{"id":7698,"date":"2016-06-28T18:19:42","date_gmt":"2016-06-28T18:19:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=7698"},"modified":"2016-07-07T13:57:33","modified_gmt":"2016-07-07T13:57:33","slug":"david-gryn-londra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/david-gryn-londra\/","title":{"rendered":"David Gryn, Londra"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0 <em>La tua storia \u2013 l\u2019infanzia, la famiglia, sin da dove sei nato<\/em> <em>\u00a0<\/em> Bene, sono nato a New York negli anni \u201960 e subito dopo la mia famiglia si trasfer\u00ec a Londra dove ho sempre vissuto, in centro citt\u00e0 \u2013 in qualche maniera anche il centro della mia vita. Mio padre era il rabbino <em>senior<\/em> della pi\u00f9 grande sinagoga riformata della Gran Bretagna, la West London Synagogue. Mia madre era la sua sostenitrice numero uno e la madre di quattro figli. Io andavo a concerti, in giro in bici, e avevo fidanzate. Era una vita assai semplice. \u00a0 Immagino, nel profondo della mia mente, di aver sempre provato la sensazione di non dover battagliare abbastanza come tocc\u00f2 a mio padre. Lui era stato un sopravvissuto ad Auschwitz. Quando ero adolescente ero roso da una certa dose di conflitto, avendo questa vita facile nel centro di Londra mentre lui alla mia et\u00e0 lottava per restare vivo quando tutta la sua famiglia moriva. Intorno a quegli anni, iniziai a fare dei lavori d\u2019arte che erano intimamente connessi con la sua esperienza e quel che di essa comprendevo. \u00a0 Mio padre era una figura molto pubblica, non era tanto a casa perch\u00e9 aveva sempre tanto da fare. Ho anche tre sorelle pi\u00f9 grandi di me e mio padre era davvero femminista, considerava sempre uomini e donne uguali. In qualche modo non avevo abbastanza attenzioni, che va bene, ed ho sempre cercato un modo di uscirne e uno di essi era grazie a mio nonno, che era solito portarmi allo stadio, per tifare Arsenal (che ancora seguo molto spesso). \u00a0 Come artista, i miei lavori erano spesso relativi al mio pensiero rispetto a mio padre, e a come posizionarmi nei suoi confronti e con l\u2019esperienza dell\u2019Olocausto; ho fatto un sacco di lavori su questo, su Auschwitz e sull\u2019umano nel bel mezzo dell\u2019atrocit\u00e0, basati sul suo ruolo come rabbino. Dopo un certo tempo speso a fare arte e a studiarla (frequentavo la Saint Martins, in Central London), il mio lavoro si \u00e8 evoluto nei successivi dieci anni da icone molto figurative, che giocavano con l\u2019idea della bellezza, della religione e della figura del musicista, verso l\u2019astrazione \u2013 iniziando con dipinti neri, vuoti e cupi che ruotavano attorno alle camera a gas. In effetti, tutti quei lavori erano attorno all\u2019idea di quel mondo che mi ero fatto. \u00a0 Ad un tratto, i dipinti neri divennero bianchi. Nello stesso periodo incontrai quella che \u00e8 diventata mia moglie, l\u2019artista Jane Bustin, anche lei una pittrice: fu una vera combinazione che io fossi pi\u00f9 interessato a vedere lei fare arte che non a farla io stesso (avevamo entrambi lo studio a East London a quei tempi). E lei era molto pi\u00f9 interessata a fare opere d\u2019arte che a vedere me! Quindi dovevo essere io la persona che avrebbe trovato un\u2019altra strada per fare s\u00ec che la storia tra noi funzionasse, e per avere uno stipendio pi\u00f9 regolare, proprio per considerare l\u2019idea di una famiglia. Essere soli a creare in uno studio d\u2019artista \u00e8 duro solitario; \u00e8 molto difficile sapere come andrai a creare, come lo andrai a mostrare, chi guarder\u00e0, chi comprer\u00e0 il lavoro\u2026in una parola sapere come ti sosterrai!!! Tutte queste domande erano sempre in cima ai miei pensieri, sono state queste domande a farmi capire cosa diventare. \u00a0 Inoltre, sono sempre stato pi\u00f9 un essere sociale, molto interessato al pubblico e a coinvolgere persone e vedere lavori d\u2019arte. Devo supporre quei dieci anni di attivit\u00e0 