{"id":589,"date":"2014-04-01T15:35:48","date_gmt":"2014-04-01T15:35:48","guid":{"rendered":"http:\/\/slowords.turturiello.com\/?p=589"},"modified":"2014-05-15T11:01:34","modified_gmt":"2014-05-15T11:01:34","slug":"raul-esploratore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/raul-esploratore\/","title":{"rendered":"Raul, viandante"},"content":{"rendered":"<p><em>Le avventure del viandante: Raul da Lima a Milano, passando per l\u2019Alta Valle di Huallaga.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Come sei finito a Milano?<\/i><\/p>\n<p>Arrivo dal Per\u00f9, da Lima, nel marzo del 1994. Mia sorella \u00e8 gi\u00e0 in Italia, aveva deciso di partire anni prima e di fare la badante in Italia. Lei non vuole ch\u2019io mi trasferisca, teme ch\u2019io non riesca a trovare lavoro. Dice che per gli uomini \u00e8 molto difficile, solo le donne trovano. Ma io mi impunto e finalmente la riesco a convincere. Contatto un\u2019agenzia che organizza il viaggio e l\u2019arrivo in Italia via Ungheria. Fino a Budapest, tutto bene. L\u00ec per\u00f2 cominciano i primi problemi perch\u00e9 non si trova l\u2019auto che deve portarci in Italia. Inizialmente, son tentato di prendere il treno ma poi \u2013 insieme ad altre signore che sono sull\u2019aereo con me \u2013 poco prima di salire sul treno si avvicina un signore che ci offre un passaggio in Italia. 300 dollari a persona, non \u00e8 poco, ma decidiamo di tentare. Si passa dall\u2019Austria e si cerca di entrare dal Trentino ma alla frontiera non ci fanno passare. L\u2019unica possibilit\u00e0 \u00e8 passando per la Slovenia. Riusciamo ad arrivare a Lubiana, ma aspettiamo qualche giorno per cercare di entrare in Italia senza \u2018pasador\u2019, persona che organizza il traffico di umani. Non \u00e8 un bel viaggio, ad un certo punto veniamo buttati a terra, fuori dall\u2019auto, su di uno spartitraffico. Le compagne di viaggio piangono, dobbiamo subito risalire su un altro autobus e poi ci dicono \u201cScendete! Qualcuno vi guider\u00e0 e passerete a piedi la frontiera\u201d. Cos\u00ec siamo arrivati, dopo aver camminato tanto e con uno che ti dice che ti sta portando in Italia e non sai se \u00e8 vero o no\u2026 Ci arrivo, finalmente, in Italia e a Milano alle 17 del 6 marzo 1994. A 29 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>E in Per\u00f9 prima cosa fai?<\/i><\/p>\n<p>La mia \u00e8 una famiglia di agricoltori, anche se mia madre gestisce un piccolo negozio di paese. Son l\u2019ultimo di 13 fratelli e sorelle, e quando divento adolescente i miei genitori non vogliono ch\u2019io vada a Lima. Arrivo a Lima molto piccolo, ospitato da una mia sorella, ma poi a 14 anni comincio gi\u00e0 a vivere da solo. Nel frattempo, lavoro e studio (informatica) ma ad un certo punto non mi bastano i soldi e devo mollare lo studio. Lavoro come commerciante in una piccola drogheria a Santiago de Sulco, e poi nel giro di pochi anni mi metto in proprio. Mi piace molto il lavoro, mi piace star in mezzo alla gente, un lavoro che mi da molte soddisfazioni. Mi son detto fin da subito che avrei lavorato un po\u2019 e poi continuato a studiare, ma guadagnare un po\u2019 di soldi mi ha subito fatto cambiare idea. Faccio la bella vita, a me non piace bere ma offro spesso da bere e spendo pi\u00f9 del necessario. In pi\u00f9, commetto qualche errore di gestione e nel giro di poco tempo devo abbandonare l\u2019attivit\u00e0 perch\u00e9 i debiti son troppi. Lascio la drogheria nelle mani di mia sorella, che riesce in poco tempo a ricapitalizzarla e rimetterla in sesto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>A questo punto hai vent\u2019anni\u2026<\/i><\/p>\n<p>Eh s\u00ec, non so bene cosa fare a Lima. Un amico mi dice \u201cAndiamo nella selva, l\u00ec c\u2019\u00e8 lavoro e si guadagna bene\u201d. \u201cMa cosa c\u2019\u00e8 da fare?