{"id":81,"date":"2011-04-24T14:35:56","date_gmt":"2011-04-24T14:35:56","guid":{"rendered":"http:\/\/slowords.turturiello.com\/?p=81"},"modified":"2014-05-29T19:21:49","modified_gmt":"2014-05-29T19:21:49","slug":"nicola-toffolini-inventore-di-mondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/nicola-toffolini-inventore-di-mondi\/","title":{"rendered":"Nicola Toffolini. Inventore di mondi"},"content":{"rendered":"<p><em>Lussureggiante prato verde della lunghezza lineare di un metro e 10 grilli<\/em>. <em>Centometriquadri di verde acido<\/em>. I titoli delle opere oppure delle performance della sua compagnia\/palindromo, <i>Cosmesi<\/i> \u2013 assolutamente letterali \u2013 aprono il mondo di Nicola Toffolini, uno degli artisti visivi italiani pi\u00f9 promettenti e talentuosi.\u00a0Toffolini \u00e8, non certo azzardiamo, la versione attualizzata di Leonardo: indaga la creazione smontandola pezzo per pezzo e rimontandola con una grammatica implacabile, esteticamente totalizzante, precisa come un mondo, tutte le volte nuovo, che si muove e si estende verso ogni direzione (inclusa densit\u00e0, struttura neurale e molecolare delle azioni, il dopo e il prima, la durata bergsoniana \u2013 anche quando si tratta di un disegno o di una scultura).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019abbiamo conosciuto quasi dieci anni fa quando ha vinto un premio per l\u2019arte e l\u2019innovazione a Milano, Techn\u00e8 2, con \u201cNaturale che piove: fare il bello e il cattivo tempo\u201d. E\u2019 stato premiato per un giardino (vero e pulsante) inscatolato dentro una chirurgica ma munifica serra di acciaio, che donava linfa, acqua, protezione e temperatura costante alle piante. Tutto progettato e prodotto dall\u2019artista, che quando invece si diletta con la performance, crea e costruisce molto pi\u00f9 che una stanza dove far agire la sua met\u00e0 coreografica, Eva, e dove far viaggiare spettatori increduli ed estatici. Crea un media vivo che viaggia, sicuro, verso il remoto spazio della mente che <i>Cosmesi<\/i> vuole rappresentare. Un mondo che, sempre, alla fine, gli spettatori si portano a casa e fanno proprio. Molto pi\u00f9 di un rossetto o di un kajal. Un tratto di cosmesi permanente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; possibile sia trovarlo in musei, biennali e fondazioni che calcare i palchi di Dr\u00f2 de Sera e Sant\u2019Arcangelo, tra gli altri festival a cui \u00e8 stato invitato. Questa \u00e8 una mia intervista a Nicola pubblicata su CultFrame nel 2011, alla vigilia dell\u2019apertura della Biennale dei Giovani Artisti di Monza, mentre l\u2019artista si dedicava ai numerosi progetti aperti sul suo desktop. Il suo nuovo sito \u00e8 un archivio prezioso che racchiude tutte le sue creazioni (disegni, opere, performance) divise per anno.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>\u2028Architetto, artista, performer, coreografo, inventore di mondi. Quale parte di te preferisci, quella con cui ti senti pi\u00f9 completo o pi\u00f9 autentico?<\/i><\/p>\n<p>Cerco solo banalmente di inseguire un\u2019idea e di formalizzarla col mezzo con cui sento-penso meriti essere concretizzata. Per il resto preferisco curiosare e cercare di fuggire il pi\u00f9 possibile dalle classificazioni. Mi sento a mio agio quando riesco a sentirmi ancora mobile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Il tuo progetto di ricerca Cosmesi, nato nel 2001, ti ha permesso di indagare in modo originale e superlativo il territorio della performance e del design. Come \u00e8 nata Cosmesi? Che cosa ha rappresentato per te come artista visivo calcare le scene di festival come Sant\u2019Arcangelo o Mittlefest? Che influenza la tua arte ha avuto sulla performance e viceversa?<\/i><\/p>\n<p><i>Cosmesi<\/i> nasce tra il 2001 ed il 2003 quando con Eva Geatti decidiamo di voler provare a dare forma e mettere in scena le nostre idee in ambito teatrale. Abbiamo inteso <i>Cosmesi<\/i> un modo per transitare liberamente tra le discipline e di coinvolgere, a seconda delle specificit\u00e0 dei progetti, tutte le figure che potevano contribuire a sviluppare ci\u00f2 che ci frullava in testa. Sviluppare un progetto in teatro \u00e8 un fare fortemente condiviso, un continuo confronto complesso ed estenuante che confluisce in quegli attimi sospesi in cui lo spettacolo ha poi vita. Al di l\u00e0 del prestigio del luogo o del festival che ci ospitano e che al limite possono aumentare le sole responsabilit\u00e0, trovo sempre sorprendente il denso senso di complicit\u00e0 che si instaura durante la replica di uno spettacolo, quando il fare di tutti confluisce in un unico flusso\u00a0puntuale\u00a0di azioni coordinate, come in un sentire comune, cosa che difficilmente ritrovo nell\u2019altra parte del mio lavoro dove a prevalere restano le mie sole decisioni; da ultimo il confronto diretto col pubblico che rende ogni evento in teatro.