{"id":507,"date":"2014-04-02T20:35:20","date_gmt":"2014-04-02T20:35:20","guid":{"rendered":"http:\/\/slowords.turturiello.com\/?p=507"},"modified":"2014-05-29T19:14:57","modified_gmt":"2014-05-29T19:14:57","slug":"hisham-imprenditore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/hisham-imprenditore\/","title":{"rendered":"Hisham, imprenditore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><b>Tra Milano e il Medio Oriente: un imprenditore a Milano<\/b><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volto di Hisham \u00e8 gioviale e accogliente. Ci conosciamo da diversi anni, spesso vengo a prendere la pizza da lui, e mi ha sempre colpito la sua timida cordialit\u00e0 e il suo gentile sorriso. Ci sediamo nella stanza non fumatori della sua pizzeria all\u2019inizio di una serata di inizio gennaio 2014. Spostiamo i coperti gi\u00e0 predisposti per la cena, e \u2013 in attesa di avventori \u2013 iniziamo l\u2019intervista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Come sei finito in Italia?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono nato a Jenin, con passaporto giordano, nel 1960 e fino alla fine delle scuole superiori sono stato in Palestina. Ho deciso poi, visto che non c\u2019erano molte prospettive nel mio paese, di venire in Italia a cercare un lavoro. In Italia c\u2019era gi\u00e0 un mio fratello e cos\u00ec decisi di andare a Perugia a imparare l\u2019italiano \u2013 tanto per cominciare. Dovetti lasciare la Palestina per poter sperare di trovare un lavoro soddisfacente, come molti della mia famiglia: due mie sorelle oggi vivono in Arabia Saudita e in Kuwait, mentre dei miei tre fratelli sono uno \u00e8 tornato in Palestina dopo anni di permanenza all\u2019estero, mentre gli altri due sono in Canada e negli Emirati Arabi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Dopo la scuola a Perugia dove ti sei trasferito?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai miei tempi, era piuttosto facile avere un permesso di soggiorno per studenti. Ne ottenni uno in poche ore ad Amman, arrivai a Milano e mi misi a studiare odontotecnica, e iniziai subito a fare pratica con un mio professore. La professione mi piaceva, e dopo il diploma conseguito nel 1985 iniziai a lavorare come odontotecnico per un paio d\u2019anni. Ma sentivo che non era il lavoro per me, e cos\u00ec non appena mi offrirono un lavoro come assistente manager in un\u2019azienda che si occupava di import-export con il Medio Oriente accettai con entusiasmo. Cominciai a viaggiare, tenendo come base Milano: Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi, Qatar, Yemen, Giordania. Esportavamo di tutto \u2013 dispositivi medici, arredamenti interi, mobili. Era un lavoro che mi piaceva anche perch\u00e9 mi permetteva \u2013 pur viaggiando \u2013 di stare vicino alla mia famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>E ti eri ambientato bene a Milano?\u00a0 <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, mi trovavo molto bene, ma nel 1990 mi offrirono un lavoro a Riad, sempre nell\u2019ambito dell\u2019import-export e decisi subito di accettare. Mi trasferii con tutta la mia famiglia \u2013 moglie e un figlio nato qualche anno prima \u2013 ma non dur\u00f2 molto: nonostante anche mia moglie si fosse ambientata facilmente (aveva trovato un lavoro come insegnante di arabo in una scuola italiana), non ci sentivamo liberi: non si poteva uscire dalla citt\u00e0 senza il permesso del datore di lavoro, non potevi viaggiare, non potevi disporre liberamente del tuo passaporto. Tutto questo ci sembr\u00f2 intollerabile. E cos\u00ec nel 1991 decidemmo di tornare a Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Fu facile reinserirsi in citt\u00e0?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per niente. Avevo una casa \u2013 quella di mio fratello \u2013 ma inizialmente non avevo un lavoro. Trovai poi un impiego come rappresentante presso un\u2019azienda di mobili a Brugherio e ci rimasi fino al 1994. Mi nacque il secondo figlio, e a Brugherio comprammo casa \u2013 ma dopo pochi anni i continui viaggi non mi piacevano pi\u00f9 come all\u2019inizio. Come rappresentante, avevo s\u00ec conosciuto l\u2019Italia, soprattutto il Sud, ma volevo passare sempre pi\u00f9 tempo in famiglia \u2013 cosa incompatibile con il mio lavoro. Trovai cos\u00ec un lavoro presso un\u2019impresa edile, e ci restai per qualche anno. Sotto il profilo lavorativo, furono gli anni meno appassionanti. E cos\u00ec decisi di licenziarmi e nel 1998 acquistai una piccola pizzeria sul Naviglio pavese. E mi appassionai al lavoro di ristoratore, investendo sempre pi\u00f9 nella mia pizzeria \u2013 che, col tempo, venne ingrandita e ammodernata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Essere imprenditori nel settore della ristorazione ti ha dato soddisfazioni?