{"id":8472,"date":"2016-11-01T07:47:48","date_gmt":"2016-11-01T07:47:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=8472"},"modified":"2016-11-09T09:14:16","modified_gmt":"2016-11-09T09:14:16","slug":"kristiane-berlino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/kristiane-berlino\/","title":{"rendered":"Kristiane, Berlino"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua storia con due precisi accenni: l\u2019infanzia e l\u2019et\u00e0 attuale <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono una food designer, vivo a Berlino ma sono nata e cresciuta nel sud della Germania, a Monaco. La mia famiglia ha sempre messo in cima alla lista la salute ed uno stile di vita sostenibile. Sono stata allevata con valori comuni e ho imparato, sin dalla mia infanzia, molto a riguardo del cibo e delle sue differenze. Davvero, sai, il cibo pu\u00f2 cambiare assai la tua salute, il benessere e la concentrazione. Io lo sento subito non appena mangio qualcosa che mi rallenta.<\/p>\n<p>Questa, quindi, \u00e8 stata la prima ed importante sezione: conoscere il mio corpo e imparare tutto sul cibo. Mi accompagna ancora, sin da allora, Durante il lavoro e le mie sperimentazioni. Ho quasi (il 12 novembre!) 26 anni e gli ultimi sono stati molto intensi: ho imparato moltissimo su di me, sul cibo e sul design.<\/p>\n<p>Per l\u2019inizio di ogni progetto cerco di avere un\u2019impressione dell\u2019evento o del cliente. Di cosa potrebbe sapere? E come si sentiranno le persone che mangeranno? Certo, dovr\u00f2 farli felici ma a parte questo \u00e8 anche assai interessante condurli a farsi delle domande. Cosa c\u2019\u00e8 qui dentro? E perch\u00e9 non me ne sono accorto? Sono domande che accadono quando giochi con ingredient che non sono tradizionalmente usati per i dolci e quindi non te ne accorgi a prima vista. Per esempio le melenzane, i cetrioli, il finocchio, le zucchine\u2026<\/p>\n<p>Le persone si fondono con i pezzi che mangiano.<\/p>\n<p>Dopo aver trovato il gusto preciso e perfetto del progetto, mi metto a progettare e disegnare. Ogni layout significa una sfida nuova. Lavoro anche con la statica e le costruzioni architettoniche, con semplici disegni e cercando di indovinare le combinazioni di colori e le strutture delle superfici. E\u2019 sempre molto bello vedere le persone che prima vedono il mio cibo e pensano non sia edibile e poi, se edibile, pensano che di sicuro non sia saporito. L\u2019unico punto di attrazione \u00e8 sicuramente l\u2019odore delle mie sculture. E l\u2019odore \u00e8 di solito molto forte e gustoso. Quindi, ogni volta per chi mangia il mio cibo \u00e8 una sorpresa doppia sia per gli occhi sia per i sensi.<\/p>\n<p>Tutto questo stupor fa s\u00ec che si ricordino di esso..<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua idea di \u2018progetto da mangiare\u2019 o di \u2018arte da mangiare\u2019 sembra venire dal futuro perch\u00e9 applichi concetti e anche previsioni insieme senza dimenticare di dare un\u2019esperienza fisica totale, a cominciare dall\u2019istinto dell\u2019appetito.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sembra che metti una serie di cose insieme per chi mangia le tue torte: la scultura, i pezzi di arredo o il particolare set che disegni per esse, altri pezzi d\u2019ambiente che sono esperienze coese a quella del mangiare, la forma dei dolci come se fossero dei preziosi.<\/em><\/p>\n<p><em>Fai tutto questo perch\u00e9 secondo te l\u2019atto del mangiare crea (e aumenta) gli spazi sociali e le geografie non viceversa?