredamento era comunque una scultura di legno, raffigurante un negretto in livrea che reggeva un piattino con dei cioccolatini, di fronte all\u2019ingresso. Una lunga parete di vetro, coperta da due enormi tende beige arricciate, faceva scorgere una piscina di pochi metri scavata in mezzo al prato inglese. Al piano superiore, al centro di quello che doveva essere stato il solaio, si ergeva un flipper.\u00a0Quando sent\u00ec il campanello, Fabio si precipit\u00f2 ad aprire. \u201cFinalmente sei arrivato, pensavo fossi andato a troie!\u201d \u201cQuelle le lascio tutte a te!\u201d rispose l\u2019amico con un sorriso divertito. \u201cBando alle ciance\u201d cominci\u00f2 Fabio facendosi improvvisamente serio, \u201cnon sai quanto sono felice che tu sia arrivato; devo raccontarti una cosa davvero allucinante!\u201d Nonostante Fabio non fosse un tipo di norma molto controllato, Federico cap\u00ec subito che era molto agitato; si muoveva a scatti, dando l\u2019impressione di essere un gorilla intrappolato nella rete che cerchi di fare il disinvolto. \u201cMa cos\u2019hai, sei gi\u00e0 fuori?\u201d \u201cNo, no sono perfetto, ma devo parlarti, vieni di l\u00e0, seguimi, \u00e8 da giorni che ci penso, ma non credevo che ce l\u2019avrei fatta.\u201d \u201cA fare cosa? Ma si pu\u00f2 sapere che ti piglia?\u201d \u201cAspetta, Fede, aspetta\u2026 adesso te lo dico. Mi \u00e8 venuta un\u2019idea pazzesca\u2026 sono fuori lo so, adesso tu mi dirai che sono pazzo, ma secondo me ho avuto l\u2019idea del secolo, sono un genio!\u201d \u201c S\u00ec, Einstein! dimmi tutto\u2026\u201d e lo guard\u00f2 con aria divertita. \u201cBeh, se fossi in te non riderei tanto\u2026, ammetto che \u00e8 una cosa un po\u2019 forte, che va contro ogni logica, ogni morale, ma che cos\u2019\u00e8 la morale al giorno d\u2019oggi, con tutto quello che succede? S\u00ec, ammetto che si tratta di una cosa veramente mostruosa, ma\u2026 , ma io voglio farla per primo capisci! per primo! perch\u00e9 tanto so che se non la facciamo noi la far\u00e0 sicuramente qualcun altro e voglio togliermi la soddisfazione di essere il primo!\u201d.\u00a0\u201cVuoi farti una vergine?\u201d esclam\u00f2 Federico cercando di buttarla sul ridere e di eliminare cos\u00ec quella strana sensazione di fastidio che gli provocava il tono sovreccitato dell\u2019amico. Era decisamente fuori di s\u00e9 e si capiva che faceva fatica a spiegarsi. \u201cHo pensato\u2026\u201d riprese Fabio dopo essere entrato in cucina e aver bevuto un sorso di vino \u201cche potremmo anche entrare nella storia se riusciamo a fare le cose fatte bene. Tu adesso non mi capisci, lo vedo da come mi guardi, ma quello che ho in mente \u00e8 una figata ! \u00c8 un rito capisci! Lo facevano anche gli antichi\u2026 \u00e8 una cosa veramente \u2018tribal\u2019!\u201d \u201cSenti\u2026 non sto capendo un cazzo di quello che mi stai dicendo, ma si pu\u00f2\u00a0sapere che cazzo hai oggi?\u201d. Fabio lo fiss\u00f2 facendosi cupo in viso come se avesse visto uno spettro, gli mise le braccia attorno al collo e con uno scatto gli morse a sangue il labbro. Federico si liber\u00f2 con ira dalla stretta dell\u2019amico e lo respinse violentemente facendolo sbattere contro il tavolo in marmo della cucina. \u201cMa sei mona ? Mi hai fatto male, cazzo! guarda come sanguina\u2026\u201d, rugg\u00ec toccandosi il labbro. Stava per andarsene via incazzato quando Fabio lo prese per un braccio e lo tir\u00f2 a s\u00e9. \u201cScusami, scusami\u2026ti prego scusami\u2026, ma, vedi, tu non capisci, non puoi capire, e io dovevo farlo per portarti a capire\u2026 dai Fede non incazzarti\u2026siamo amici no?