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Moltissimo, mi piace l\u2019indipendenza. E poi abbiamo sempre avuto molti clienti. Almeno fino a pochi anni fa: la crisi si \u00e8 fatta sentire anche da noi. Soprattutto negli ultimi due anni. Non si lavora pi\u00f9 come prima. Nonostante io lavori tanto \u2013 almeno dodici ore al giorno. Non vorrei che i miei figli facessero il mio lavoro, studiano entrambi all\u2019universit\u00e0: il primo, in Cattolica, studia Scienze Motorie mentre il secondo studia Scienze Alimentari alla Statale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>C\u2019\u00e8 un avventore che ti ha colpito particolarmente in tutti questi anni di attivit\u00e0?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi colp\u00ec la semplicit\u00e0 di Michele Placido che venne a mangiare da noi una volta. E poi un\u00a0 cliente, elegante, distinto, con un cappotto lungo di ottima fattura, che sosteneva che vi fosse un chiodo nella pizza! Figuriamoci\u2026 Gli dissi che avremmo potuto verificare, che mi sembrava molto improbabile che vi fosse un chiodo. Era solo un modo per farsi abbonare una pizza, credo, perch\u00e9 poi lasci\u00f2 cadere la cosa. Ancora, un altro cliente \u2013 questa \u00e8 la storia pi\u00f9 buffa che mi sia capitata \u2013 che ha mangiato e poi \u00e8 uscito senza pagare. Peccato che avesse dimenticato il cellulare in pizzeria! Torn\u00f2 a cercarlo, e io non gli diedi il cellulare\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Cosa ha fatto Milano per te?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia ha fatto tutto per me, mi ha fatto vivere con serenit\u00e0 e senza difficolt\u00e0. Mi ha dato davvero grande serenit\u00e0 per poter fare tutto quello che volevo. Un paese che ti ospita va visto con tanto affetto. E, pi\u00f9 che un paese come l\u2019Italia, una citt\u00e0 come Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Cosa hai fatto per Milano?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho creato lavoro, credo di aver offerto opportunit\u00e0 ad altre persone \u2013 cos\u00ec come la citt\u00e0 le ha offerte a me. Diverse persone (italiani ed egiziani) lavorano con me, e credo che questo sia il mio contributo alla societ\u00e0 e a Milano in particolare. Ho anche scritto una poesia in arabo per Milano, una citt\u00e0 che amo e che mi commuove. Torno spesso a Jenin (almeno due volte l\u2019anno), ma torno a Milano sempre con molto piacere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Qual \u00e8 un momento della tua vita che ricordi con particolare piacere?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte la nascita dei miei figli, ho un ricordo molto bello legato alla mia permanenza in Italia. Quando lavoravo per l\u2019impresa edile a Brugherio (1995, n.d.r.), e professionalmente non mi trovavo molto bene, mi sentivo senza speranza: intrappolato in una vita che non mi piaceva. Mi \u00e8 arrivata una telefonata del tutto inaspettata da un curatore fallimentare, che seguiva la liquidazione della societ\u00e0 di import-export per la quale avevo lavorato e che era fallita anni prima. Mi telefon\u00f2, si present\u00f2 e mi chiese se fossi Hisham El-Taher. Risposi affermativamente, temendo che ci fossero cattive notizie. E invece mi comunic\u00f2 che c\u2019era un assegno da 17 milioni di lire (circa 9.000 euro) che mi aspettava: stipendi arretrati che non avrei mai pensato di ricevere. Mi sembr\u00f2 un segno del destino. Furono i primi soldi che mi consentirono di cambiare vita, ottenendo la gestione della pizzeria dove ci troviamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Quali sono il tuo piatto preferito e la bevanda preferita?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrer\u00e0 strano, ma nulla batte un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino e un bicchiere d\u2019acqua \u2013 l\u2019acqua ha un ottimo sapore, un gusto che mi piace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Che musica ascolti?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piacciono le parole, e mi piace l\u2019italiano. Mi piacciono cantautori come Renato Zero, Lucio Dalla e Gianna Nannini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Un talento che hai e uno che ti manca.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono tenace, e coraggioso. Ma sono anche timido. Strano, no?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra Milano e il Medio Oriente: un imprenditore a Milano Il volto di Hisham \u00e8 gioviale e accogliente. 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