{"id":5412,"date":"2019-04-11T11:28:15","date_gmt":"2019-04-11T11:28:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=5412"},"modified":"2019-04-18T13:38:37","modified_gmt":"2019-04-18T13:38:37","slug":"tamanrasset-il-viaggiatore-notturno-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/tamanrasset-il-viaggiatore-notturno-2\/","title":{"rendered":"Tamanrasset (Il viaggiatore Notturno)"},"content":{"rendered":"<p>Mi piace il mio lavoro, mi piacciono le rondini.<\/p>\n<p>Le ho studiate a lungo. Non tutte le rondini, naturalmente, ma solo una specifica variet\u00e0, la rondine comune, l\u2019<em>Hirundo rustica<\/em>. Di tutto quello che c\u2019\u00e8 da sapere su quegli uccelli, mi sono sempre e solo occupato della loro specifica attitudine migratoria. Dell\u2019arte che hanno di volare da un emisfero all\u2019altro sapendo sempre dove andare e quando andare.<\/p>\n<p>Non sono gli unici animali che sanno farlo, e neppure gli unici uccelli. Ho scelto le rondini perch\u00e9 da ragazzino ho imparato ad avere una grande familiarit\u00e0 con loro. Al tempo che con Dinetto siamo andati ad abitare in salita dell\u2019Incarnazione ce le avevamo sotto casa. Sotto il tetto di casa. Avevano fatto un nido sopra il telaio della finestra del bagno. Il nido c\u2019era gi\u00e0 quando siamo arrivati e Dinetto non ha voluto toglierlo.<\/p>\n<p>Arrivavano ogni anno per aprile; la solita coppia che \u00e8 venuta a passare l\u2019estate da noi per anni e anni. Quando si sono fatte troppo vecchie, hanno passato la propriet\u00e0 ai figli. E oggi, se i nuovi inquilini non hanno fatto danni, arrivano i pronipoti. Le rondini sono testardamente fedeli ai loro nidi. Anche quando i nidi hanno difetti che di solito bastano a scoraggiare un inquilino.<\/p>\n<p>Il nido di salita dell\u2019Incarnazione era difettoso. Era stato costruito senza prevedere che con l\u2019avvento dell\u2019igienista Dinetto la finestra del bagno sarebbe stata per la maggior parte del tempo aperta. Quel nido non teneva conto che, aperta la finestra, la tazza del cesso era sull\u2019esatta traiettoria dell\u2019atterraggio. Un altro problema di trigonometria, pi\u00f9 complicato del problema di Marguerite a Timauss\u00f9.<\/p>\n<p>Le rondini hanno un volo veloce ed un atterraggio velocissimo e nevrastenico; atterrano con una picchiata da vertigine, deparando nell\u2019ultima frazione di secondo. Vanno cos\u00ec di fretta che qualche volta sbagliano la mira, e a quella velocit\u00e0 non \u00e8 facile cabrare e tornarsene su. Cos\u00ec finivano dritte nella tazza del water.<\/p>\n<p>Non avevo ancora sei anni quando ho cominciato a tirare su rondini dal cesso. Sapevano di aver sbagliato e si comportavano bene: si facevano prendere senza abbandonarsi a isterismi e si involavano dalle mie mani senza lasciarmi un graffio. Le rondini hanno artigli molto robusti, devono tenersi ben salde sui fili della luce.<\/p>\n<p>La faccenda delle rondini nel cesso \u00e8 andata avanti fino a quando Dinetto il tappollista ha trovato la sua soluzione. Ha montato dei deflettori di compensato alla base del nido e li ha dipinti di un bel giallo intenso perch\u00e9 fossero ben visibili. Credo che si fosse ispirato alle portaerei.<\/p>\n<p>Di quel tempo mi \u00e8 rimasta la sensibilit\u00e0 delle mani, la destrezza nel saper tenere una rondine senza innervosirla, intiepidirla senza soffocarla, lasciarle prendere il volo senza ferirle le penne remiganti; le rondini hanno remiganti molto delicate.