{"id":7503,"date":"2016-06-01T21:12:45","date_gmt":"2016-06-01T21:12:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=7503"},"modified":"2016-06-09T08:44:49","modified_gmt":"2016-06-09T08:44:49","slug":"stefano-caggiano-milano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/stefano-caggiano-milano-2\/","title":{"rendered":"Stefano Caggiano, Milano"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua storia in dieci righe, pi\u00f9 o meno<\/em><\/p>\n<p>Sono nato a Forl\u00ec, citt\u00e0 a met\u00e0 strada d\u2019un mare non profondo e d\u2019una montagna non troppo alta, un tal bel posto che potresti viverci per sempre senza realizzarlo. Dopo una laurea in disegno industriale, e una in filosofia, mi sposto a Milano dove tuttora vivo e lavoro nel \u2018design discourse\u2019 (cultura del progetto), che vuol dire che scrivo, insegno, faccio ricerche di tendenza, e sono consulente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Scrivere, fare ricerca, consulenza, interpretare e insegnare: tutte queste pratiche si riassumono in quella di critico che lavora con la semiotica, il progetto &#8211; e oltre. Le parole per te non sono assolutamente un mero titolo per oggetti\u2026<\/em><\/p>\n<p>Gilles Deleuze, filosofo francese, dice che il compito della filosofia \u00e8 creare concetti \u2013 scolpire, formare, forgiare concetti. Le parole impalcano i nostri pensieri, e nel fare questo donano loro una forma, le parole sono quel che trasforma idee vaghe in veri concetti. Come teorico, lavori con le parole cos\u00ec come uno scultore con scalpello e martello. Del pari, il design anche gira attorno a scolpire, formare, forgiare concetti materiali, dove la filosofia fa lo stesso con quelli immateriali. Entrambi \u2018delineano\u2019 la nostra vita, insieme marcano il confine della cultura umana. Per questo mi sono occupato di entrambe sia negli studi che nel lavoro.<\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Il potere della tradizione? Il suo rumore e la sua resistenza, contro il \u2018nuovo\u2019 del design di arredi.<\/em><\/p>\n<p>Con qualche buona eccezione, in Italia quello che chiami \u2018potere della tradizione\u2019 \u00e8 l\u2019inerzia nella ricerca. A paragone, in alcuni paesi esteri, dove non hai cos\u00ec tali e pesanti fardelli da portarti appresso, puoi esplorare pi\u00f9 lontano nel futuro. Attenzione, sono molto interessato alla ricca tradizione filosofica e artistica del design italiano ma oggi stiamo attraversando una svolta nella storia del design dove devi portare la tradizione in un mondo nuovo, dove la qualit\u00e0 digitale si andr\u00e0 a sommare alle qualit\u00e0 tradizionali di forma e funzione. Siamo ad un nuovo inizio e prima lo capiamo, meglio \u00e8 per il design.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quale settore da studiare oggi per servire meglio i cittadini: spazio pubblico, servizi, interazione, semiotica?<\/em><\/p>\n<p>Servire i cittadini \u00e8 importante, ma servire gli esseri umani lo \u00e8 tanto di pi\u00f9. Negli anni \u201980, teorici del design come Andrea Branzi hanno introdotto l\u2019antropologia nella cultura del progetto, proprio quella dimensione antropologica che svelarono anche in oggetti industriali. E\u2019 stato un balzo importante. Oggi, siccome siamo in un nuovo inizio, quello di cui parlavo prima, suggerirei che una disciplina come la semiotica cognitiva (che va dalla scienza all\u2019antropologia culturale) si imponga come contribuzione epocale alla cultura del progetto. L\u2019epoca in cui siamo appena entrati vedr\u00e0 il design diventare digitale e fisico allo stesso tempo. Oggetti utili non racchiuderanno pi\u00f9 un\u2019interfaccia \u2013 essi stessi saranno connessi a frammenti di una interfaccia fisica e distribuita. Non guarderai pi\u00f9 icone su uno schermo: siederai sopra di esse, le stringerai, ti ci muoverai attorno. Si occuperanno sia del tuo corpo sia della tua mente &#8211; con le loro forme, funzioni e qualit\u00e0 digitale. La cultura del progetto (che include sia progettisti sia teorici) \u00e8 chiamata a riflettere e progettare questa interfaccia distribuita. Lo possono fare solamente con approcci cognitivo-semantici all\u2019estetica degli oggetti, che dir\u00e0, o meglio che <em>incorporer\u00e0<\/em> l\u2019informazione tangibile. I dati hanno bisogno di essere esteticamente gentili e ricchi di significato per tutti i nostri sensi, perch\u00e9 \u2018arrederanno\u2019 la nostra vita quotidiana.