{"id":6872,"date":"2016-02-11T13:34:50","date_gmt":"2016-02-11T13:34:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=6872"},"modified":"2016-03-17T20:36:14","modified_gmt":"2016-03-17T20:36:14","slug":"katieyoung-oakland-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/katieyoung-oakland-2\/","title":{"rendered":"Katie&#038;Young, Oakland"},"content":{"rendered":"<p><em>La vostra storia, senza dimenticare dove vi siete incontrati<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Kathleen): Sono nata in California, la figlia di mezzo in una famiglia di cinque. Mia madre era una grande <em>storyteller<\/em> \u2013 quanto amava la lingua! Amava particolarmente i tributari delle storie familiari e la descrizione dei luoghi. Mio padre, un avvocato delle cooperative di agricoltori della Central Valley, era assai attaccato alla natura e alle montagne \u2013 pescava ogni volta che poteva. Gli piaceva fotografare paesaggi e preferiva non includere le persone.<\/p>\n<p>Da bambina amavo ogni luogo recondito &#8211; e amavo anche fantasticare di posti solitari. C\u2019era un campo accanto a casa, che adesso ospita appartamenti, dove passavo la maggior parte del mio tempo. L\u2019ho sempre sognato tantissimo. Si seppe poi che era un luogo di sepoltura indiano ma lo hanno raso al suolo e vi hanno costruito comunque, case per professori. E nella mia immaginazione c\u2019erano terre e brughiere di ogni romanzo inglese del 1800, letteratura che ancora trovo irresistibile. Sono cresciuta nella Silicon Valley prima che diventasse soltanto un posto per ricchi. Il clima era perfetto e le persone venivano quasi sempre da fuori. Sono andata ad una scuola cattolica e ho sviluppato un\u2019attitudine per fissare a lungo qualcosa mentre pensavo ad un\u2019altra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Young Suh): sono nato in Corea e al tempo mio padre era un militare. Al college ho studiato biologia ma trovai presto un club di fotografia per studenti di cui divenni subito membro perch\u00e9 volevo usare la Nikon F3 che mio padre teneva chiusa in un cassetto e, siccome non la usava mai, ogni tanto me la prestava. La ottenni, la usai e poi la vendetti a un banco dei pegni per bermi i soldi. Alla fine la riprendemmo, un amico la compr\u00f2 per me indietro, perch\u00e9 avevo bisogno di soldi. Dopo il servizio militare decisi di lasciare biologia e di trasferirmi negli Stati Uniti per andare a scuola di fotografia con quattro altri amici che incontrai al club del College. Mi sono poi trasferito a New York dove ho studiato al Pratt Institute con un insegnante eccezionale, Phillip Perkis.<\/p>\n<p>Da allora fui incline a pensare alla fotografia con un significato pi\u00f9 profondo. Dopo il Pratt, mi sono iscritto a un programma alla Museum School di Boston dove per la prima volta ho sviluppato l\u2019interesse per il paesaggio americano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci siamo conosciuti a Yaddo, un programma di residenza per artisti nei boschi di Saratoga Springs, New York, nell\u2019estate del 2011. Era un pomeriggio nuvoloso e Young fumava.<\/p>\n<p>Discutemmo di paesaggio nell\u2019arte e Katie guard\u00f2 le foto di Young dei grandi incendi del 2008 in California \u2013 aveva seguito i pompieri per fare le foto degli alberi in fiamme. Uno dei posti in cui era stato era la parte est della Sierra Nevada, Mammoth Lakes, California. E\u2019 la landa pi\u00f9 brulla e desolata della famosa catena montuosa che ospita anche Yosemite e gli splendori blu del Lago Tahoe. Katie aveva vissuto in quella regione per diversi anni, insegnando in una piccola scuola chiamata Deep Springs dove gli studenti lavorano in un ranch e in una fattoria mentre prendono lezione. Una foto ritraeva la pineta di Jeffrey nella Owens River Valley immerse nel fumo dei roghi, con una lunga visuale \u2013 romantica e terribile, era proprio quella del luogo dove lei era stata molte volte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando ci siamo trovati, abbiamo impiegato un sacco di tempo a conoscerci in silenzio, guardando ai nostri scritti e alle nostre foto. Katie tornava da un\u2019estate passata in Francia.