artistica furono chiusi dal ciclo dei quadri bianchi, quando non ero pi\u00f9 sicuro di cosa fare con loro. \u00a0 Non mi sostenevano abbastanza. Come fare ad avere una famiglia? Come andare avanti nel mio futuro? Immagino arrivai al punto che volevo farmi una famiglia e che spesso, in altri tempi, era la donna che si sentiva costretta (o lo era) a non lavorare per averla\u2026Io pensai che invece era il mio compito e ho continuamente incoraggiato Jane a non smettere di fare l\u2019artista. \u00a0 Tornando alla mia vita, trovai un lavoro in una galleria di Cork Street, a quell tempo era la strada principale delle migliori gallerie cittadine. Non c\u2019era ancora a quei tempi la grande scena dell\u2019East End. \u00a0 Subito dopo, iniziai a lavorare in una nuova start up digitale nella distribuzione delle informazioni economiche e nella produzione di contenuti. Velocemente acquisii un ruolo manageriale e tutto si muoveva veloce in quegli anni: da correttore di bozze a direttore dei contenuti europei. \u00a0 Era una sorta di corsa all\u2019oro, dal computer con i floppy disk si passava al contenuto digitale su internet e iniziavano a materializzarsi le email..C\u2019era una proliferazione di investitori ed emergeva una nuova economia relativa alla creazione di nuovi affari: come artista guadagnavo un salario decisamente molto decente per iniziare a formare una famiglia. E dopo che quel lavoro fin\u00ec, ne trovai un altro come direttore marketing dei contenuti per una societ\u00e0 online che lavorava con club del calcio, televisioni e musicisti. E\u2019 stato un lavoro stano, ancora una volta un anno passato a lavorare per una societ\u00e0 per cui non avevo alcuna formazione specifica. E facevo queste cose ad un livello abbastanza alto, guadagnando assai bene se rapportato ad un artista\u2026 \u00a0 Le societ\u00e0 son bestie davvero difficili, piene di burocrazia e di giochi di potere politico: le persone si calpestano in testa cercando di guadagnare sempre di pi\u00f9, cercando con ogni mezzo di fare bella figura con i capi\u2026di solito questi ultimi hanno sempre una visione pi\u00f9 saggia del business, ma i loro sottoposti cercano sempre di apparire pi\u00f9 importanti di quello che sono\u2026 Non si tratta necessariamente di lavorare per il puro gusto del lavoro \u2013 e non sono critico nei confronti delle persone, ma del fatto che li si trattava piuttosto di come attrarre pi\u00f9 soldi dagli investitori, si trattava solo di creare pi\u00f9 ricchezza. Anche oggi, vedo questo trend comune. \u00a0 Quel lavoro fin\u00ec grazie al suggerimento combinato di mia moglie, del mio figlio pi\u00f9 giovane e della mia stessa testa circa il tipo di professione che faceva per me. Lei spesso mi diceva che non ero fatto per queste cose, dato che ero troppo sensibile e avevo bisogno di qualcosa per cui fossi veramente appassionato. In tutto quel periodo della mia vita, comunque, lavorai costantemente per progetti d\u2019arte non profit (nel senso che regalavo gratis il mio tempo), cercando di consigliare come mettersi sul mercato o come incrementare il pubblico o i benefattori. Andavo anche sempre a visitare mostre, incontravo persone del settore. Quindi misi s\u00f9 Artprojx che si occupava di creare nuovi filantropi, nuovi collezionisti, nuovi individui magari in grado di usare le proprie ricchezze per sostenere l\u2019arte che ne aveva bisogno. Questi filantropi sostenevano il settore sia con acquisti che con il supporto ai luoghi d\u2019arte, diventando benefattori di gallerie. Allora sembrava inusuale, ma io ero sempre stato interessato a come le persone danarose pensassero di avere un ruolo nel mondo dell\u2019arte, anche se non erano artisti. Io stavo creando un altro modello, non necessariamente il migliore ma uno nuovo, che voleva portare gente, diciamo, alla Tate, all\u2019ICA, al Camden Art Centre e dire: ecco, c\u2019\u00e8 un nuovo pubblico, fate quel che volete perch\u00e9 vi supportino. Questo era prima di Frieze, circa 