<\/p>\n<p>E\u2019 stata una buona partenza. Il lavoro di un etologo \u00e8 soprattutto una questione di capacit\u00e0 manuale; ho passato gran parte della mia carriera a inanellare zampe, sfogliare e contare penne, ficcare pipette nei gozzi, raschiare escrementi. In caso di necessit\u00e0 ho usato le mie labbra come becco per imboccare pulcini, le tasche della mia giacca come nidi. Qualche volte ci ho dimenticato dentro un uccello per un paio di giorni. L\u2019<em>Hirundo&nbsp;<\/em>\u00e8 molto adattabile, \u00e8 stato un gran vantaggio che non si fosse trattato di aironi o cicogne. L\u2019<em>Hirundo<\/em>&nbsp;\u00e8 di indole accomodante, \u00e8 robusta e abitudinaria, si lavora bene con loro. Hanno anche un buon odore, un odore tiepido ed appena muschiato.<\/p>\n<p>Ho cominciato a studiare dopo aver lasciato la casa di salita dell\u2019Incarnazione. Dinetto era gi\u00e0 in viaggio per il paradiso dei tappollisti, gli occhi di Liz erano da tempo sepolti nel suo archivio segreto, il banco del tinello era pieno di gabbiette per canarini nuove di zecca. Pagode, chalet, templi e grattacieli laccati di rosso, di giallo, di blu. Tutte vuote.<\/p>\n<p>Ho chiuso bene la finestra del bagno e ho preso la via delle rondini. Le rondini sono talmente abitudinarie che si possono fissare dei buoni appuntamenti; sono migratrici con l\u2019ossessione della puntualit\u00e0.<\/p>\n<p>P\u00e8re Foucault ha lasciato scritto: \u201cSolo quando non so quando non so dove andare so che arriver\u00f2 da qualche parte. Solo quando ho una meta, so che non arriver\u00f2 mai\u201d.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero, come dice dimah Tighritz che anche p\u00e8re Foucault ha incontrato il viaggiatore del deserto, \u00e8 probabile che abbia scritto queste parole guardando l\u2019uomo con la sua bottiglia vuota riprendere il viaggio millenario verso est. Ma certamente non conosceva bene le rondini, l\u2019akharal, il \u201cvento morbido\u201d. Le rondini hanno una meta e la raggiungono sempre, spaccando il minuto. E\u2019 per questa ragione che sono considerati eccellenti migratori.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 i migratori non vanno da nessuna parte, i migratori ritornano, sempre e soltanto. Il loro andare e venire \u00e8 un perpetuo ritorno.<\/p>\n<p>Scrive sempre p\u00e8re Foucault: \u201cComunque sia forte il suo desiderio e grande la sua forza d\u2019animo, nessuno torner\u00e0 mai da dove \u00e8 venuto\u201d. Pensava forse al paese dove ha vissuto la sua prima vita, a Parigi, alla Cote d\u2019Azur. E ancora: \u201cLa via del ritorno \u00e8 una falsa pista disseminata di miraggi. Il luogo a cui anela la nostalgia dell\u2019uomo ha cessato di esistere nell\u2019attimo stesso in cui gli ha voltato le spalle\u201d.<\/p>\n<p>Non credo di capire esattamente cosa intenda p\u00e8re Foucault. Se un giorno mi capitasse di dimostrare che le rondini che arrivano all\u2019Assekrem si guardano attorno e ancora vedono le praterie popolate di cervi e i fiumi spumeggianti di salmoni, che hanno visto le loro antenate la prima volta che sono venute, potrei allora affermare di aver raggiunto l\u2019apice della mia carriera. Al momento non c\u2019\u00e8 scienza umana che possa spingersi fino alla mente delle rondini. O al cuore.<\/p>\n<p>Maurizio Maggiani (pag. 40-42),&nbsp;<em>Il viaggiatore&nbsp;Notturno,<\/em>&nbsp;I&nbsp;narratori Feltrinelli 2005<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mauriziomaggiani.it\/\">http:\/\/www.mauriziomaggiani.it\/<\/a><\/p>\n<p>Copertina:&nbsp;Robert Smithson, <em>Dead Tree<\/em>, 1969, ricostruito nel&nbsp;2015. Albero, specchi, dimensioni variabili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi piace il mio lavoro, mi piacciono le rondini. Le ho studiate a lungo. 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