<\/p>\n<p>(Katie): forse il mio inglese sembrava pi\u00f9 modesto per quello?<\/p>\n<p>Da straniero, Young aveva sempre pensato che la poesia fosse un medium mistico e distante. Parlare con un poeta in totale intimit\u00e0, \u00e8 stato per lui un\u2019esperienza fantastca.<\/p>\n<p>(Young) Certo, mi sono innamorata di lei immediatamente. E delle meravigliose parole con cui mi parlava tutti i giorni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>E riguardo alla vostra mostra <\/em>Can We Live Here? <em>soprattutto in rapporto alla UN Climate Conference che si \u00e8 svolta di recente a Parigi: come combinate la vostra poetica a quello che \u00e8 successo l\u00ec?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per noi l\u2019arte non pu\u00f2 aggiustare il mondo, ma pu\u00f2 aiutarci a sopravvivere. E la sopravvivenza umana \u00e8 il soggetto pi\u00f9 incredibile da esplorare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando ci occupiamo di cambiamento climatico non pensiamo alla risoluzione del problema. Pensiamo a sopravvivere in un clima imprevedibile, difficile o impossibile. E non \u00e8 perch\u00e9 non siamo interessati al problema. E\u2019 perch\u00e9 desideriamo guardare dritti alla questione senza illusioni.<\/p>\n<p>Il cuore del problema non \u00e8 una faccia di una montagna, \u00e8 una faccia umana. E noi la viviamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli abitanti delle Marshall Island vivono in un paesaggio che scompare.<\/p>\n<p>I livelli del mare crescono attorno a loro. E le loro case affondano. Noi riconosciamo la loro lotta. Non possiamo sperare di migliorare le loro vite \u2013 \u2018migliorarle\u2019 abbastanza secondo il significato americano \u2013 ma desideriamo con il nostro lavoro riconoscere la loro lotta. Due gradi (<em>di abbassamento della temperature<\/em>) non \u00e8 abbastanza per loro. E se nulla \u00e8 abbastanza per loro, chi li salver\u00e0? Potrebbe essere che gli artisti salvino qualcosa. Il nostro lavoro \u00e8 una memoria vivente \u2013 i paesaggi che scompaiono, dato che documentiamo i deserti profondi e l\u2019Artico. Vogliamo contribuire a una memoria vivente di questi posti in uno stato di cambiamento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono ogni genere di battaglie causate dal cambiamento climatico. E\u2019 molto di pi\u00f9 che lo scioglimento dei ghiacciai. I problemi umani stanno diventando pi\u00f9 visibili con le migrazioni, la povert\u00e0 e i disastri naturali. La battaglia \u00e8 cambiare il modo in cui viviamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In assetto di sopravvivenza, ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno non \u00e8 soltanto il miglioramento delle condizioni ma anche molto <em>storytelling<\/em>. Ci rincuora che molti gi\u00e0 sono d\u2019accordo con noi e pensiamo che lo <em>storytelling<\/em> sia gi\u00e0 cresciuto tra gli esseri umani grazie ai social network, molto pi\u00f9 di due gradi.<\/p>\n<p>Abbiamo per\u00f2 bisogno di uno <em>storytelling<\/em> che parli di chi vive in un mondo difficile dove le cose non sempre vanno come dovrebbero o nel modo in cui le abbiamo pensate. Questo tipo di <em>storytelling<\/em> \u00e8 il modo di trovare un significato quando tutto precipita. Noi viviamo nella meravigliosa California \u2013 un posto dove spesso la vita non sembra precipitare e invece, ad uno sguardo pi\u00f9 attento, si sbriciola con la gentrification delle citt\u00e0, la diminuzione delle risorse, ignorando l\u2019importanza delle arti e preferendo il consumo di tecnologia, con la contaminazione dell\u2019aria in un posto come Porter Ranch (2016), con un\u2019infrastruttura statale che spesso \u00e8 sull\u2019orlo del collasso, dopo una serie di annate di siccit\u00e0, vedere la pioggia che da un lato fa ridiventare verdi le colline e dall\u2019altro allaga le vallate riarse. Un sogno e una disgrazia, che ci eccita e ci sfida.