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il traguardo pi\u00f9 importante dopo che hai iniziato a lavorare alle tue varie attivit\u00e0?<\/em><\/p>\n<p>Probabilmente, la mia professione come un tutt\u2019uno. Intendo, l\u2019ho costruita pezzo a pezzo, aggiungendoli sulla base della loro consistenza con il nucleo: capire e cercare di trovare \u2018estetiche significative\u2019 in ci\u00f2 che ci circonda. Talvolta mi sento un cantante che lavora con gruppi differenti ognuno con il proprio suono, ma tutti attribuibili ad un \u2018meta-suono\u2019 che sorregge la loro continuit\u00e0 inerente. Io mi tengo stretto al meta-suono.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La musica e il (i) libro (i) con te ora?<\/em><\/p>\n<p>Parlando di cantanti che si dividono tra varie band \u2013 mi piace quasi tutto Mike Patton, dai primi gruppi &#8211; Mr. Bungle genialmente folle, plasticamente sperimentale &#8211; fino al suo ruolo pi\u00f9 famoso di cantante dei <em>Faith No More<\/em>. Lo tengo nel mio telefono e anche nel lettore MP3 che porto con me quando vado a correre. Mi piaceva anche ascoltare il cantautore italiano Fabrizio de Andr\u00e9, le sue canzoni in realt\u00e0 sono preghiere laiche: le sole che un ateo possa ascoltare. Sui libri, ho iniziato con letture veramente potenti al liceo, quando il professore di letteratura ci disse che non potevamo leggere Nietzsche e Freud perch\u00e9 non li avremmo capiti. Lo stesso giorno comprai libri di entrambi e passai i mesi successivi a leggere quasi tutto. Iniziando da Nietzsche e Freud, finisci per leggere la grande narrativa europea, come Thomas Mann, C\u00e9line, Musil, etc. Poi mi sono riportato alla filosofia, specialmente fenomenologia e filosofia del linguaggio, soprattutto Wittgenstein. Negli anni scorsi, ho letto scienza e storia della scienza; pi\u00f9 recentemente scienza cognitiva (che insieme alla fisica delle particelle, definir\u00e0 il nostro tempo come nel 1800 lo defin\u00ec la termodinamica). Detto ci\u00f2, avendo un piede nel passato analogico e uno nel futuro digitale (appartengo alla generazione del ponte), tengo dei libri nella libreria e altri nel telefono. Nessuno di essi, tuttavia, sul comodino: letture stimolanti ti tengono sveglio per cui prima di dormire leggo e rileggo cose semplici e rilassanti come i fumetti, perch\u00e9 pi\u00f9 sono noiosi prima mi addormento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>In che modo cerchi di vivere \u2018lentamente\u2019, se ci riesci, a Milano?<\/em><\/p>\n<p>Cammino e corro. Senza telefono (oggi hai bisogno di ritagliarti attentamente lo spazio <em>offline<\/em>, non \u00e8 pi\u00f9 dato per scontato). Talvolta faccio lunghe corse, tipo maratone, e anche pi\u00f9 lunghe. Correre \u00e8 solo correre, non c\u2019\u00e8 un significato aggiunto. Se devi darglielo, lo rovineresti. E\u2019 un\u2019attivit\u00e0 libera di significato (non meno significante). Dare un significato alla tua corsa sarebbe dare un prezzo al presente \u2013 lo sprecheresti. Lavoro tutto il tempo con i significati, qualche volta <em>voglio<\/em> liberarmene. Un\u2019esperienza senza gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Stefano Caggiano \u00e8 autore di <em><a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=eCtlCgAAQBAJ&amp;lpg=PP1&amp;ots=i9xDKLVZPA&amp;dq=stefano%20caggiano%20design%20languages&amp;pg=PT4#v=onepage&amp;q=stefano%20caggiano%20design%20languages&amp;f=false\" target=\"_blank\">Design Languages &#8211; The Aesthetic and Meaning of Objects in Contemporary Culture, 2015<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua storia in dieci righe, pi\u00f9 o meno Sono nato a Forl\u00ec, citt\u00e0 a met\u00e0 strada d\u2019un mare &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/stefano-caggiano-milano-2\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7504,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[4723,4724,4728,4719,4727,4726,4718,4717,1322,910,3538,4721,3498,192,4720,4725,1034,4722,222],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7503"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7503"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7503\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7578,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7503\/revisions\/7578"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7504"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7503"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}