\u201d Il tono di Fabio era cos\u00ec dimesso e cos\u00ec poco consono al suo carattere autoritario che Federico si sent\u00ec lusingato.<\/p>\n<p>\u201cSenti Fabio\u2026ok, sono qui per ascoltarti, per\u00f2\u2026 resto solo se ti decidi a spiegarmi che cazzo hai! Perch\u00e9 mi hai proprio rotto i coglioni!\u201d \u201cOk, va bene!\u201d e facendosi improvvisamente serissimo cominci\u00f2: \u201cHo in mente un gioco\u2026 ed ho bisogno di te!\u201d<\/p>\n<p>Federico si era girato di spalle spazientito e non lo guardava pi\u00f9. \u201cFederico! Federico, ti prego ascoltami\u2026 come faccio a dirtelo, a farti capire? Vedi\u2026 ho deciso che stasera per cena potremmo mangiarci Francesca!\u201d. Federico si giro di colpo sorpreso da quelle parole assurde ed esclam\u00f2: \u201cma che cazzo dici? Ti devi essere proprio fottuto il cervello tu!. Senti\u2026, mi hai chiamato prima per aiutarti a cucinare e io sono venuto anche se stavo facendo un sacco di cose importanti. Adesso arrivo e ti trovo in pieno delirio che spari cazzate, ma si pu\u00f2 sapere che cazzo di acido ti sei mangiato?\u201d \u201cMa s\u00ec, s\u00ec, stai calmo\u201d riprese Fabio avvicinandosi verso di lui con un sorriso tirato che voleva essere rassicurante, \u201canche i primitivi praticavano il cannibalismo per assorbire lo spirito dei loro guerrieri, l\u2019ho letto in un libro di filosofia. Era una pratica rituale, che serviva a rendere compatta la comunit\u00e0\u201d \u201cE allora? Tanto per cominciare noi non siamo pi\u00f9 primitivi e poi non riesco proprio a capire che senso potrebbe avere nel nostro caso fare una cazzata del genere.\u201d \u201cMa come fai a non capire? Ho avuto l\u2019idea del secolo, sono un genio!\u201d<\/p>\n<p>Federico si era sinceramente rotto del delirio dell\u2019amico, il labbro gli doleva, ma nonostante avesse tutte le ragioni per andarsene restava l\u00ec, impietrito, ad ascoltarlo. In realt\u00e0 ne era sempre stato succube e poi, pensava, Fabio era pur sempre il suo migliore amico, si erano divertiti un casino insieme e cos\u00ec, adesso, gli sembrava brutto girare i tacchi e mollarlo l\u00ec in quello stato. Infine c\u2019era anche una componente di vilt\u00e0 nell\u2019atteggiamento di Federico perch\u00e9 Fabio era sempre stato uno schizzato ed era piuttosto imprevedibile, come quella volta che aveva fracassato con una testata la faccia di Marco. Mentre stava riflettendo, l\u2019altro continuava la sua spiegazione. \u201cCerca di capire\u2026 pensa che colpo quando se la troveranno nel piatto tagliata a pezzettini e cotta per benino, pensa che flash! tra l\u2019altro ho sentito dire che la carne umana \u00e8 dolcissima, \u00e8 come la carne di cavallo! Diventeremo qualcosa, capisci? Saremo i primi al mondo ad aver avuto un\u2019idea del genere, forse potremmo anche entrare nella storia!