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eravamo in radio qualche giorno fa. Il giornalista ci ha chiesto che facevamo nel nostro lavoro e noi abbiamo risposto: mostrare quanto fosse meravigliosa la continuazione di questa battaglia. E lui ha ribattuto che le nostre fotografie sembravano piene di pace e calme. Katie rispose che le persone sembravano bloccate \u2013 la ragazza nella vasca da bagno, il ragazzo con la torta di compleanno in piedi in mezzo ad un paesaggio desertico e selvaggio, una ragazza al cellulare in mezzo ad una pista di ghiaccio in Alaska. Volevamo mostrare vite in uno stato di preoccupazione, anche se ancora capaci di provare piacere nel mondo in parentesi di umanit\u00e0. Non volevamo per\u00f2 farlo facile. L\u2019ansiet\u00e0 pu\u00f2 diventare gioia in un batter d\u2019occhio e del pari tornare com\u2019era. Gli sguardi sulle facce delle persone che abbiamo ritratto sanno che l\u2019acqua sta salendo ma desiderano andare a nuotare ugualmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Conferenza sui Cambiamenti Climatici ha ospitato leader di ogni genere. Noi siamo pi\u00f9 interessati agli attivisti, agli artisti, ai partecipanti che hanno portato storie individuali che parlavano di problemi e sopravvivenza \u2013 quelli che sono venuti l\u00ec con le loro vite private squadernate in uno spazio pubblico per chiedere non solo un cambiamento ma anche una sorta di ammissione della loro presenza sul pianeta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Se scriveste qui una lettera di invito alla vostra mostra (o ai talk o alle performance) al Presidente Obama e alla First Lady Michelle Obama, che cosa scrivereste?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cari Signor Presidente e Signora Obama,<\/p>\n<p>Desideriamo invitarvi in galleria quando \u00e8 calma e quando non c\u2019\u00e8 nessuno degli eventi in programma.<\/p>\n<p>Vi invitiamo a sedervi e leggere del mondo intero in un piccolo banco esattamente come quello in cui una delle pi\u00f9 famose poetesse americane, Emily Dickinson, fece quando scrisse questi versi:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La mia vita si \u00e8 fermata \u2013 una Pistola Carica &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>In Angoli \u2013 fino a un Giorno<\/em><\/p>\n<p><em>Il Proprietario pass\u00f2 \u2013 identificato &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>E mi port\u00f2 via &#8211;<\/em><\/p>\n<p>Vi invitiamo a sedervi e leggere per qualche momento. Immaginiamo che ad un certo punto le vostre mani si mettano a frugare e quindi troverete nel cassetto del banco, la forma di qualcosa. Immaginiamo che vi chiediate di cosa si tratti, che spostiate la vostra sedia di un poco e, distratti dalle vostre letture, guardate cosa state toccando. E\u2019 una pistola \u2013 di plastica, certo, una replica \u2013 ma nonostante tutto \u00e8 carica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vi invitiamo a continuare a leggere, a guardare i bellissimi paesaggi e ritratti americani (molti di vecchi e di giovani, molti di persone di colore) <em>sapendo che la pistola \u00e8 nel cassetto. <\/em>Abbiamo come il senso che questa non sar\u00e0 una cosa nuova per voi ma quasi un riconoscimento con un che di familiare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infine, vi invitiamo ad incontrare la nostra fonte di ispirazione \u2013 l\u2019asino. Il pi\u00f9 amato, e il pi\u00f9 bistrattato, animale al mondo.<\/p>\n<p>Ha molto da insegnarci.<\/p>\n<p>Non stiamo pensando al vostro asino democratico ma agli asini dell\u2019intero globo, a tutti gli 82 milioni, a quelli africani e a quelli americani, agli asini del Medio Oriente che trasportano droghe valicando montagne con un nastro registrato che impartisce istruzioni.