15-16 anni fa. \u00a0 Quando la societ\u00e0 si chiuse, e io ho iniziato a fare quello che faccio ora, mi imbattei in un amico, il proprietario del Princes Charles Cinema a Londra (<em>\u00e8 nel West End ed \u00e8 il miglior cinema indipendente, con un approccio radicalmente differente dagli altri<\/em>). Volevano sviluppare il loro pubblico e io iniziai a mostrare immagini in movimento firmate da artisti nel contesto del cinema. Ci furono parecchi eventi di successo del genere \u2013 e tanta attenzione dalla stampa, dal pubblico e quindi dalle gallerie, dalle istituzioni: gli artisti vennero da me e mi chiesero di aiutarli a mostrare il loro lavoro. Da allora, ho sempre lavorato per migliorare il posizionamento delle opere di <em>moving image<\/em>, spesso nel contesto dei cinema ma anche in gallerie, musei, istituzioni, fiere \u2013 facendo davvero dei gran passi avanti per essere sicuri che questa fosse considerata ci\u00f2 che \u00e8: una vera e propria forma d\u2019arte. \u00a0 <em>\u00a0<\/em> <em>Abbastanza spesso le gallerie trattano le opere di immagini in movimento con meno importanza di altre forme, e spesso regalano queste opera ai collezionisti che comprano altri lavori. E\u2019 abbastanza difficile sviluppare un qualche tipo di miglioramento in questo campo\u2026<\/em> <em>\u00a0<\/em> Io sono principalmente interessato a sviluppare il pubblico &#8211; e non solo il pubblico dei collezionisti. Il pubblico \u00e8 fondamentale per un artista (ricordi, io ho iniziato facendo l\u2019artista) e poi dopo c\u2019\u00e8 il valore aggiunto della produzione del pezzo. Un buon artista \u00e8 probabilmente pi\u00f9 interessato a fare arte che a fare profitti. \u00a0 Il bisogno ed il desiderio di fare soldi per vivere spesso \u00e8 opposto al bisogno ed al desiderio di fare arte, gli artisti sono confusi. Quel che sto cercando di fare, \u00e8 rendere un evento il migliore possibile, poi i risultati sono l\u00ec per la galleria che deve massimizzarne il potenziale vero. Non c\u2019\u00e8 certo la fila al botteghino per questo tipo d\u2019arte \u2013 come c\u2019\u00e8 per cose tipo opera, balletto, teatro musicale, musica pop. Il mondo dell\u2019arte \u00e8 ancora e sempre una piccola nicchia soprattutto quando si arriva al momento di guardare un lavoro. Ora tutti vanno alle fiere d\u2019arte dove in pochi giorni 50.000\/60.000 persone si trovano in uno stesso edificio, guardandosi l\u2019un l\u2019altro. Sono l\u00ec per essere visti, invece di essere l\u00ec per guardare le opere. E\u2019 veramente un momento di confusione per il mondo dell\u2019arte, cos\u00ec come per altri mondi \u00e8 tutto incredibilmente sociale. \u00a0 <em>\u00a0<\/em> <em>Perch\u00e9 Daata?<\/em> \u00a0 Mi piace la parola Daata e suona come una naturale fusione delle parole Arte e Dato. Quando l\u2019ho scelto eravamo alla fine di un lungo periodo di decisione, ne avevamo oltre 100 da considerare e ne abbiamo scelto uno giusto per iniziare la societ\u00e0. E\u2019 come lo usi che \u00e8 importante e se facciamo bene, il nome sar\u00e0 sinonimo di grandezza. Suona anche un po\u2019 finlandese e ci sono connessioni finlandesi nella nostra compagnia, poi mi sono sempre piaciute due a una accanto all\u2019altra. \u00a0 <em>\u00a0<\/em> <em>Chiunque pu\u00f2 collezionare i lavori su Daata, \u00e8 anche una community (puoi scambiare opere con altri collezionisti)\u2026Ma come lavora esattamente?