{"id":5912,"date":"2015-09-24T17:31:45","date_gmt":"2015-09-24T17:31:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=5912"},"modified":"2015-10-08T14:07:19","modified_gmt":"2015-10-08T14:07:19","slug":"jenin-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/jenin-2\/","title":{"rendered":"Jenin"},"content":{"rendered":"<p>E quella notte, quando smisero di piovere tigri<br \/>\ne paraventi,<br \/>\nmentre quelli che erano venuti per rapine a mano armata<br \/>\nandavano via con un magro bottino,<br \/>\ndopo la chiusura degli amari caff\u00e8, e<br \/>\ndopo l\u2019ora in cui i bordelli cominciano<br \/>\na ricevere i clienti, quando gli stoppini si furono spenti<br \/>\nnelle loro lampade<br \/>\ne i preti furono tornati alla loro<br \/>\nabituale pedofilia,<br \/>\nquando la pioggia ebbe paura perch\u00e9<br \/>\nle bombe cadevano pi\u00f9 veloci<br \/>\ndella luce,<br \/>\nun fumo denso, fatto di ossa bruciate<br \/>\nsu un fuoco tenue<br \/>\ne trasformato in \u201cCalcio-Palestina\u201d,<br \/>\ndiscese,<br \/>\ne riemp\u00ec di disperazione le gole dei capi trib\u00f9<br \/>\nche poi andarono a lavarsi dalle loro madri<br \/>\ncon le orecchie allucinate<br \/>\nperch\u00e8 sentivano le famose<br \/>\ntrombe di Jerico<br \/>\ne confondevano gli anni con le stelle,<br \/>\ni cavalli con i granchi.<\/p>\n<p>E la notte si rifiut\u00f2 di piovere sulla testa della pecora,<br \/>\ne noi vedemmo lampi misti a nuvole ingrossate con il sangue e le lacrime,<br \/>\ne la materia cominci\u00f2 a parlare direttamente con i morti, che non ascoltavano pi\u00f9,<br \/>\ne la gente non aveva voce,<br \/>\ne noi camminammo su rovi, spine e cardi,<br \/>\ne i nostri occhi esaurirono il vocabolario delle ombre della morte,<br \/>\ne allora discese \u2013seguendo la pioggia- un<br \/>\nangelo di cui nessuno conosceva il nome.<br \/>\nEgli cominci\u00f2 a contare i feriti qua e l\u00e0<br \/>\ne le amputazioni fatte con coltelli da cucina,<br \/>\ne quell\u2019angelo scrisse ogni cosa in un libro di oro e fango.<br \/>\nPer questo il mare dilag\u00f2, trem\u00f2 di terrore,<br \/>\nobblig\u00f2 le sue onde a vigilare,<br \/>\ne noi, al sentire suonare strumenti barbarici<br \/>\ngiurammo che dovevamo uccidere la vita, e la morte,<br \/>\navendo gi\u00e0 visto uno spazio di lacrime e fuoco.<br \/>\nNessuno usc\u00ec vivo dal campo<br \/>\nma il tuono scosse le case piene di bambini,<br \/>\ne la miseria indoss\u00f2 abiti da donna,<br \/>\ne nessuno si ferm\u00f2, mentre tutto ci\u00f2 che era vivo<br \/>\nera morto.<br \/>\nAvvolgemmo la morte in una enorme bandiera e<br \/>\nla calammo nella fossa comune che era diventata<br \/>\nla citt\u00e0: il cibo quotidiano dei suoi abitanti<br \/>\nfurono le briciole aride della memoria.<\/p>\n<p>Non disegneremo linee diritte ma chiederemo<br \/>\nalla primavera di tenere un diario di guerra,<br \/>\nchiederemo all\u2019autunno di prendere posto fra i traditori.<br \/>\nIllumineremo le finestre con cera che brucia,<br \/>\nma non chiedete ai pipistrelli di indicare la strada alle<br \/>\nvolpi del deserto.<br \/>\nPreparate i camion che ci porteranno<br \/>\nal mattatoio.<br \/>\nL\u00ec, si terr\u00e0 un banchetto con bollitori<br \/>\npieni di agnello cotto in limone e sangue.<br \/>\nUn banchetto preparato per i generali vittoriosi,<br \/>\nquello appena descritto.<\/p>\n<p>Il sole ha preso il velo.<br \/>\nIn una scadente ed efficiente orgia di furia,<br \/>\nuna tempesta port\u00f2 via i letti.<br \/>\nLe armi per uccidere sono pi\u00f9 fredde dell\u2019aria<br \/>\nche le circonda. Feriscono ma non fanno paura.<br \/>\nA Jenin \u00e8 stato creato il male da un nuovo ordine.<br \/>\nIl male ha subito una mutazione che \u00e8<br \/>\nl\u2019opposto di quella che ci aspettavamo.<br \/>\nAbbiamo dunque diritto ad odiare \u2013 ma non<br \/>\nci affrettiamo a stupide conclusioni. Non siamo di questo mondo.<br \/>\nLe foreste stanno crescendo pi\u00f9 fitte, gli animali notturni<br \/>\nstanno generando mostri.