<\/p>\n<p>Pensiamo che questi asini surclassino il simbolo del vostro partito. E siamo molto pi\u00f9 interessati ad essi. Vi invitiamo a guardare i film che abbiamo girato passando il nostro tempo con un asino: raccontano come veniamo interrotti, come volevamo fare qualcosa di fantastico che per\u00f2 veniva modificato \u2013 volevamo fare dell\u2019asino un picnic perfetto ma lui aveva un\u2019altra idea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo come il senso che voi sappiate qualcosa circa fare cose meravigliose in un mondo difficile ed avere a che fare con lo sconforto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Venite quando non c\u2019\u00e8 gente e state quanto volete. Quando entrerete nella galleria, uscirete dall\u2019America e entrerete nel mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con affetto, Katie e Young<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>E\u2019 un sogno, parlo dal punto di vista dello spettatore, vedere poesie e paesaggi insieme dato che uno aiuta l\u2019altro ad essere completo.<\/em><\/p>\n<p><em>Come \u00e8 nato questo progetto collaborativo? E\u2019 stato un vostro progetto autonomo o ha coinvolto l\u2019intervento di un curatore? Come continuer\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 nato perch\u00e9 stavamo capendo come potevamo vivere insieme. Abbiamo vissuto da soli per molto tempo. E volevamo vivere insieme a lungo.<\/p>\n<p>Ma quando si comincia a vivere insieme iniziano le lotte. Parlavamo come se facessimo una conversazione con due met\u00e0. Pensando in due differenti lingue, coreano e inglese. E pensavamo anche con due media differenti, immagini e linguaggio. Pensavamo di costruire qualcosa insieme per sapere come vivere insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci immaginavamo molto di pi\u00f9 in viaggio che in una casa. Ci siamo conosciuti come viaggiatori, in realt\u00e0 \u2013 in una residenza dove nessuno rimane a lungo \u2013 e ci siamo corteggiati lungo tutto lo stato, con Katie che viveva a Boston e Young a Davies, in California. Abbiamo speso un sacco di tempo per conoscerci meglio in posti remoti \u2013 Alaska, il deserto High Mojave \u2013 facendolo accadere con provviste e senza la struttura tipica del mondo domestico. Questa struttura \u00e8 stata un mistero per noi, non eravamo neanche sicuri di volerla. Ma abbiamo cominciato a lavorare insieme quasi subito dopo il nostro incontro \u2013 ciascuno dava all\u2019altro dei lavori da tradurre nel media che utilizzava: Katie scriveva una poesia e la dava a Young per farne un\u2019immagine o viceversa, Young una foto a Katie che scriveva dei versi. Era un modo per capire di pi\u00f9 di noi oltre un linguaggio convenzionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra prima collaborazione \u00e8 stata scrivere sulla superficie delle foto, il tono del lavoro era piuttosto aulico, estatico, spaventato, come uno scarabocchio su uno specchio. Una sensazione di quasi troppa intimit\u00e0 nascosta nel lavoro. Ma ci piaceva lavorare con sequenze e da questo \u00e8 nata la voglia di un libro, qualcosa da tenere tra le mani. Sapevamo di voler fare libri. E abbiamo anche iniziato a fare film, un linguaggio che implica sia testo che immagine. In ogni caso, l\u2019immagine, una sorta di riconoscimento di un sogno, ha originato il lavoro d\u2019arte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La curatrice Stephanie Hanor conosceva il lavoro di Young e gli ha offerto di fare una mostra \u2013 lui le ha raccontato delle collaborazioni e a lei \u00e8 subito interessato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando due persone immaginano una vita, non \u00e8 sempre un percorso facile. Noi viviamo differentemente. Young dimentica facilmente del tempo che passa. Il mondo definisce tutto questo \u2018lento\u2019, pensiamo, ma Young lo vive proprio nella realt\u00e0. Katie si muove pi\u00f9 veloce. Quello che si vede nel nostro lavoro \u00e8 spesso un interesse nella velocit\u00e0 \u2013 un desiderio di rallentare o velocizzare le cose. Abbiamo fatto una serie di diapositive e le abbiamo proiettate da un camion nel deserto, filmandole mentre guidavamo. Le immagini si muovevano come un film, rozze e saltellanti. Il proiettore di diapositive che abbiamo usato, tecnologia antica, ha risposto proprio bene allo scopo. Si vede il deserto emergere sotto le immagini, la maggior parte ritraggono persone che pensano o che si preoccupano. Tutti quelli che sono ritratti sono stati trasferiti nel mondo di natura. Volevamo rendere loro omaggio portandoli nel deserto, uno dei posti che amiamo di pi\u00f9, per vedere se potevano rallentare un po\u2019 come soggetti fotografici laggi\u00f9. Ma fare questo lavoro \u00e8 stato comicamente difficile! Abbiamo avuto bisogno di amici che guidavano, Katie proiettava e Young stava dietro di lei con la cinepresa a filmare in primo piano le diapositive.