<\/em> <em>\u00a0<\/em> Non proprio, i collezionisti spesso comprano lavori d\u2019arte per fare un regalo a qualcuno pi\u00f9 che per scambiarli con altri collezionisti su Daata (in ogni caso, non prendiamo commissioni per gli scambi). Come funzioniamo? Prima di tutto commissioniamo (e paghiamo) gli artisti per creare delle opere per la piattaforma (ad oggi, circa 60 sono gli artisti ospitati). Spesso su internet senti storie del tipo \u2018mi dai il tuo lavoro che lo metto su un sito\u2026\u2019. Io non lavoro con fornitori di contenuti ma con artisti. Noi pensiamo che debbano essere i pi\u00f9 rispettati, ci rivolgiamo a quelli di loro che gi\u00e0 apprezziamo altrimenti non lo faremmo. Il nostro <em>marketplace<\/em> \u00e8 ancora in evoluzione. Ci piace quando i media si interessano a noi perch\u00e9 potenzialmente ci aprono una fetta di audience pi\u00f9 ampia ma l\u2019arte non \u00e8 intrattenimento, e non \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 andare facilmente su Amazon. La rarefazione e l\u2019unicit\u00e0 di questo mercato sono veramente importanti. Un prezzo base di $100 dollari \u00e8 tale perch\u00e9 chiunque pu\u00f2 comprare (questo non significa che tutti possono comprare). Vogliamo trattare l\u2019arte meglio di 1$. A volte compro musica online per 0.99 cent ma noi sviluppiamo il nostro modello di business e la nostra politica di prezzo proprio per pagare gli artisti. \u00a0 C\u2019\u00e8 un modello di business nell\u2019industria della musica che prevede migliaia o milioni di acquisti. Non possiamo anticipare migliaia di acquisti quindi dobbiamo avere un prezzo che rifletta il mondo dell\u2019arte: spero cambi in qualche maniera ma non necessariamente del tutto. \u00a0 I lavori che vendiamo non sono da mettere su una mensola e non necessariamente da appendere al muro. Si possono avere sempre con noi, sul nostro monitor, sull\u2019Ipad, sul telefono e mostrarli quando e dove ci va. Offriamo anche collezioni alle istituzioni, abbiamo avuto negoziazioni e anche proiezioni in molte di esse, specialmente in America perch\u00e9 l\u00ec il mercato \u00e8 pi\u00f9 maturo e lo \u00e8 anche il pubblico, in termini di apprezzamento di arte in video ed opere digitali. 108 lavori della nostra <em>Season One<\/em> sono stati regalati all\u2019Hammer Museum. I mondi della tecnologia e del digitale non sono \u2018emergenti\u2019 \u2013 sono gi\u00e0 \u2018emersi\u2019 da un pezzo ma per i musei d\u2019arte \u00e8 ancora un mondo nuovo. \u00a0 Molte istituzioni non sono ancora a proprio agio con file digitali, non sanno cosa farci, diventano nervosi\u2026Cerchiamo di render loro tutto semplice e diretto. \u00a0 Abbiamo sia artisti freschi di laurea che altri molto conosciuti. Collezionisti molto preparati comprano le nostre edizioni dalla piattaforma, come ad esempio la Julia Stoschek Collection, Germania; il KIASMA, Finlandia; la Zabludowicz Collection (Gran Bretagna) ed altri come Robert e Renee Drake, Paesi Bassi. Anche gallerie, come Elizabeth Dee, New York, e Marc Foxx, Los Angeles. In questo modo, le opere hanno anche una vita fuori dalla piattaforma. \u00a0 Lo scopo per noi, sin dall\u2019inizio, \u00e8 sempre stato rendere tutto facile con il download \u2013 e in fare questo abbiamo amministrato tutti gli \u2018incubi\u2019 legali: dai contratti con gli artisti, alla distribuzione (la distribuzione online \u00e8 differente e molto pi\u00f9 complicata di quella offline, quella dei negozi fisici) \u00a0 <em>Daata Editions produce, promuove (e vende) opere d\u2019arte pensate per il web \u2013 e anche poesia con la prossima edizione (la Season Two) che comprende oltre 40 nuovi lavori. Come ti \u00e8 venuta l\u2019idea e che tipo di poesia un collezionista appassionato pu\u00f2 comprare via Daata?<\/em> Gi\u00e0 in verit\u00e0 con la <em>Season One<\/em> ci eravamo resi conto che molti artisti ci davano lavori con forte orientamento testuale, sembravano molto poetici nell\u2019uso del linguaggio e nella loro concezione. Ma quello che facciamo, essenzialmente, \u00e8 mostrare video d\u2019artista e suono: no abbiamo \u2018poetry art\u2019 ma solo poesia d\u2019artista. E\u2019 sempre fatta da artisti. Molti degli artisti con cui lavoriamo usa mezzi differenti \u2013 dalla pittura alla scultura e anche ovviamente mezzi digitali. Quindi un\u2019opera poetica ci deve essere consegnata come un file audio o video, perch\u00e9 attualmente \u00e8 cos\u00ec che mostriamo i pezzi. Magari ci saranno altre forme ancora da creare (e da mostrare, di cui per\u00f2 non sono