{"id":6015,"date":"2015-10-08T14:03:02","date_gmt":"2015-10-08T14:03:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=6015"},"modified":"2015-10-15T13:35:58","modified_gmt":"2015-10-15T13:35:58","slug":"susie-assistente-curatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/susie-assistente-curatore\/","title":{"rendered":"Susie, assistente curatore"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua storia in poche righe, con un accento sulla tua infanzia<\/em><\/p>\n<p>Sono cresciuta a San Francisco, la citt\u00e0 dove vivo tuttora. La mia famiglia ha incoraggiato la mia curiosit\u00e0 e l\u2019apprendimento \u2013 da bambina leggevo sempre. Il momento in cui \u00e8 nato in me l\u2019amore per l\u2019arte e per il viaggio \u00e8 proprio quando abbiamo cominciato a viaggiare, e non mi ha ancora mai abbandonata. Sono andata al Wellesley College (in Massachusetts) per la mia <em>undegraduation<\/em>: \u00e8 uno dei pochi college femminili rimasti negli Stati Uniti e sono estremamente fiera del tempo che ho passato l\u00ec. Durante il college ho studiato all\u2019estero per un anno \u2013 ad Amsterdam, dopo che mi ero innamorata della citt\u00e0 durante una vacanza con la mia famiglia durante il liceo. E\u2019 ancora oggi, per me, la citt\u00e0 pi\u00f9 magica del mondo. E\u2019 anche il primo posto dove ho avuto un contatto con il mondo dell\u2019arte e ho capito che l\u00ec sarei voluta stare \u2013 ricordo che passeggiavo per il Rijksmuseum e mi sentivo a casa.<\/p>\n<p>Dopo il college ho vissuto a Los Angeles per tre anni e l\u2019ho amata ogni minuto \u2013 \u00e8 qualcosa di fantastico vivere in un posto cos\u00ec assolato. Dopo mi sono spostata a New York per la <em>graduate school<\/em> in storia dell\u2019arte all\u2019Institute of Fine Arts, dove mi sono specializzata nella pittura olandese del XVII\u00b0 secolo. Mi diverte ancora pensare come sia finita a lavorare nell\u2019arte contemporanea, ma in qualche modo penso che il mio bagaglio culturale relativo a qualcosa di diverso da essa \u00e8 quel che infine mi dona una prospettiva differente in ogni cosa che faccio ora \u2013 non vedo l\u2019ora di scavare la storia pi\u00f9 profonda e creare quelle connessioni adatte a guardare sempre pi\u00f9 lontano. Talvolta mi sento un tantino anacronistica, come se fossi di un altro tempo, e credo tutto questo sia dovuto all\u2019amore che ho per il passato. Infine, dopo quattro anni a New York, sono ritornata a San Francisco per essere pi\u00f9 vicina alla mia famiglia, ed eccomi qui di nuovo, sei anni pi\u00f9 tardi!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Come assistente curatore allo Yerba Buena Center for the Arts quale compito ti rappresenta meglio e quale pensi sia il naturale sviluppo del tuo lavoro in questo campo?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ci sono cos\u00ec tanti aspetti che amo del mio lavoro, dovendone scegliere uno sicuramente quello di lavorare con gli artisti. Lavorare con qualcuno per aiutare a realizzare il loro progetto \u00e8 gratificante ed elettrizzante. Mi piace anche tutto quello che concerne il back office della preparazione delle mostre, le cose che il pubblico di solito non vede: ricerche, redazione, preparare i grafici, discutere le piante. E\u2019 tutto una serie di piccoli pezzi che metti insieme per farne di essi un insieme pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Ho da poco iniziato a curare le mie mostre e spero di poterne fare di pi\u00f9. E\u2019 stato fantastico e anche esilarante implementare qualcosa tutto da sola. Spero di restare in questo campo a lungo, come curatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ti sei laureata in scienze politiche prima di dedicarti totalmente allo studio delle art? Quali erano le professioni che t\u2019interessavano in quel periodo?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Al College, ho studiato sia scienze politiche sia storia dell\u2019arte e le ho amate entrambe. Imparare tutto del governo Americano \u00e8 sempre stato incredibilmente affascinante e alcuni dei miei corsi preferiti erano in <em>Politica Americana<\/em> (uno dei fondamentali, peraltro, della mia facolt\u00e0). Penso che ognuno (nel suo paese) dovrebbe imparare meglio come funziona la costituzione, i sistemi giudiziari e soprattutto i diritti dei cittadini. Sono tutte cose con un impatto forte sia nella vita quotidiana che in un senso pi\u00f9 ampio. Quando mi sono laureata non sapevo ancora cosa fare, cos\u00ec iniziai a lavorare in un piccolo studio legale per tre anni prima di tornare alla storia dell\u2019arte. E\u2019 stata la migliore decisione che potessi prendere. Ho imparato co\u00ec tanto, non solo sulla legge, ma sulla vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il tuo approccio con i colleghi pi\u00f9 anziani del team? Cosa ti piace di pi\u00f9 di quello che fai: quando arriva il primo prestito al museo o il momento dell\u2019inaugurazione quando arrivano i giornalisti?