{"id":8061,"date":"2019-06-18T03:45:24","date_gmt":"2019-06-18T03:45:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=8061"},"modified":"2019-06-25T08:41:42","modified_gmt":"2019-06-25T08:41:42","slug":"lultima-notte-dellanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/lultima-notte-dellanno\/","title":{"rendered":"L&#8217;ultima notte dell&#8217;anno"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A quest\u2019ora di sera i muri della scuola sembrano pi\u00f9 solidi e disegnano a carboncino corridoi e aule, mentre le finestre opache lasciano filtrare la penombra in luce artificiale di Genova che vive l\u00e0 fuori. Da una di queste finestre, che si apre dopo una breve e inutile resistenza, entra una giovane donna. Ha con s\u00e9 un bambino di circa due anni e un grosso borsone. La sua mano destra \u00e8 fasciata da un fazzoletto macchiato di sangue rappreso e sporcizia. La giovane donna si muove con sicurezza nell\u2019oscurit\u00e0 dei corridoi, sistema le sue cose e il bambino in un\u2019aula, poi s\u2019infila nell\u2019infermeria per pulire e medicare la ferita, mentre ignora deliberatamente il suo cellulare che continua a vibrare. Anche se lei crede che la scuola sia vuota non \u00e8 cos\u00ec: dall\u2019altra parte dell\u2019edificio, Antonio, l\u2019anziano custode, sta cercando di attivare l\u2019allarme che solo poco prima ha disattivato, visto che si era messo a suonare senza motivo. I suoi tentativi per fargli accettare il codice sono vani, cos\u00ec in attesa che gli venga un\u2019idea, si rassegna a trascorrere quell\u2019ultima sera dell\u2019anno sul divanetto, davanti alla tv nell\u2019ufficio del preside, sorseggiando un whisky mediocre, trovato tra i cesti natalizi accatastati sulla scrivania. \u00c8 dopo un paio di bicchieri che vede passare nel corridoio un bambino che caracolla incerto e piange. Per assicurarsi che ci\u00f2 che ha visto sia reale e non frutto dell\u2019alcol, Antonio si alza, non senza fatica, lo segue e dopo averlo raggiunto lo prende in braccio con il gesto goffo di chi tiene un gatto distante per paura di essere graffiato. In quella posa lo sorprende la giovane donna che \u00e8 accorsa al pianto del bambino. Antonio le restituisce il piccolo e le ordina di andarsene perch\u00e9 l\u00ec dentro non pu\u00f2 restare. Lei gli chiede di ospitarli solo per una notte: il piccolo ha la febbre e non sanno dove andare. L\u2019uomo si accinge a portare fuori il bimbo in lacrime sicuro che anche lei lo seguir\u00e0 ma la ragazza rimane in mezzo al corridoio a fissarlo. A questo punto il custode si ferma: l\u2019ha riconosciuta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Estratto del soggetto de <em>L\u2019ultima notte dell\u2019anno<\/em> primo lungometraggio di Angelo Cretella, che lo firma insieme a Giusi Marchetta, Marco Racca (produttore Alfonso Santoro).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Leggi l\u2019intervista ad Angelo Cretella <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/angelo-cretella-succivo-2\/\">qui<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Immagine di copertina: Theaster Gates, <em>A Portion of the Team Lives in Heaven<\/em>, 2016<\/p>\n<p>Foto: Delfino Sisto Legnani Studio &#8211; Courtesy Fondazione Prada: la mostra \u00e8 aperta nella sede di Milano fino al 25 settembre 2016<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A quest\u2019ora di sera i muri della scuola sembrano pi\u00f9 solidi e disegnano a carboncino corridoi e aule, mentre &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/lultima-notte-dellanno\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8077,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14],"tags":[5190,69,4150,2934,1103,5189,192,5248,5249,2505],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8061"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8061"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8061\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13768,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8061\/revisions\/13768"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8077"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}