ancora sicuro). Magari un sito web. \u00a0 Il primo artista in questo ciclo di commissioni \u00e8 stata Tracey Emin che ha creato poesie molto brevi con lei stessa a leggerle. L\u2019immagine sul sito \u00e8 di lei che regge delle note e le legge. Sono stato profondamente emozionato da questo lavoro quando mi \u00e8 arrivato: le sue liriche sono brevi e molto potenti. Talvolta riconosci un grande artista da come \u00e8 semplice il processo della commissione di un lavoro. Certo, comprare un lavoro di Emin per poche centinaia di dollari non \u00e8 comune. Ho saputo di diversi collezionisti che lo hanno fatto. \u00a0 Tutti gli artisti hanno lo stesso prezzo quando iniziano un\u2019edizione con noi nelle differenti sezioni. Un artista appena uscito dalla scuola ha lo stesso prezzo e viene pagato allo stesso modo di uno pi\u00f9 famoso. Tenere il prezzo livellato non \u00e8 relativo a quanti soldi pensiamo di fare. E\u2019 per rendere conveniente il pagare un artista per il giro successivo di commissioni. Gli artisti vengono pagati perch\u00e9 noi abbiamo le vendite, e noi possiamo crescere. Quando fai enormi profitti, hai bisogno di uno staff enorme e quindi tutto diventa come una societ\u00e0 e non la piattaforma di artisti che siamo. La tristezza nel mondo dell\u2019arte \u00e8 che le societ\u00e0 di maggior successo hanno meno da mostrare per loro stessi, potrebbero impiegare persone creative ma generalmente non pagano gli artisti abbastanza. 50, 100 persone impiegate in giro per il mondo da pagare, gli investitori che iniettano soldi, e gli artisti vengono chiamati a fare mostre gratis e produrre gratis. E\u2019 un crimine di cui tutti siamo parte. Online soprattutto, dove siccome siamo abituati a leggere le news gratis pensiamo anche che l\u2019arte debba essere disponibile gratis. <em>\u00a0<\/em> <em>Quando ci siamo incontrati a Venezia mi hai parlato di come ritieni fondamentale cambiare l\u2019attitudine degli insegnanti delle scuole dell\u2019arte verso i loro studenti. Puoi farmi un esempio di insegnamento virtuoso o di comportamento virtuoso dei docenti per promuovere meglio gli skill dei loro studenti?<\/em> Spesso insegno in grandi scuole, ma anche in quelle regionali. Da poco abbiamo lavorato con il Royal College of Art, con la Royal Academy of Arts, il Goldsmiths, la Saint Martins. Ho feedback continui dagli studenti: gli manca un\u2019esposizione con il mondo reale dell\u2019arte. Molti insegnanti sono bravi a insegnare arte e abilit\u00e0 manuale e sono l\u00ec per questo. Ma a volte sono l\u00ec anche perch\u00e9 il loro successo come artisti non \u00e8 cos\u00ec forte e hanno bisogno di un salario, \u00e8 reale ed \u00e8 anche molto salutare oltre che comprensibile. Occorre per\u00f2 una maggiore esposizione e non solo capire le forze di mercato ma anche come le persone possono comunicare e come incoraggiarle, come allevarle. Questo \u00e8 il mio lavoro: lavorare con le persone e non con la pittura ad olio o i mega pixel. L\u2019interazione umana \u00e8 tutto, non quanto io sia brillante ma quanto loro lo siano. Di solto quando insegno agli studenti, spesso mi informo prima su chi sono, prima di incontrarli. Penso sia importante, anzi cruciale. Quello che hai bisogno per sopravvivere al mondo dell\u2019arte \u00e8 conoscere chi \u00e8 l\u2019altro, come andare d\u2019accordo. Talvolta la chimica e la collaborazione sono l\u00ec e mi appassionano molto. Inoltre, essere uno studente d\u2019arte \u00e8 forse la scelta pi\u00f9 costosa: paghi rette altissime per diventare questa cosa dove potrebbe non esserci un guadagno. Spesso insegno a studenti molto giovani \u2013 quelli dei corsi base \u2013 e dico loro: dovete fermarvi ora se capite che non sarete davvero i migliori. Non c\u2019\u00e8 storia. \u00a0 <em>Il tuo traguardo professionale pi\u00f9 importante e quello, su un piano pi\u00f9 intimo, quello personale?