{"id":4964,"date":"2015-04-30T16:14:15","date_gmt":"2015-04-30T16:14:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=4964"},"modified":"2015-05-14T11:00:18","modified_gmt":"2015-05-14T11:00:18","slug":"kostel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/kostel\/","title":{"rendered":"Kostel"},"content":{"rendered":"<p>Non pensavo che un ragazzo cos\u00ec bello facesse cilecca a letto. Venuto da un vicolo sul Mar Nero a una birreria di qui portando un sorriso spavaldo che apre tutte le porte, chi sei dentro, Kostel, quanta paura hai?<\/p>\n<p>Mi sono incapricciata di te da quei tavoli della noia e della birra, non la mia noia e la mia birra: ma quella di tutti, che ognuno va a bere nel tardo pomeriggio, fra il primo e il secondo tempo del proprio horror. Fra il giorno e la sera per molti c\u2019\u00e8 in mezzo il bar.<br \/>\nMi piacevano il tuo viso e il modo svelto con cui mi davi il bicchiere, soprattutto quando uscivi dal bancone per portarmelo. Ho gioito quando scherzando mi hai tenuto le mani e poi mi hai chiesto il numero di telefono, ed eri pi\u00f9 sincero che sfacciato, mi \u00e8 parso.<br \/>\nAllora questa sera esco con il barista rumeno. E poi ci baciamo. E poi viene a casa mia. Nell\u2019urgenza che ha di spogliarmi si intuisce gi\u00e0 la sua corsa. La bocca \u00e8 virile ma l\u2019animo \u00e8 di un ragazzino, you kiss just a-like a man. A me convince la tua bellezza e commuove l\u2019affermazione di vita, ma tu che cosa cerchi? Mi bruci addosso perch\u00e9 sai che bisogna scopare o perch\u00e9 non hai pi\u00f9 una madre, un amico, n\u00e9 tantomeno hai mai avuto una donna intera? Per tutto ci\u00f2 mi stringi come un assetato, mi guardi timido e pazzo, e metti il preservativo quasi con sollievo, cos\u00ec ti stacchi un attimo, come se fossi in autostrada, a guidare un camion, come se fossi padrone di te stesso.<br \/>\n\u201cPiano Kostel, sei bello, ecco, cos\u00ec mi piaci\u2026\u201d. Non faccio fatica ad amarti nel minuto che dura questo lampo, questo quadratino di cioccolata liquefatto all\u2019istante su una lampada accesa.<\/p>\n<p>Kostel viene, ed \u00e8 talmente cinto d\u2019alloro dagli d\u00e8i del bello che non suda, non arrossisce, non si inturgidisce sul collo. Per\u00f2 \u00e8 mortificato dalla brevit\u00e0 dell\u2019atto, si arrabbia da solo, reagisce male. Offeso si gira, credo che finga di addormentarsi, oppure dorme davvero, per rabbia, per la fine troppo ansiosa del suo momento di riscatto.<br \/>\nPoi si sveglia o meglio si riscuote, fa un viso da duro e si tira su, senza una parola. I jeans, le scarpe da tennis, ultima una T-shirt carina grigia e rossa, probabilmente scelta con attenzione poche ore prima, quel secolo prima quando si preparava a uscire con me.<br \/>\nCos\u00ec funzion\u00f2 la mia prima volta con Kostel.<\/p>\n<p>La seconda, cambio di campo, andai io da lui. Su su nel grande palazzo d\u2019epoca, i passi sulle scale di pietra, bella per\u00f2 questa casa, la vecchia Milano che diventa una casbah. Kostel mi aspettava, si era appena alzato. Saranno state le nove e mezza di mattina, e io mi sentivo meglio di molti altri, ero sulla soglia del mio bel ragazzo rumeno che mi apriva la porta contento, calzoni del pigiama e canottiera. Nella piccola stanza c\u2019era anche un altro rumeno, \u201cun amico\u201d, come di solito si usa presentare compari e paesani. Infatti quest\u2019uomo malinconico con la barba malfatta, pi\u00f9 vecchio di Kostel, fu amichevole e silenzioso, prepar\u00f2 il caff\u00e8, cerc\u00f2 lo zucchero, lo bevemmo insieme e poi se ne and\u00f2.<\/p>\n<p>Kostel mi tir\u00f2 sulla sua branda e per quanto mi riguarda era anche bello essere in due in un letto cos\u00ec piccolo, sentendosi un nucleo vitale di resistenza al vuoto, di desiderio. Anche se nervoso da sempre ora il ragazzo giocava in casa, era meno timido che da me. Mancavano a dargli soggezione o risentimento i miei libri, le mie tre stanze, la mia vita intera ferma dentro un appartamento. Facemmo colazione con la birra, poi me ne andai in lieve vertigine.<\/p>\n<p>Non lo sentii per diverso tempo, lui non mi chiamava e io non passai dalla birreria. Una notte dormivo profondamente e mi svegli\u00f2 il citofono. \u201cFammi salire\u201d.<br \/>\n\u201cMa Kostel, sono le quattro!\u201d<\/p>\n<p>\u201cFammi salire, allora, ti ho detto!\u201d<\/p>\n<p>\u201cCosa vuoi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cApri\u201d.<br \/>\nNon ne avevo la minima voglia, mal di testa, alle sei mi dovevo alzare. Gli dissi di no e lui si attacc\u00f2 al citofono. E trrr, e trrr, svegliava tutta la casa. Decisi di scendere a cercare di calmarlo. Cos\u00ec il buio divenne luce elettrica, la testa una palla d\u2019acqua di stagno, questo essere umano gi\u00f9 sul marciapiede, io sulle scale desolanti. Lo vidi oltre il portone di vetro, come un forsennato, contratto a guardare i citofoni con lo sguardo esplosivo.<br \/>\nAppena uscita mi abbracci\u00f2 col disordine nel corpo, voleva baciarmi, voleva spingermi nell\u2019atrio e intanto parlare, ma non aveva niente da esprimere tranne quell\u2019urgenza di affermarsi. Al mio continuo rifiuto sbott\u00f2, e qui s\u00ec che le parole fluirono in urla da una voce non pi\u00f9 di uomo ma di bambino disperato e violento, \u201cDimmelo!\u201d, e mi stringeva e gridava, \u201cAllora dimmelo in faccia! Dimmelo che non mi vuoi perch\u00e9 sono uno straniero di merda!\u201d.<br \/>\nNon era cos\u00ec. Non so se lo cap\u00ec o no, anche perch\u00e9 era mezzo ubriaco. Comunque riuscii a tenerlo fuori dal portone, e poi alzarmi alle sei lo stesso, come un mulo.<br \/>\nAttualmente, sempre mezzo ubriaco, il bellissimo Kostel mi telefona ogni 31 dicembre chiss\u00e0 da dove, dopo la mezzanotte, a farmi gli auguri di buon anno nuovo. Ha lasciato la birreria; tutte le volte gli chiedo dove lavora adesso, ma non me lo vuole mai dire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[Anna Lamberti-Bocconi,<em>\u00a0<\/em><em>Rumeni. Romanzo di storie<\/em>, Stampa Alternativa, 2009]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non pensavo che un ragazzo cos\u00ec bello facesse cilecca a letto. 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