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La maggior parte dei miei colleghi \u00e8 coetanea \u2013 e intendo anche i senioir. Detto questo, cerco di relazionarmi sempre con rispetto e tengo sempre ben a mente che tutti cercano di fare il loro lavoro al meglio. Il mio team \u00e8 veramente molto unito, e lavoriamo bene insieme: il tutto rende assai piacevole venire al lavoro tutte le mattine!<\/p>\n<p>Quando iniziamo a montare una mostra, mi piace tutto. E\u2019 cos\u00ec stimolante e anche gratificante vedere tutto quello che avevi pianificato accadere per la prima volta, ma poi certo, ci sono altri momenti speciali come ad esempio quando tutto \u00e8 fatto e puoi vedere l\u2019insieme.<\/p>\n<p>Quel che amo davvero \u00e8 tutto quello che sta nel mezzo \u2013 il turbinio del movimento, lo spirito di squadra, vedere il meccanismo di supporto accadere e, infine, vedere i lavori installati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Le politiche di formazione del centro dove lavori? Soprattutto quelle mirate ad attrarre il pubblico?<\/em><\/p>\n<p>Siccome siamo un centro d\u2019arte multidisciplinare e non un museo, non abbiamo un ufficio, di tipo classico, dedicato alla formazione. Il dipartimento incaricato all\u2019interazione con i cittadini, tuttavia, si occupa di far crescere tutte le iniziative di formazione. Abbiamo un programma di lunga durata ormai, si chiama Young Artists at Work (YAAW), \u00e8 un tirocinio di un anno per studenti di liceo e ci occupiamo di integrare il loro curriculum con la nostra programmazione. Sperimentiamo costantemente nuove modalit\u00e0 per raggiungere il pubblico sia oltre il nostro spazio fisico sia in relazione al comunit\u00e0 pi\u00f9 vasta della Bay Area con programmi che spaziano dalle arti alle iniziative civiche.<\/p>\n<p>Abbiamo formato, grazie a membri del nostro staff ed amici che ne tengono le fila, dei network che indagano diversi ambiti: il futuro urbano, l\u2019ecologia, l\u2019economia, il lavoro. Oltre ai network, stiamo lavorando anche alla seconda programmazione dello YBCA100, un gruppo di artisti, pensatori, scrittori e leader che ispirano tutti noi che lavoriamo qui. Quindi, posso dire che abbiamo diversi sistemi per raggiungere tutte le diverse comunit\u00e0 che ci ispirano e con cui vogliamo lavorare per rendere il centro una parte veramente vitale, dinamica per la Bay Area ed oltre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Tra le tue passioni, c\u2019\u00e8 anche quella di essere una appassionata tifosa?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec! Tifo per I San Francisco Giants (squadra di baseball) da oltre 20 anni. Soltanto di recente hanno cominciato a vincere campionati e ho gi\u00e0 una discreta collezione di fantastici ricordi. Il migliore, certo, \u00e8 stato quello della prima vittoria: nel 2010. E\u2019 fantastico essere conosciuta come la fan pi\u00f9 sfegatata qui in ufficio, perch\u00e9 mi capita sempre di ricevere qualche biglietto extra!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il pi\u00f9 importante risultato come curatore e quello, invece, a livello personale?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sicuramente quello di aver curato la mia prima mostra, che si \u00e8 aperta ad agosto. E\u2019 qualcosa su cui ho lavorato molto e non \u00e8 certo la cosa pi\u00f9 importante perch\u00e9 posso dire di aver curato una mostra, ma per la straordinaria esperienza di apprendimento che si \u00e8 rivelata. Mi ha tolta dalla confort zone e mi ha messa nella posizione di assumere un ruolo, quello di selezionare artisti ed opere, prendere decisioni durante l\u2019intero processo, e cosa pi\u00f9 importante, chiedere aiuto quando ne avevo bisogno. Quindi, dal punto di vista professionale, \u00e8 stato incredibilmente stimolante e gratificante.<\/p>\n<p>Dal punto di vista personale, stavo lavorando a una grande mostra che poi abbiamo esposto anche in altri posti, <em>Radical Presence: Black Performance in Contemporary Art.