\u201d, chiedo io. \u00a0\u201cNiente, ma c\u2019\u00e8 tanto lavoro\u201d. Io son nato a Lima, allora penso di rimanere a Lima tutta la vita. Ma l\u2019offerta \u00e8 allettante, cos\u00ec decido di provare, e andare a Tingo M\u00e1ria, nella Selva. Il mio amico midice: \u201cCi sono solo quattro hotel; arrivo e ti cerco\u201d. Parto, arrivo a Tingo M\u00e1ria, ma del mio amico non so nulla\u2026. Rimango l\u00ec un paio di giorni, poi comincio a preoccuparmi. Tornare a Lima? Non ci penso proprio. E cos\u00ec cerco lavoro, ma non trovo nulla. Pagano proprio pochissimo, dieci volte meno il guadagno giornaliero della mia drogheria. Son per\u00f2 gi\u00e0 al quinto giorno, senza pi\u00f9 soldi, e vedo un cartello \u201ccercasi un cameriere tuttofare\u201d. Entro nel bar, due ragazzi mi squadrano, e sento che dicono tra di loro\u00a0 \u201cE\u2019 arrivato un perro\u201d (n.d.r. un cane, in spagnolo). E a me \u201cAscolta, lo \u2018zio\u2019 (n.d.r. il proprietario) non c\u2019\u00e8 ancora, aspetta un po\u2019\u201d. Quando arriva lo \u2018zio\u2019, mi avverte \u201cLo stipendio non \u00e8 molto, ma ti do da dormire, al piano di sopra\u201d.\u00a0 Saliamo le scale, e vedo subito un materasso per terra tutto sporco, molto diverso dal letto immaginato. Nella stessa stanza ci sono altri materassi, dove dormono altri lavoratori. Si inizia alle 8 e si finisce alle 24.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Una vita molto diversa dal piccolo commerciante di Lima, vero?<\/i><\/p>\n<p>La prima cosa che faccio \u00e8 prendere un secchio, uno straccio e dell\u2019acido muriatico. Senza guanti. Lo \u2018zio\u2019 mi porta nel bagno del bar a pulire tutta la schifezza. Ecco, in questo momento mi metto a piangere, mi chiedo come son arrivato fin qui. Ma dura poco. Mi dico che questa \u00e8 \u2013 per ora \u2013 la mia realt\u00e0 e devo viverla fino in fondo. Rimango sei mesi a fare il tuttofare, poi lo \u2018zio (Daniel) mi porta in un altro locale di sua propriet\u00e0 e nel giro di poco tempo divento il suo\u00a0 braccio destro. Cos\u00ec riprendo a fare la \u2018bella\u2019 vita, e quando lui non c\u2019\u00e8 passo molto tempo con le sue domestiche e figlie. Devo dare un\u2019occhio alle figlie, ma in realt\u00e0 andiamo insieme a ballare in discoteca, e ci divertiamo molto. A un certo punto, per\u00f2, faccio due conti e mi dico \u2018qui non guadagno abbastanza\u2019, anche se mi diverto molto \u2013 gli spettacoli al ristorante, con balli e canti, un piacere. Ma non mi basta. Chiedo in giro dove posso andare a guadagnare un po\u2019 di pi\u00f9. \u201cDevi raccogliere la coca, vicino alla Selva, cos\u00ec guadagni molto meglio\u201d mi dicono. Ma non voglio lavorare con la coca. Non me la sento, e basta. Con i pochi soldi disponibili, decido di fare il negoziante ambulante: il rapporto con lo \u2018zio\u2019 Daniel rimane molto buono, mi paga tutto quello che mi spetta e cos\u00ec mi metto a comprare prodotti di vario tipo \u2013 mangianastri, tovaglie, e tanto altro. Mi muovo tra Aucayacu, Santa Rosa e Progreso. E comincio a fare il venditore ambulante. Prima di arrivare a Santa Rosa, mi accorgo per la prima volta dell\u2019esistenza dei <i>guerilleros<\/i> di <i>Sendero Luminoso<\/i>. La prima reazione \u00e8 stata di paura, mi sono allarmato. \u201cEstan los cumpas\u201d, dicono tutti, e al porto parlo con loro \u2013 negoziante, dico, quando mi chiedono cosa faccio. Penso di averla scampata, ma dopo pochi giorni, una mattina costringono tutti i residenti nel villaggio \u2013 me compreso\u00a0 \u2013 a radunarsi in una specie di stadio, con migliaia di persone. Alle 14 ci danno da mangiare, una specie di riso e tonno. Senza posate. Usiamo le foglie di banano come cucchiai, evitando di fare confusione perch\u00e9 i guerriglieri impongono una disciplina ferrea. Passano le ore, e non succede nulla. Alle 19 ci dicono \u201c Da ora, inizia lo sciopero generale in tutta la Selva!