\u201d Federico era precipitato in una sorta di torpore e lo ascoltava passivo, poi lo guard\u00f2 di colpo ed esclam\u00f2: \u201cMa che cazzo dici? Tagliarla a pezzettini? E chi l\u2019ammazzerebbe? E anche se trovassimo il coraggio di fare una puttanata simile, come pensi di spiegarlo ai suoi che non se la vedono tornare a casa? Come la fai sparire? Cosa gli dici, che te la sei fatta in salm\u00ec? \u00c8 un\u2019idea veramente del cazzo, si capisce che ti sei proprio rincoglionito. Guarda, adesso ho capito! mi sa che dovresti proprio smetterla con certa roba\u2026 \u201d e lo guard\u00f2 con un po\u2019 di pena. \u201cNon sono mai stato pi\u00f9 lucido di cos\u00ec! ma cosa credi, che mi sia svegliato stamattina e ci abbia pensato cos\u00ec, a caso? \u00c8 da un pezzo che ci rifletto\u2026 ho studiato, ho pensato molto per arrivarci, \u00e8 un\u2019idea geniale! \u00e8 quello che tu con il tuo piccolo cervelletto da campagnolo non riesci a capire!. Voi passate le serate a non fare un cazzo, da una discoteca all\u2019altra, schiavi di un sistema nel quale sprofondate senza neanche accorgervene. Io\u2026, io lo voglio controllare il sistema! voglio essere io a decidere; ma soprattutto ho capito la sacrosanta verit\u00e0: che il sistema non ti caga finch\u00e9 non fai qualcosa di veramente grande\u2026 qualcosa che non ha ancora pensato nessuno, una cosa come questa!. A questo mondo se non appari, se non ti fai notare, se non parlano di te, non sei nessuno! Capisci! non esisti!! Io sento di essere superiore alla maggior parte dei coglioni che mi capita d\u2019incontrare tutti i giorni, lo so! Tu non riesci a capire, ma io ho gi\u00e0 visto tutta la scena\u2026 sono sicuro che sarebbe un bel flash per tutti. E poi mica se ne renderebbero conto subito. Pensa ai commenti durante la cena: buona questa bistecca, dove l\u2019hai presa? Bravi! Bravi! avete proprio cucinato bene. Ma ti rendi conto?\u201d \u201cSenti un po\u2019 genio\u2026\u201d lo interruppe Federico con la voce che gli tremava, \u201cspiegami\u2026 e perch\u00e9 proprio la Francesca, che tra l\u2019altro avevo anche intenzione di farmi? Perch\u00e9 non la Stefi o la Sabri o che ne so un\u2019altra ?\u201d \u201cFederica, Stefania, Sabrina, che cazzo me ne frega; per me sono tutte uguali; la Francesca potrebbe passare di qua a trovarmi\u2026 magari per farsi dare un tiretto e non sarebbe cos\u00ec difficile ucciderla.\u201d \u201cTu sei completamente pazzo! sei pazzo! e in ogni caso non mi hai ancora detto come penseresti di sistemare il cadavere, bene o male tu parli sempre di un delitto e anche se ce la mangiamo ci sono pur sempre i resti\u2026, che cazzo ne so, le ossa!\u201d \u201cHo pensato a tutto io, cosa credi, sono un genio io, mica una testa di cazzo qualsiasi: hai mai sentito parlare delle stragi del sabato sera? C\u2019\u00e8 tanta di quella gente che si schianta in macchina, specie se \u00e8 stata in qualche locale ed \u00e8 ubriaca\u2026 l\u2019importante sar\u00e0 farlo sembrare un incidente\u2026A me basta un complice, Federico, poi per il resto ho gi\u00e0 pensato a tutto io. Prendiamo i resti, li carichiamo in una macchina, la spingiamo in qualche fosso in campagna, poi con un po\u2019 di benzina le diamo fuoco e il gioco \u00e8 fatto!\u201d \u00a0\u201c S\u00ec\u2026\u201d rispose Federico con una strana ombra d\u2019incredulit\u00e0 infantile dipinta sugli occhi. \u201cE secondo te la polizia non indaga, secondo me il giorno dopo finiamo tutti con l\u2019ergastolo!