<\/p>\n<p>D\u2019estate abbiamo lavorato con un vecchio camion e un generatore arrugginito e d\u2019inverno le nostre mani si sono quasi congelate. Queste narrative visive sono parte del nostro film <em>Earthly Conversations and Slow Moving Things<\/em>. Ha richiesto tutta la pazienza di Young e tutta la forza d\u2019animo di Katie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Dal generale all\u2019intimo \u2013 dal molto pubblico al molto soggettivo: che scala vi \u00e8 pi\u00f9 congeniale per parlare di natura alle giovani generazioni (e ai vostri studenti)?<\/em><\/p>\n<p>(Katie) Sono interessata alle esperienze che si ripetono \u2013 qualsiasi cosa che comincia a prendere forma, nel tempo, di rituale. Le esperienze possono sembrare piccole o grandi per il corpo umano. Molte delle esperienze in natura hanno il vantaggio di farci sentire piccoli nel corpo. C\u2019\u00e8 dell\u2019umilt\u00e0 in questo sentimento ma anche una sorta di comprensione sulla scala umana \u2013 un recupero dell\u2019idea originaria di scala umana, qualcosa che invece \u00e8 costantemente messa in discussione nel mondo.<\/p>\n<p>Io indirizzo i miei studenti proprio verso le piccole proporzioni sia nel linguaggio che nell\u2019esperienza. Emily Dickinson, o William Blake, vedono il mondo naturale come simbolico ed incredibile ma anche vivibile. E io chiedo ai miei studenti di utilizzare tutti i cinque sensi. La mia lezione preferita \u00e8 quando discutiamo di un solo haiku per un\u2019ora. Emily Dickinson scrisse in una lettera: \u2018Conosco la Farfalla \u2013 e la Lucertola \u2013 e le Orchidee \u2013 Non sono questi i tuoi compaesani?\u2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Young) Credo pi\u00f9 nelle esperienze che nelle idee. E l\u2019esperienza \u00e8 per forza intima ed individuale. Voglio che i miei studenti provino prima che sappiano cosa significhi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(insieme) I giovani sono sempre attratti da grandi concetti e da significati chiari. Un significato chiaro \u00e8 l\u2019inizio di qualcosa di nuovo, dal nulla. Ma la natura non ci offre questo \u2013 ci offre una storia geologica, un tempo cosmico, un senso del passato che \u00e8 stato sporcato e formato dal comportamento umano. Che sia troppo dipendente dall\u2019uomo oppure no, la natura ci offre una comprensione che riscatta gli individui come parte di un grande insieme. Le nostre esperienze in natura ci dicono che tutto \u00e8 stato creato prima del nostro arrivo sul pianeta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Oakland: ci date due (uno ciascuno) piccoli e contemplative ritratti dell\u2019area che ospita il museo dove esponete?<\/em><\/p>\n<p>(Katie) Il museo, che prima era una sala da ballo, si trova in un campus verde e meraviglioso, nel bel mezzo di un quartiere alle prese con la povert\u00e0 ed il crimine. Siede su una collina. Ma il museo \u00e8 gratuito.<\/p>\n<p>Qui abbiamo ascoltato una dei Black Panthers, Elaine Brown, fare una conferenza l\u2019anno scorso. Disse \u2018 Oakland \u00e8 una citt\u00e0 radicale perch\u00e9 ha un porto che potrebbe essere chiuso.