\u201d. La manovra \u00e8 concordata in tutto il territorio dell\u2019Alta Valle di Huallaga, si vogliono bloccare tutte le strade e non far passare nessuno. Si deve convergere sull\u2019autostrada della Selva. Molto lontano. Tutti in fila, migliaia di persone, tutti zitti, come in guerra. Penso alla guerra del Vietnam, non possiamo neppure accendere una torcia. Il nemico \u00e8 dall\u2019altra parte, pu\u00f2 sparare in ogni momento. Un\u2019esperienza allucinante, ma il coordinamento funziona e ci mattiamo tutti a bloccare il traffico e a sequestrare i mezzi pubblici. E io devo anche scrivere un cartello contro il Presidente \u2018Garcia a morte\u2019 &#8211; chi ha fatto la scuola superiore deve scrivere. Ho paura, ma non posso dire di no.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>E come ne sei uscito?<\/i><\/p>\n<p>Il giorno dopo, ma dopo una lunga giornata difficile, e dopo aver dormito in mezzo agli alberi, al buio. E in mezzo ai serpenti.\u00a0 E\u2019 una guerriglia, ma noi non siamo guerriglieri. Anche se, verso sera, siamo tenuti a marciare tutti insieme, cantando canti rivoluzionari. Siamo diretti verso la citt\u00e0 di El Progreso, ma l\u00ec c\u2019\u00e8 l\u2019esercito. E noi, senza armi, stiamo marciando verso la nostra fine. Con grande spavento. Ma ad un chilometro da El Progreso arriva una comunicazione: \u201critirata!\u201d. Si scopre che l\u2019esercito \u00e8 al corrente dei piani dei <i>guerrilleros<\/i>, li aspetta ad armi spianate in citt\u00e0.\u00a0 E cos\u00ec parte la nostra ritirata e finalmente riesco a liberarmi dalla morsa della guerriglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>E puoi riprendere a lavorare?<\/i><\/p>\n<p>Per quattro anni faccio il venditore ambulante, tra la <i>Selva<\/i> (n.d.r. la foresta) e la <i>Sierra<\/i> (n.d.r. montagna). Da quelle parti la vita non vale niente. Trombe d\u2019aria, serpenti, ponti pericolanti fatti con alberi, ladri. Nella Sierra vedo persone che hanno una gran pace interiore, vivono spensierati \u2013 senza luce, gas, in case di legno e acquisti in piccoli bar con negozi. Tantissimi animali, vivono come uomini primitivi. Mangiando tutto quello che si trova \u2013 cervo, maiale, tacchino, scimmie. Sarei rimasto ancora qualche anno, ma all\u2019improvviso mi dicono che un mio amico, ambulante come me, \u00e8 morto. Ucciso dai <i>guerrilleros<\/i>, perch\u00e9 accusato di essere una spia. Io lo conosco, so che \u00e8 innocente. Ma mi dico che se hanno ucciso lui, potrebbero anche prendersela con me. E cos\u00ec mi impaurisco e scappo, decido subito di tornare a Lima. Senza soldi, con quel poco che ho in tasca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>E a Lima ti trovi bene? <\/i><\/p>\n<p>Non pi\u00f9. Un mio cognato mi trova un lavoro come meccanico, ma non fa per me. Divento cambiavalute, ma mi rendo conto che non riesco a guadagnare abbastanza, e cos\u00ec contatto mia sorella che \u00e8 gi\u00e0 in Italia e organizzo la mia partenza.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>E a Milano come ti trovi?\u00a0 <\/i><\/p>\n<p>Mi sono ambientato subito; apprezzo la cultura italiana \u2013 ad esempio, l\u2019educazione. Macchine che si fermano al semaforo quando \u00e8 rosso, la puntualit\u00e0, i musei. Le mie figlie si sentono italiane, mi dicono: \u2018TU sei peruviano, noi siamo italiane\u2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Vorresti tornare a Lima?