<br \/>\nIl male ha bussato alla porta, nella stessa<br \/>\nnotte in cui la pioggia ha smesso di cadere.<br \/>\nI boulevard girano a vuoto.<br \/>\nI cavalli corrono ad annegarsi,<br \/>\nsenza ragione.<\/p>\n<p>Viviamo nel perimetro tempestato di stelle<br \/>\ndell\u2019incubo che esaspera la bellezza di questa primavera,<br \/>\nuna primavera abitata da alberi in fiore,<br \/>\nmontagne umide coronate da nubi translucide,<br \/>\ne la brezza che si mantiene sveglia quando i nostri<br \/>\nocchi smarriscono la strada da ovest a est attraverso<br \/>\nle colline rosa.<\/p>\n<p>Ecco il dolore della gente che \u00e8 circondata<br \/>\nda carri armati e incarcerata dallo sguardo<br \/>\ndi assassini che hanno attraversato confini che sono<br \/>\nnull\u2019altro che le prime linee delle loro<br \/>\nmolteplici prigioni:<br \/>\ntutto ci\u00f2 solo per aggravare la bellezza di un mondo<br \/>\nposseduto da un\u2019altra follia, estranea alla nostra<br \/>\ncondizione.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un tragico incontro fra la morte<br \/>\ndi alcuni e la vita moltiplicata di altri:<br \/>\naltri essendo le gelide e felici onde<br \/>\ndi un oceano che muggisce il suo piacere di essere nato<br \/>\nun\u2019eternit\u00e0 prima della nostra misera coscienza.<br \/>\nLa differenza fra ci\u00f2 che imputridisce<br \/>\ne ci\u00f2 che non smette di rinnovarsi<br \/>\nci fissa.<br \/>\nViviamo negli abissi.<br \/>\nAltrove la nebbia inghiotte le zone industriali.<br \/>\nEmanazioni di ciminiere che costellano<br \/>\nl\u2019orizzonte riempiono le bocche di lavoratori necessari ma<br \/>\ndichiarati indesiderabili.<br \/>\nI gas bruciano le loro memorie.<br \/>\nHanno dimenticato che prima di imbarcarsi sul battello<br \/>\navevano un nome e un indirizzo.<br \/>\nCome buonuscita avranno malattie incurabili.<\/p>\n<p>Lass\u00f9, sulla mia unica montagna, gli uccelli emettono<br \/>\ncanzoni in codice, volano a coppie,<br \/>\ncolpiscono l\u2019aria con le ali e con gioia.<br \/>\nNelle nostre teste sigillate i pensieri rappresentano<br \/>\nun vomito di gas velenoso \u2013<br \/>\ne ricompensano se stessi.<\/p>\n<p>La funzione primordiale della sopravvivenza<br \/>\nsta fornendo scuse per la morte;<br \/>\n\u00e8 per questo che la Natura con noi ci ha rinunciato.<br \/>\nRimane inaccessibile.<br \/>\nQuello che noi ne diciamo<br \/>\nnon \u00e8 che un pallido riflesso della sua realt\u00e0.<br \/>\nCi siamo resi estranei<br \/>\nal nostro destino<br \/>\nsebbene la nostra infanzia<br \/>\nmostrasse un\u2019esuberante lucidit\u00e0.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 accaduto al passato?<br \/>\nGli assassini non si fermano alla carne.<br \/>\nCercano l\u2019invisibile,<br \/>\nla nostra precedente beatitudine.<br \/>\nNel frattempo, l\u2019universo invecchia.<br \/>\nMiliardi di anni sono passati<br \/>\ne le stelle si battono per la loro vita:<br \/>\nbrillare non le preserva dalla<br \/>\ndefinitiva scomparsa.<br \/>\nSo che la materia non ha occhi,<br \/>\nche non ha smesso di respirare.<br \/>\nSotto le tombe c\u2019\u00e8 la terra fresca.<br \/>\nAbbiamo visto tappeti tessuti con tinte vegetali:<br \/>\nuno aveva il colore ocra del volto<br \/>\ndi uno degli uomini assassinati<br \/>\na Jenin.<br \/>\nNon vi preoccupate, non dovrete guardare<br \/>\nn\u00e9 il tappeto, n\u00e9 quel cadavere.<\/p>\n<p>Durante questo tempo, mentre i soldati nemici<br \/>\nlavoravano nel buio, l\u2019universo invecchiava.<br \/>\nCon noi.<br \/>\nCome noi.<br \/>\nNel nostro crollo finale trascineremo Dio stesso<br \/>\nverso la Sua fine.<br \/>\nPer ora, qualcuno governa, qualcuno scompare&#8230;<br \/>\nNel campo c\u2019era un campo,<br \/>\ni gradi dell\u2019inferno entrano uno nell\u2019altro.<br \/>\nSiamo seduti in questa stazione di comfort,<br \/>\ncontemplazione e rinuncia.<br \/>\nL\u2019ustione bianca si muove sui corpi,<br \/>\nciascuno prigioniero del suo dolore.