<\/em> Di essere stato onesto con me stesso in tutta la mia vita lavorativa. Io lavoro molto da solo e sono un salvatore. Quindi penso che il mio traguardo \u00e8 che consegno quel che prometto di fare. Ambisco sempre ad essere una brava persona quando lavoro con altri. Non \u00e8 sempre possibile se basato soltanto sulla chimica. Il mio traguardo personale \u00e8 aver creato la mia famiglia ed essere insieme, e sposato, con mia moglie da oltre ventidue anni e insieme da oltre venticinque. Mantenere una relazione, allevare i figli, in qualche maniera tenere un tetto sopra le loro teste no so come ho fatto\u2026S\u00ec questo \u00e8 il mio traguardo pi\u00f9 interiore. <em>\u00a0<\/em> <em>Il cibo e la bevanda preferiti?<\/em> Ho in mente un sacco di cibi esotici ma mi sveglio ogni mattina preparando il miglior porridge di sempre con frutta fresca per me e per mia moglie. E\u2019 molto buono. Ho il diabete e sono molto attento a quel che mangio. Non so se definiresti il gazpacho una bevanda, ma \u00e8 la mia preferita! <em>La musica ed il cibo con te ora (e su quale tipo di tavolo sono?)<\/em> Ho diversi libri sul mio comodino ma non li leggo veramente. Leggo di pi\u00f9 online ed un sacco di news. La mia lettura tipica sono di solito articoli da The Guardian o da altri siti di informazione. Mi piacerebbe leggere libri che parlano di esperienze intimamente umane (e vedo molti film su questo, anche altri tipo i thriller per i miei momenti di testosterone!) Quindi, direi, mi piace una storia con due persone, sull\u2019intimit\u00e0: di un uomo e di una donna. Due teste che parlano di qualcosa, anche due donne che s\u2019incontrano a colazione e parlano dei loro giorni o dei giorni a venire\u2026 Leggo e rileggo questi due libri, li ho sul mio comodino da molto tempo ormai (<em>mostra le copertine: quest\u2019intervista \u00e8 in video da Londra a Venezia)<\/em>: <em>The Best Intentions<\/em> di Ingmar Bergman (anceh un film di Bille August, scritto dallo stesso Bergman). Ed un\u2019altra bibbia, <em>The Random House Best XX Century French Poetry<\/em>. La ho da cos\u00ec tanti anni e ancora penso sia una bibbia. Quando corteggiavo mia moglie, spesso compravo questi libri perch\u00e9 mi piaceva l\u2019esterno mentre lei leggeva l\u2019interno e li trovava stimolanti. Ho un\u2019intera serie di libri visti e non letti\u2026Sembra strano, ma mi addormento quando leggo i libri e anche a teatro. Ho poche cose che mi tengono sveglio quando mi ci concentro, ascolto o guardo. Di solito si tratta di arte, danza e musica. Tornando a quel libro, ci sono alcune poesie che mi piacciono specialmente una sul paesaggio rurale di Alain Delahaye. Per andare subito ad una delle domande che so che mi farai, dove mi vedo tra dieci anni, mi sono sempre immaginato alle isole scozzesi a pascere capre. Non penso mi sar\u00e0 mai possibile perch\u00e9 sarebbe dura mantenersi l\u00ec e lavorare da l\u00ec, ma mi piace fantasticare in questo senso\u2026 Vivo a un isolato dal paradiso, un vecchio bosco romano\/sassone che si chiama Highgate Wood: ogni mattina ci vado col cane. In mezzo a quel blocco c\u2019\u00e8 la Northern Line Underground che ti porta a Central London. Quindi hai sia la metro pi\u00f9 urbana che una specie di paradiso, una foresta verde lussureggiante. Penso che questo rappresenti il conflitto dei mondi in cui sto vivendo. La Londra del centro e l\u2019idea di vivere in mezzo al niente. <strong>\u00a0<\/strong> Musica: ho due pezzi che sono due lati dello stesso gusto. Uno \u00e8 Philip Glass, qualcosa che ho in testa sin da quando stavo iniziando le Daata Editions, comprai un brano suonato al piano dalla sua <em>Orphee Suite<\/em> due anni prima di partire, costava 0.99 cent. Quell\u2019acquisto mi ha portato davvero in un nuovo mondo. L\u2019idea di comprare qualcosa online e possederlo mi ha fatto capire cosa volevo fare con il mio sito. L\u2019altra cosa che mi fa andare avanti \u00e8 un po\u2019 indietro ai miei anni dell\u2019adolescenza, quindi un sacco di tempo fa, a met\u00e0 anni Settanta: <em>Baby I love you so <\/em>di Jacob Miller