<\/em> Occupandomi di questo progetto, ho potuto lavorare con il curatore originario della mostra e con i vari artisti che portavamo in giro per le performance, e messa in maniera semplice, ha cambiato la mia prospettiva in cos\u00ec tanti modi, dal punto di vista artistico ed oltre. Sono immensamente grata di quest\u2019esperienza e la porter\u00f2 con me per il resto della mia carriera. E\u2019 stato utile avere queste esperienze parallele di lavoro \u2013 su qualcosa di mio e su qualcosa di condiviso \u2013 per capire alla fine che quella condivisa \u00e8 stata la pi\u00f9 impattante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Gli incontri che fai nella tua vita lavorativa?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Se ogni giorno \u00e8 assai diverso dato che dipende dai progetti su cui lavoro, ho certe cose che invece non cambiano. Ogni mattina ed ogni sera \u00e8 una lotta per entrare nei bus, che sono sempre pi\u00f9 affollati. E\u2019 curioso vedere sempre una serie di persone con cui difficilmente ci parliamo. Per me il bus \u00e8 il momento quieto della lettura. Tendo ad andare al lavoro pi\u00f9 presto di quanto dovrei e ci sono gi\u00e0 un po\u2019 di noi prima delle 9, si sviluppa uno spirito cameratesco tra di noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa ti da la tua citt\u00e0 e cosa dai a lei?<\/em><\/p>\n<p>San Francisco al momento \u00e8 un posto molto tosto in cui vivere. E\u2019 vibrante, con tante persone che fanno cose importanti ed attivit\u00e0 creative, ma allo stesso tempo sta diventando proibitivamente cara per molte persone \u2013 pi\u00f9 di New York. C\u2019\u00e8 una perdita di equilibrio. E\u2019 duro da dire perch\u00e9 \u00e8 la mia citt\u00e0 natale, ma me la posso ancora permettere solo perch\u00e9 sono riuscita ad entrare in un appartamento dagli affitti controllati cinque anni fa. Non potrei, ad esempio, permettermi di vivere qui se ci venissi ora. Poi lavoro nel mezzo della comunit\u00e0 tecnologica e di affari, mi sento assai frustrata perch\u00e9 non vedo lo stesso supporto dato ad altri settori anche per le arti. E non parlo soltanto finanziariamente, anche se certo \u00e8 parte del tipo di supporto. Oltre tutto, siamo ostaggio di una grave siccit\u00e0, quindi dovremmo parlare anche della questione del clima e l\u2019intero stato di cui la citt\u00e0 fa parte \u00e8 in crisi. Nonostante ci\u00f2, continuo ad amare la mia citt\u00e0. E\u2019 una delle pi\u00f9 belle citt\u00e0 americane ed \u00e8 veramente un luogo perfetto per essere ispirati, sia che si lavori nell\u2019arte che nella tecnologia o nell\u2019industria del cibo o in qualsiasi altro settore. Spero che, lavorando nel no-profit e in un\u2019organizzazione artistica, contribuisca a mantenere vivo lo spirito indipendente e pieno di vita di questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una cosa bella capitata di recente?<\/em><\/p>\n<p>Andare a Venezia! Era da tanto che speravo di visitare la Biennale ed \u00e8 stata una promessa a me stessa, quella di andarci quest\u2019anno. E\u2019 stato molto importante mantenerla, perch\u00e9 \u00e8 stata una ricompensa per un sacco di duro lavoro e lo consideravo anche molto importante per la mia professione. L\u2019intera mostra era meglio di come l\u2019avessi immaginata e ho passato sei giorni a guardare arte otto ore al giorno. La cosa pi\u00f9 bella per me \u00e8 stata il fatto che gli eventi collaterali fossero sparsi un po\u2019 dappertutto e questo ti costringeva ad esplorare la citt\u00e0 in un modo differente \u2013 spesso evitando i luoghi pi\u00f9 inflazionati e camminando in giro per viuzze inaspettate. Mi sono persa non so quante volte ma \u00e8 stato parte del divertimento. E ho incontrato Diana!<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Una tua passione culinaria?<\/em><\/p>\n<p>Ho cominciato a cucinare soltanto da un paio d\u2019anni \u2013 non mi ero mai interessata cos\u00ec tanto prima. Non \u00e8 tanto per un determinato piatto, o un determinato stile: mi appassiona proprio l\u2019aver scoperto la gioia di cucinare che non avevo mai avuto prima. E\u2019 cos\u00ec bello preparare un piatto e poi mangiarlo. Oppure trovare un\u2019abilit\u00e0 che non mi aspettavo \u2013 ad esempio avere tutti gli ingredienti necessari per una ricetta; essere capace di cambiare un ingrediente con un altro perch\u00e9 ora so come funziona; sperimentare. Dato che mi diverto sempre di pi\u00f9, mi riesce sempre meglio e tutto diventa ancora pi\u00f9 bello. Mi piace molto condividere ricette con la mia famiglia ed i miei amici.