\u201d \u201cMa senti\u2026 come fanno a capire? Non arriveranno mai ad una cosa del genere; \u00e8 troppo complicata, capisci! \u00c8 troppo assurda! ma come fai a non rendertene conto: \u00e8 il delitto perfetto, non c\u2019\u00e8 nessun movente tanto per cominciare, \u00e8 perfetto!\u201d \u201cOk, mettiamo per ipotesi che gli sbirri non capiscano, un problema per\u00f2, se me lo concedi, resta sempre: come pensi che la prenderebbero gli altri, credi davvero che appoggerebbero un\u2019idea simile?\u201d \u201cSi tratta di metterli di fronte al fatto compiuto, una\u00a0volta che l\u2019hanno fatto non parler\u00e0 nessuno, ne sono sicuro, non possono dirlo\u2026 Non avranno mai il coraggio di parlare!\u201d\u00a0La risposta di Fabio aveva qualcosa di intrinsecamente spaventoso. Federico si sentiva spiazzato dalla grandezza di quello sguardo immenso e delirante. \u201cCome ti sentiresti tu dopo aver mangiato la coscia di uno dei tuoi migliori amici? Ti verrebbe voglia di raccontarlo in giro o preferiresti che la cosa rimanesse segreta, dominio di poche fidate persone? Il gruppo Federico\u2026! Il nostro gruppo! restare uniti nella condivisione di un segreto, di un mistero quasi, direi, \u00e8 questo che conta. Se riusciamo a restare uniti tra di noi, saremo onnipotenti!\u201d Federico continuava a fissarlo con gli occhi sgranati senza dire una parola. Fabio prese una sigaretta e dopo averla accesa disse: \u201cE poi\u2026 adesso \u00e8 tardi, l\u2019ho gi\u00e0 fatto!.\u201d \u201cCome? Cosa, cos\u2019hai fatto?\u201d url\u00f2 Federico sentendosi improvvisamente prendere dal panico. \u201cL\u2019ho gi\u00e0 uccisa, \u00e8 di l\u00e0 nel freezer.\u201d \u201cAdesso basta! finch\u00e9 si tratta di parlare, mi va anche bene, ma mi sembra che come presa per il culo sia gi\u00e0 durata troppo!\u201d. \u201cVa a vedere se non mi credi\u2026\u201d continu\u00f2 Fabio fissandolo con superiorit\u00e0 \u201capri il freezer e guarda con i tuoi occhi!\u201d Federico chin\u00f2 il capo come se stesse sostenendo un peso enorme e si avvi\u00f2 verso la cella frigorifera. Gir\u00f2 il pesante maniglione di ferro ed apr\u00ec. Al momento non ebbe la forza di reagire, lo stupore e lo spavento di quello spettacolo ignobile ebbero il sopravvento su di lui e si dovette appoggiare con la schiena al tavolo alle sue spalle per non cadere. Rannicchiato contro le pareti del freezer c\u2019era un corpo livido. Federico non aveva mai visto un morto in vita sua, ma cap\u00ec che c\u2019era qualcosa di strano dalla posizione innaturale che avevano le gambe e le braccia della ragazza. Quel modo di stare era assurdo, pens\u00f2, nessuno avrebbe potuto resistere messo cos\u00ec, nemmeno una contorsionista! Richiuse la porta lentamente, come se non volesse saperne di pi\u00f9 e torn\u00f2 da Fabio. \u201cCosa hai fatto! Come hai potuto?\u201d balbett\u00f2 guardandolo con terrore. \u201cTe l\u2019ho detto, hai visto? Tu che non ci credevi\u2026 hai visto che non era una balla\u2026! Ho le palle io cosa credi\u2026 era da tempo che ce l\u2019avevo in mente, ma poi non si presentava mai l\u2019occasione e invece\u2026. Lei oggi \u00e8 passata di qua quasi per caso, senza preavviso\u2026 sembrava fatto apposta, perfetto, non me ne sono neanche reso conto!. Era l\u00ec\u2026 di spalle, che cercava le tazzine per il caff\u00e8; \u00e8 stato come un lampo che mi ha attraversato la mente e ho