\u2019<\/p>\n<p>Una grande comunit\u00e0 e un grande isolamento possono anche coesistere in questa citt\u00e0. Abbiamo pensato a questo quando abbiamo creato 12 copie del piccolo scrittoio della Dickinson messi a croce nel mezzo della galleria \u2013 un\u2019opportunit\u00e0 per la comunit\u00e0 di sedersi tutti insieme e leggere. Non una libreria, ma una stanza libera per la mente. Non facile da ottenere ma neanche impossibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Young) Se penso a un\u2019istantanea di Oakland penso al lavoro fotografico di Richard Misrach sugli incendi che distrussero 3000 case nel 1991. Sebbene non ve ne sia pi\u00f9 alcuna traccia, la citt\u00e0 sembra conservare la memoria di quelle rovine. Forse tutte le citt\u00e0 lo fanno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che libro e che musica sono con voi in questo momento (e dove sono)? Ci descrivete anche il modo in cui avete costruito il libro che i visitatori troveranno in mostra?<\/em><\/p>\n<p>Il libro e la musica socievoli con noi in questo momento? In questo momento, altrimenti sarebbero troppi\u2026<\/p>\n<p>Young ormai \u00e8 totalmente preso dalla quadrilogia di Elena Ferrante. E\u2019 assolutamente pazzo del potere della narrativa in prima persona. E\u2019 alla fine del terzo libro e ha capito che lo scopo della vita non \u00e8 creare un solo significato ma la sopravvivenza della vita stessa che consiste di molte parti di cui non siamo in controllo. Essere capaci di vivere pienamente e con intensit\u00e0, e con seriet\u00e0, \u00e8 quello che i suoi personaggi mostrano. Young ama anche l\u2019opera. Per entrambe queste ragioni, impazzisce all\u2019idea che la nostra intervista venga anche tradotta in Italiano \u2013 non ha mai visitato l\u2019Italia ma desidera molto. L\u2019opera trasferisce intensit\u00e0 nella contrapposizione.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza estetica dovrebbe essere fatta di pura intensit\u00e0. Le pi\u00f9 belle opere di Verdi sono <em>Un Ballo in Maschera<\/em> e <em>La Forza del Destino<\/em>. Entrambe sono storie di destini al di l\u00e0 del proprio controllo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Katie sta leggendo scrittori che parlano del Nord per un corso in cui insegna, in particolare di scrittrici indigene come Joan Kane, dg nanouk okpik. Poi <em>North<\/em>, il meraviglioso libro di Seamus Heaney con le mummie trovate nelle paludi irlandesi, Marina Tsvetaeva ed Anna Akhmatova tradotte. For Pleausre, Mausoleum of Lovers, giornali di Herve Guibert che parlano di storie d\u2019amore che ha avuto e non, raccontate in un diario e quindi lentamente e in tempo reale.<\/p>\n<p>Sulla musica, Katie ha una canzone catalana che le frulla in testa, <em>Qualsevol nit pot sortir el sol<\/em> di Sisa, e poi un\u2019altra, <em>Sweet Thames Flow Softly<\/em>, e ascolta sempre Sandy Denny e Fairport Convention, qualsiasi cosa che sia folk e in cui la tristezza raggiunga un vertice; la canzone <em>Tecumseh Valley<\/em> di Townes Van Zandt. Canzoni dove la musica trattiene un sentimento in colori e dettagli, canzoni dove la voce al contempo sembri venire da una persona in carne ed ossa e da qualcosa che \u00e8 molto pi\u00f9 grande di una sola persona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi li facciamo insieme, i libri. E\u2019 difficile ricordare come accada e comunque \u00e8 differente tutte le volte che lo facciamo, riuscendo a trovare una quadra. Young ha le immagini e le seleziona a gruppi e ci lavora s\u00f9. Cerchiamo ovviamente di seguire un insieme di personaggi attraverso il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un insieme di libri \u2013 quattro libri \u2013 sono intitolati <em>Life in a Field<\/em>. E\u2019 una favola debole, senza magia, che parla di una ragazza che diventa amica di un asino (forse conosci <em>Au Hasard Balthazar <\/em>di Robert Bresson \u2013 cerca di essere una versione comica di quel film). Katie l\u2019ha scritta la scorsa primavera e abbiamo messo insieme il ibro quest\u2019autunno \u2013 le foto non parlano della storia della ragazza e dell\u2019asino, parlano di una storia pi\u00f9 ampia, di un mondo pi\u00f9 grande entro il quale la storia si sviluppa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I libri sono stati meravigliosamente rilegati a mano da Chris Martin, un rilegatore che \u00e8 anche un poeta e ha la sua stamperia in Colorado.