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Un drink o il tuo vino preferito?<\/em><\/p>\n<p>Adoro il vino \u2013 pare che sia stata una delle prime cose che gli attuali colleghi abbiano scoperto di me! Ho scoperto di amare i sauvignon blanc della Nuova Zelanda e bevo quasi sempre quelli. Quando bevo i rossi, ho iniziato ad apprezzare gli italiani: i Nebbiolo, i Montepulciano e i Sangiovese. Anche il Lambrusco! Oh, e mi \u00e8 piaciuto assaggiare i vini croati quando sono stata l\u00ec. Ho anche comprato un paio di bottiglie di ritorno a casa in un negozio vicino a dove lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La musica e un libro (o libri) con te adesso (e dove sono poggiati)?<\/em><\/p>\n<p>Sono un gran lettore, e mi sento un po\u2019 perduta se non ho un libro da leggere. Adesso sto leggendo Ta-Nehisi Coates, <em>Between the World and Me<\/em>. Quando lo finisco, inizier\u00f2 <em>A Paradise Built in Hell<\/em> di Rebecca Solnit. Questi libri sono un po\u2019 inusuali per me, entrambi non-fiction: di solito mi piace la narrativa. Li ho presi entrambi alla San Francisco Public Library, che mi consente di leggere cos\u00ec tanto. La libreria pubblica \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti risorse cittadine e la sede centrale qui a San Francisco \u00e8 una citt\u00e0 per se stessa \u2013 quasi uno spaccato della societ\u00e0.<\/p>\n<p>I libri che leggo sono sia nella mia borsa (leggo quando vado al lavoro) o sul divano, di solito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il posto, su questo pianeta, dove ti \u00e8 riuscito di vivere lentamente, se ti \u00e8 riuscito?<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 molto difficile da fare. Quando vivevo a New York, mi ricordo di aver avuto bisogno di uscire dalla citt\u00e0 di tanto in tanto, proprio per rallentare. E San Francisco sta diventando molto simile. Di solito, nei week end rallento e passo il mio tempo a casa. Leggere e cucinare sono le attivit\u00e0 con cui posso rallentare al meglio. Mi fanno pensare, rilassare e anche godere il momento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il talento che hai quello che ti manca?<\/em><\/p>\n<p>Mi sarebbe piaciuto conoscere tante lingue: italiano, tedesco, francese, olandese. Ho studiato spagnolo a scuola per anni ma mi piacerebbe rinfrescarlo. Ho imparato un po\u2019 di olandese quando vivevo ad Amsterdam e ho dovuto superare i test di lettura in francese e Tedesco per il mio master, quindi ho pezzetti di lingue diverse in circolo per la testa &#8211; ma non sono fluente in nessuna di esse. Adoro le lingue, e mi \u00e8 sempre piaciuto impararle, ma non l\u2019ho mai fatto al di fuori dei corsi scolastici. Dico sempre che torner\u00f2 indietro e imparer\u00f2 di pi\u00f9 ma poi non ho mai veramente il tempo.<\/p>\n<p>Siccome \u00e8 sempre stato facile per me imparare altre lingue, posso dire che posso usare questo talento per conquistarne degli altri!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato, sin qui, dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>Che \u00e8 dura, ma ci sono anche molti momenti di gioia. Devi solo scoprire dove sono e come trovarli. Non c\u2019\u00e8 una soluzione semplice alla felicit\u00e0, ma ti aiuta a capire cosa vuoi \u2013 e in qualche modo sto ancora imparando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua storia in poche righe, con un accento sulla tua infanzia Sono cresciuta a San Francisco, la citt\u00e0 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/susie-assistente-curatore\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6016,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[1905,498,2417,18,3373,1329,685,207,3374,1212,17,22],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6015"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6015"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6015\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6143,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6015\/revisions\/6143"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6015"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6015"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6015"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}