<br \/>\nIl dolore \u00e8 murato nelle ossa, le ossa<br \/>\nnel corpo, e il corpo in case<br \/>\nmurate.<br \/>\nSopra le porte ridotte in macerie<br \/>\nuna volta c\u2019erano iscrizioni,<br \/>\no un semplice disegno.<br \/>\nSangue e inchiostro dei calamai si sono mischiati,<br \/>\nper questo le nuove scritte sono infangate.<br \/>\nSulle membra sparpagliate, abiti e<br \/>\nmobili sono diventati una dura coperta.<br \/>\nLa notte si \u00e8 chiesta se fosse morale nascondere<br \/>\ntale mostruosit\u00e0, poi ha deciso:<br \/>\nrester\u00e0 sospesa in alto nel cielo,<br \/>\ncome ultimo bene dei diseredati.<br \/>\nIl silenzio \u00e8 disceso e in assenza<br \/>\ndi una scala \u00e8 caduto gi\u00f9 con tutto il suo peso,<br \/>\ncome piombo.<br \/>\nAlcuni agonizzanti<br \/>\nhanno riconosciuto quel silenzio.<br \/>\nHanno chiamato in aiuto le madri<br \/>\nma le donne dormivano nella stanza accanto,<br \/>\nle loro teste mozzate riposavano sui cuscini.<br \/>\nIl fazzoletto di Sohrawardi si era macchiato&#8230;<\/p>\n<p>Settimane dopo la carneficina un giovane<br \/>\ncercava di imparare, da un libro, come<br \/>\ndiventare costruttore di cimiteri.<br \/>\nMa non riusc\u00ec a trovare un pezzo di terreno<br \/>\nper la sepoltura dei morti.<br \/>\nAllora abbandon\u00f2 i suoi studi<br \/>\ne si un\u00ec ad un\u2019organizzazione clandestina.<br \/>\nNessuno sa dove sia, n\u00e9 se \u00e8 ancora<br \/>\ntra noi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 degradato della morte,<br \/>\ndi pi\u00f9 assente, \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 stato cancellato<br \/>\ncol cassino di un bambino dalla lavagna della Storia.<br \/>\nLa Storia, l\u2019ultima illusione.<\/p>\n<p>Nel freddo delle nostre case senza riscaldamento<br \/>\nci tenevamo caldi con<br \/>\nla memoria dei nostri antenati, pensando ai<br \/>\ni nostri bisnonni come a semidei.<br \/>\nS\u00ec. Certo.<br \/>\nNient\u2019altro.<\/p>\n<p>Ma arrivarono loro\u2013 i bastardi, a sradicare,<br \/>\ncon le bombe,<br \/>\na dirci molto semplicemente che noi non esistevamo.<br \/>\nHanno cominciato con gli ulivi,<br \/>\npoi con i frutteti,<br \/>\npoi, con gli edifici,<br \/>\ne quando tutto fu scomparso,<br \/>\nhanno gettato, uno sopra l\u2019altro,<br \/>\ni bambini, i vecchi e gli sposi,<br \/>\nin una fossa comune,<br \/>\ntutto ci\u00f2 per dire al mondo dei mezzo-morti<br \/>\nche noi non esistevamo,<br \/>\nche non eravamo mai esistiti,<br \/>\ne che perci\u00f2 avevano ragione&#8230;<br \/>\na sterminarci tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Etel Adnan (Beirut, Libano, 1925 -), Traduzione di Raffaella Marzano (Casa della Poesia)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.eteladnan.com\/\">http:\/\/www.eteladnan.com\/<\/a><\/p>\n<p>Copertina:\u00a0Steve McCurry in\u00a0<em>From These Hands &#8211;\u00a0<\/em>A Journey along the coffee trail (la mostra \u00e8 fino all&#8217;8 Novembre\u00a02015 all&#8217;Arsenale, Tese 113, Venezia)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E quella notte, quando smisero di piovere tigri e paraventi, mentre quelli che erano venuti per rapine a mano armata &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/jenin-2\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5913,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[832,184,2710,202,3285,1692],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5912"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5912"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5912\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6055,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5912\/revisions\/6055"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5913"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5912"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5912"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5912"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}