<\/i><\/p>\n<p>S\u00ec, mi piacerebbe tornare in Peru un giorno: mi son messo a studiare a distanza diritto civile \u2013 sono al secondo anno. Vorrei tornare per fare l\u2019avvocato.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Cosa hanno fatto Milano e l\u2019Italia per te?<\/i><\/p>\n<p>L\u2019Italia mi ha dato e insegnato tanto. Si legge, ci si informa, e tanti italiani conoscono la realt\u00e0 dell\u2019America Latina. C\u2019\u00e8 pi\u00f9 cultura. E per me c\u2019\u00e8 stata un\u2019accoglienza piena, con diritti e doveri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa hai fatto per Milano?<\/i><\/p>\n<p>Ho creato un\u2019associazione per facilitare l\u2019inserimento della comunit\u00e0 peruviana a Milano. Con corsi di italiano, conferenze e seminari per far capire come funzionano banche e altro. Ho anche contribuito all\u2019organizzazione di riunioni tra associazioni per scambiare informazioni e condividere progetti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Qual \u00e8 un momento della tua vita che ricordi con particolare piacere?<\/i><\/p>\n<p>Quando mi invitarono a parlare in un incontro CGIL, pensavo di parlare a 40 persone e ce n\u2019erano pi\u00f9 di 500. Un auditorium pieno, dovevo dire cosa pensavo della politica. Mi son preparato, mi \u00e8 riuscito bene e mi hanno applaudito pi\u00f9 volte e alla fine un applauso lungo mi ha commosso. E l\u00ec ho conosciuto anche un senatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Quali sono il tuo piatto preferito e la bevanda preferita?<\/i><\/p>\n<p>Il <i>Ceviche<\/i> \u2013 piatto tradizionale peruviano: filetto di pesce cotto nel limone, con un po\u2019 di peperoncino, zenzero e sedano. Lattuga e patata. Con mais secco tostato, con un gambero. E come bevanda la Cicha Morada \u2013 mais di colore viola o nero \u2013, o la Inca Cola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Che musica ascolti? E\/o che libro stai leggendo?<\/i><\/p>\n<p>Musica peruviana \u2013 il Grupo \u00a0N\u00e9ctar. Di italiani mi piace Celentano. E come lettura, sto \u2018leggendo\u2019 un manuale di diritto commerciale\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Un talento che hai e uno che ti manca.<\/i><\/p>\n<p>La mia capacit\u00e0\u00a0 di comunicare, e riuscire a conquistare la fiducia delle persone. Sono intraprendente, ma non sono deciso \u2013 vorrei essere pi\u00f9 deciso. Dico sempre di s\u00ec. Ad esempio, mi dicono \u201cIl motorino, lo sai guidare?\u201d \u201cS\u00ec\u201d, ma non l\u2019avevo mai guidato. E cos\u00ec, fatti dieci metri sono caduto \u2013 ma almeno lontano dalla vista della ragazza che me l\u2019aveva prestato!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa hai imparato dalla vita?<\/i><\/p>\n<p>Tener duro, essere sempre ottimista. Un tempo mi riusciva molto pi\u00f9 facilmente, ultimamente faccio un po\u2019 pi\u00f9 fatica \u2013 ma non voglio perdere la fiducia. Mi sono successe cose che credevo di riuscire a superare facilmente, ma cos\u00ec non \u00e8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le avventure del viandante: Raul da Lima a Milano, passando per l\u2019Alta Valle di Huallaga. &nbsp; Come sei finito a &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/raul-esploratore\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":590,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[159,160,168,172,188,190,192,204,210,211,213,219,222],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/589"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=589"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/589\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1153,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/589\/revisions\/1153"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/590"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}