e la versione dub di <em>King Tubbys Meets Rockers Uptown<\/em> di Augustus Pablo. Certa musica mi fa l\u2019amore. <em>\u00a0<\/em> <em>Un talento che hai uno che ti manca<\/em> Mi piace prendermi cura. Questo va dalla mia famiglia ai miei studenti. Non che io abbia qualche potere, \u00e8 qualcosa che voglio fare. Forse risale alla volont\u00e0 di essere madre, di dare la vita. In un momento di crisi o di emergenza la capacit\u00e0 pi\u00f9 grande \u00e8 sapere cosa fare e come trovare la forza, sono abbastanza bravo. Se devo trovare qualcosa in me che ricordi la storia di mio padre forse \u00e8 questa virt\u00f9, immagino lui abbia dovuto fare altrettanto. Dammi un grande incidente d\u2019auto e correr\u00f2 verso di esso invece di correre lontano. <em>\u00a0<\/em> <em>Scrivi anche poesie?<\/em> Quando ero nel momento di innamoramento\u2026Scrivevo sempre poesie a mia moglie. Se ora lo faccio non \u00e8 per giocare con le parole ma per comunicare a qualcuno quanto desideri di stare con lei. Quanto la ami. Quanto incredibile e brillante essa sia. Forse non lo faccio pi\u00f9 tanto come in passato, ma cerco altre vie. Per esempio il mio porridge \u00e8 una versione di quei versi. Quando s\u2019invecchia \u00e8 importante venerarsi, intendo amare le rughe e i capelli grigi. Le parole ed i pensieri che condividi hanno fasi differenti nella vita. Le poesie che scrissi a mia moglie quando le ho chiesto la mano\u2026le ha ora nell\u2019interno della fede nuziale. Le parole per noi sono fondamentali. Nell\u2019anello di Jane c\u2019\u00e8 un verso che io ho fatto incidere, \u00e8 di un poeta italiano e scrittore, Italo Calvino, preso da un libretto di un\u2019opera di Luciano Berio, <em>Un Re in Ascolto<\/em>: \u2018nascosta nel ricordo, c\u2019\u00e8 la memoria silente del nostro futuro.\u2019 Ero ancora uno studente quando assistetti a quell\u2019opera e scrissi questo verso sul muro del mio studio. Racchiude tutto quello che ti ho raccontato della mia infanzia e fino ad ora. Mia moglie l\u2019ha amato nell\u2019interno dell\u2019anello. Indossandolo ogni giorno. Dentro l\u2019anello credo ci siano delle parole che sono molto pi\u00f9 importanti di ogni gioiello che avrei potuto mettere all\u2019esterno. <em>\u00a0<\/em> <em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em> Che la coesistenza umana e la chimica sono il massimo, non l\u2019innovazione tecnologica delle cose, anche se \u00e8 molto importante fare s\u00ec che succeda. \u00a0 \u00a0 Una mostra di Daata Editions dedicata alle architetture per il divertimento LGBT \u00e8 in mostra fino al 24 agosto al BBar, Bauer, ad ingresso libero su Campo San Mois\u00e8 (Venezia) \u00a0 Per scoprire la creatura di David Gryn, Daata Editions: <a href=\"https:\/\/daata-editions.com\/\">https:\/\/daata-editions.com\/<\/a><\/p>\n<p><script src=\"https:\/\/www.moovmanage.com\/public_api\/moovad_overlay\/21038\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 La tua storia \u2013 l\u2019infanzia, la famiglia, sin da dove sei nato \u00a0 Bene, sono nato a New York &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/david-gryn-londra\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7748,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[4927,4921,18,4917,2987,4916,4915,4923,4925,4940,4933,4929,4939,240,4934,4922,4938,4926,202,4931,2395,4930,4928,4936,4935,4932,4924,4920,17,4919,4918,4937],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7698"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7698"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7698\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7804,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7698\/revisions\/7804"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7748"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7698"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7698"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7698"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}