\u00a0Le idee e le suggestioni poi transitano avanti ed indietro da <i>Cosmesi<\/i> al mio fare e viceversa con estrema naturalezza.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Nell\u2019ultima pi\u00e8ce di Cosmesi che abbiamo visto, PERIODONERO allo Spazio Pergolesi in collaborazione con uno dei pochi teatri di Milano con una stagione convincente (Teatro I), hai lavorato grazie al supporto dello ZKM di Karlsruhe: avresti potuto trovare lo stesso sostegno in Italia?<\/i><\/p>\n<p>Abbiamo lavorato anche con lo ZKM di Karlsruhe\u2026 La produzione del lavoro \u00e8 tutta italiana ed oltre a Cosmesi stessa abbiamo beneficiato del supporto del CSS \u2013 Centro servizi e spettacoli di Udine, che sostiene da un triennio il nostro fare e di Centrale Fies di Dr\u00f2, dove lo spettacolo ha debuttato nel 2009. Lo ZKM \u00e8 stata la vera ciliegina sulla torta. Avevamo la necessit\u00e0 di lavorare in <i>chroma key<\/i>\u00a0e ci hanno concesso in pi\u00f9 puntate studi e macchine per eseguire le riprese. Inutile dire che questa struttura \u00e8 realmente incredibile e difficilmente immaginabile per il nostro paese: un vero colosso votato alla ricerca nell\u2019ambito delle arti e delle nuove tecnologie multimediali, con sostegno pubblico e privato e l\u2019entit\u00e0 degli investimenti \u00e8 palese\u2026 \u00e8 un manifesto concreto della fiducia di politica ed imprenditoria verso le potenzialit\u00e0 dell\u2019operato di artisti e ricercatori\u2026<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>\u201cMi spengo in assenza di mezzi\u201d \u00e8 un j\u2019accuse verso l\u2019assenza assoluta di interesse verso l\u2019industria del teatro contemporaneo da parte delle nostre istituzioni. E\u2019 cambiato qualcosa?<\/i><\/p>\n<p>L\u2019assenza di investimenti e di politiche lungimiranti riguardo al teatro, all\u2019arte, alla cultura in tutti i suoi vari aspetti e alla ricerca in generale mi pare sia dato evidente a tutti e su cui non valga la pena\u00a0di insistere oltremodo. Piuttosto gli aspetti che pi\u00f9 ci fa pi\u00f9 impressione in quest\u2019ultimo periodo si stanno spostando su fruizione ed offerta: la progressiva erosione del pubblico, ridotto sempre pi\u00f9 spesso a cerchie ristrette di addetti ai lavori, o ancor peggio conformista ed eterodiretto, asservito a dinamiche di ridondanza comunicativa (oramai indistintamente a tutti i livelli dal <i>mainstream<\/i> alla ricerca); una produzione e distribuzione sempre pi\u00f9 standarizzata e omologata al ribasso, tutto ci\u00f2 che non fa numero non trova spazio, tutto ci\u00f2 che non si allinea o che si pone in modo critico-problematico viene sistematicamente eliso.\u00a0L\u2019appiattimento \u00e8 la diretta ed inevitabile conseguenza. Se le idee che circolano sono sempre meno e sempre meno le persone coinvolte, l\u2019impoverimento \u00e8 di tutti.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>Sei un fruitore entusiasta delle automazioni e delle tecnologie audiovisive oppure ti interessa entrare nel \u201cmeccano\u201d della creazione e trovare le tue risposte tecnologiche ai bisogni delle tue opere? Penso al premio Techn\u00e8 a cui hai partecipato e vinto diversi anni orsono.<\/i><\/p>\n<p>Tecnofilo o tecnofobo a seconda\u2026 e nei lavori emerge spesso questa natura bipolare. Cerco di indagare le potenzialit\u00e0 espressive di alcune componenti tecnologiche cercando il pi\u00f9 possibile di non farmi incastrare dall\u2019ostentazione del semplice tecnicismo. L\u2019innovazione fine a se stessa e il gioco dell\u2019obsolescenza sistematica delle tecnologie di consumo mi riguardano poco\u2026 sempre meno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;-<\/p>\n<p>Nicola Toffolini (1975) vive e lavora tra Firenze e Cosiano (Udine), dove \u00e8 nato. Artista, performer, designer ha una formazione di architetto. Ha esposto mostre personali in importanti spazi pubblici e privati, gallerie e fondazioni tra cui: Biagiotti Firenze; Rocca Estense (San Martino in Rio); Not Gallery Napoli; LipanjePuntin Artecontemporanea; Istituto Italiano di Cultura di Lubiana; Placentia Arte, Piacenza; Villa Manin, Passariano.<\/p>\n<p>Tra le collettive e le fiere, tra gli altri: ArteFiera, Private Garden, Loft Project,\u00a0San Pietroburgo; Artissima e Parco Arte Vivente, Torino; Expo Shangai 2010; Shanghai Urban Planning Exhibition Center, Shanghai, Palazzo Re Enzo e Pinacoteca, Bologna; Isola di Sant\u2019Erasmo, Venezia; Palazzo Strozzi, Firenze; Brown Project Space, Milano; Istituto Italiano di Cultura, Madrid, GC.AC Monfalcone; Riccardo Crespi, Milano; Mole Vanvitelliana, Ancona; Orto Botanico, Palermo e Parma; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; MUAR Mosca.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.nicolatoffolini.it\">www.nicolatoffolini.it<\/a><\/p>\n<div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lussureggiante prato verde della lunghezza lineare di un metro e 10 grilli. 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