capito che in quel momento potevo e dovevo farlo. Mi sono avvicinato e l\u2019ho colpita alla testa con un mattarello, s\u00ec\u2026 di quelli per tirare la pasta. Ricordo il rumore del colpo e lei che mi sveniva tra le braccia, \u00e8 caduta subito! S\u00ec, \u00e8 caduta subito\u2026\u201d Fabio parlava con gli occhi persi, lontani. \u201cSembrava morta, sembrava gi\u00e0 morta! Ma io volevo esserne sicuro, non potevo mica permettermi di sbagliare, cos\u00ec le ho dato un altro colpo ancora pi\u00f9 forte sulla nuca che deve averle fracassato il cranio. Ha perso un sacco di sangue, non\u00a0credevo che il corpo umano contenesse cos\u00ec tanto sangue\u2026 Comunque penso che fosse gi\u00e0 morta dopo il primo colpo; non si \u00e8 accorta di niente, capisci! Non ha sofferto\u2026\u201d Federico ascoltava immobile; era precipitato in uno stato di shock tale, che trovava il racconto dell\u2019amico addirittura interessante; non si orientava pi\u00f9. Il fatto di non avere mai visto un cadavere, se non per finta alla TV, lo inquietava e nello stesso tempo lo galvanizzava, era un\u2019altra esperienza, s\u00ec, tutto sommato era pur sempre una esperienza in pi\u00f9. Fabio aveva preso a giocherellare soprappensiero con un compiuterino portatile. Federico gli si avvicin\u00f2 e cominci\u00f2 anche lui a fissare il giochino. Per qualche secondo tutta la loro esistenza sprofond\u00f2 nelle luci del giochino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(\u2026)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarah Revoltella \u201cIl cerchio rotto\u201d Ed. ZeL, Treviso, 2010, ISBN\u00a09788896600061<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sarahrevoltella.com\/\" target=\"_blank\">www.sarahrevoltella.com<\/a><\/p>\n<p>Per acquistare online il libro:\u00a0<a href=\"http:\/\/zeledizioni.it\/?q=it\/content\/macedonia\">http:\/\/zeledizioni.it\/?q=it\/content\/macedonia<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Immagine di copertina<\/em>:<\/p>\n<p>Henri Rousseau &#8211; La Guerra detta anche La\u00a0cavalcata della Discordia,\u00a01894 ca., olio su tela, cm 114 x 195 &#8211;\u00a0Parigi, Mus\u00e9e d&#8217;Orsay\u00a0\u00a9 RMN-Grand Palais (Mus\u00e9e d\u2019Orsay)\/Tony Querrec<\/p>\n<p>L&#8217;opera \u00e8 in mostra &#8211; dal 5 marzo al 5 luglio 2015 &#8211; \u00a0al Palazzo Ducale (Venice)\u00a0nella mostra\u00a0<em>Henri Rousseau. Il candore\u00a0arcaico (<a href=\"http:\/\/www.mostrarousseau.it\" target=\"_blank\">www.mostrarousseau.it<\/a>)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Era un sabato sera di febbraio, il mattino era piovuto: l\u2019alone della luna faceva impallidire le stelle all\u2019orizzonte e &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/il-cerchio-rotto\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4431,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14],"tags":[2267,2248,989,1219,633,2266,2244,17,2260],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4430"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4430"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4430\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4701,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4430\/revisions\/4701"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4431"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}