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>In che modo cercate di vivere lentamente, se ci riuscite, nella vostra citt\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Young vive sempre lentamente. Katie lo trova pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Katie) Young dimentica il tempo, cos\u00ec vive lentamente. Non si occupa del tempo, al contrario \u00e8 il tempo ad occuparsi di lui. E\u2019 felice di fare una sola bellissima cosa al giorno. Quando l\u2019incontrai, era a suo agio a lavorare per cinque o sei ore e poi iniziare di nuovo a lavorare nel bel mezzo del pomeriggio. Fa ancora cos\u00ec quando pu\u00f2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vive lentamente non chiedendo sempre il significato delle cose quando le sta facendo. Gli piace guardare i ragazzi, gli anziani, le persone in strada \u2013 nessuno sfugge al suo sguardo, sempre curioso e fuori dal tempo come un poema, cercando di essere con la persona solo per un momento. Prepara una tazza di caff\u00e8 cos\u00ec lentamente, ed \u00e8 la pi\u00f9 buona. Esce per una passeggiata non per una corsa. Non si cura di finire tutto \u2013 dimentica se stesso. L\u2019unica cosa che Young non fa lentamente \u00e8 mangiare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Young) Katie \u00e8 sempre tre passi avanti a me. Il suo cervello lavora cos\u00ec veloce ed in maniera cos\u00ec efficiente che penso che crei spazio per la lentezza in questa maniera. Per esempio si sveglia alle 4 del mattino per lavorare alle sue poesie prima che inizi la sua giornata, perch\u00e9 una poesia non pu\u00f2 venire fuori da un cervello affaticato. Ammiro il suo essere proattivo e il suo reclamare il tempo. E\u2019 una persona davvero responsabile e cerca le risposte dal mondo ogni volta. Non sarebbe in grado di fare arte senza un grande coinvolgimento. La velocit\u00e0 ha il desiderio di controllare la lentezza. Invece di essere lenta, lei forse cerca di essere veloce abbastanza da essere lenta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa avete imparato dalla vita sin qui?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che la vita ha i suoi piani, che non riguardano la persona che la vive. Non \u00e8 sempre cos\u00ec malvagio \u2013 che l\u2019amore possa essere un piano tipo quello. La vita \u00e8 come la famiglia \u2013 qualche volta la ami qualche volta ti annoia a morte. Hai l\u2019onore che ci\u00f2 che non controlli e non conosci devi di grazia rispettarlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mostra di Young Suh e di Katie Peterson intitolata <em>Can We Live Here? Stories from A Difficult World <\/em>\u00e8 aperta fino al 13 marzo 2016 al <span tabindex=\"0\" data-term=\"goog_638340375\">Mills College Art Museum (Oakland, California)<\/span>.<br \/>\nPer maggiori informazioni sulla mostra e sul calendario di eventi (performance, conferenze e proiezioni)<span tabindex=\"0\" data-term=\"goog_638340378\">:<\/span> <a href=\"http:\/\/mcam.mills.edu\" target=\"_blank\">mcam.mills.edu<\/a><\/p>\n<p>Per leggere di pi\u00f9 di Katie Person come poeta e scrittore (a parte i versi che pubblichiamo su Slow Words per gentile concessione dell&#8217;autrice): <a href=\"http:\/\/www.poetryfoundation.org\/bio\/katie-peterson\">http:\/\/www.poetryfoundation.org\/bio\/katie-peterson<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vostra storia, senza dimenticare dove vi siete incontrati &nbsp; (Kathleen): Sono nata in California, la figlia di mezzo in &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/katieyoung-oakland-2\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6873,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[498,3430,2417,18,3985,4155,4153,4143,4150,4152,845,201,4154,4147,4157,4156,1692,4158,40,4148,4149,4151,4144],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6872"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6872"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6872\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7087,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6872\/revisions\/7087"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}