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Penso che possa essere entrambi. Certo, di sicuro gli spazi di relazione e le geografie creano cibi. Ad esempio gli gnocchi dall\u2019Italia, il Ramen dal Giappone e la salsiccia dalla Germania. Queste sono, possiamo dire, le strutture originarie. Ma in questi giorni ogni cuoco e ogni cucina in ogni paese gioca su queste \u2018barriere. Cerca di fonderle. Ad esempio sperimentando con l\u2019intera gamma di ingredient da ogni parte del mondo ma mischiandli con determinati aroma locali, insomma <em>fusion<\/em> di tutti i tipi di ricette. Od, ancora, usando solo ingredienti regionali e di stagione ma cucinando con tecniche usate dall\u2019altra parte del mondo. Direi che la riflessione e l\u2019elaborazione sono le parti pi\u00f9 importanti della crescita professionale e della creazione di qualcosa di meglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Col mio lavoro voglio, come giustamente dici, creare uno spazio sociale, creare qualcosa; le persone \u2013 che hanno aspettative sul cibo, sul piacere e sulle estetiche \u2013 possono star bene e fare esperienza e nel contempo essere parte del processo. Io creo installazioni mutevoli, che cambiano anche quando ho finito di lavorare sulla scultura e sull\u2019installazione.<\/p>\n<p>E cambiano attraverso chi le mangia. Dobbiamo, ad esempio, consumare oggetti edibili tutti nello stesso modo? Devono, questi oggetti, essere tutti uno uguale all\u2019altro?<\/p>\n<p>Le installazioni di cibo comprendono anche gli ospiti per cui sono fatte.<\/p>\n<p>E\u2019 solo per poco tempo, poi spariscono, ma allo stesso tempo anche restano nei pensieri delle persone. Per me \u00e8 sempre una cosa nuova. Talvolta gli arredi che mostrano il cibo sono importanti, talvolta lavoro senza. Quello che non cambia \u00e8 il modo in cui le persone mangiano, sempre con le mani. Questo rende l\u2019atto del cibarsi pi\u00f9 primigenio e puro, torna indietro a quando per mangiare occorreva guardare cosa si metteva in bocca e quindi lo si faceva con le mani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni volta che creo un nuovo concept, lascio evolvere l\u2019intera cornice dell\u2019installazione e per questo faccio qualsiasi cosa possibile. Talvolta uso del cement, qualche altra volta effetti di luce, oppure metallo o composizioni di materiali sospesi.<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa, immutevole. Uso solo cibo ed ingredienti freschi, naturali e di altissima qualit\u00e0. Conosco bene il nutrimento e non potrei servire nulla che io stessa non dovrei mangiare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Quale \u00e8 stata la scintilla interiore che ti ha portata a lavorare in questo ambito e con questo approccio \u2018architetturale\u2019 e \u2018sculturale? Hai dei maestri che ti hanno illuminata?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hmmm nessun maestro, direi. Vengo dal settore della pasticceria, ho visto ed imparato tantissimo l\u00ec. E quando ho archiviato il fatto di essere in grado di fare tutto e bene, ho capito che non faceva per me nel lungo termine. Quindi sono andata per la mia strada e ho cominciato a fare il mio lavoro. Lavoravo in una famosissima pasticceria Viennese, e alla fine dirigevo una sezione di essa. Si trattava di progettare torte, occuparsi dei clienti, fare i conti, dirigere un gruppo di colleghi. Il mio supervisor, ed amica, era Anika e mi ha insegnato cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p>Quando iniziai ero cos\u00ec timida, prima ho imparato ad avere pi\u00f9 fiducia in me stessa \u2013 \u00e8 importante sia per te che per i colleghi (oltre che per i clienti). Ho poi imparato da lei come lavorare perfettamente con decorazioni eccezionali \u2013 e molto oltre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ed eccoci qui, il mio nuovo atelier in Prenzlauer Berg (Berlino) sar\u00e0 pronto all\u2019inizio del 2017 e sar\u00e0 uno spazio bellissimo, rifletter\u00e0 il mio stile<\/p>\n<p>Dovresti venire a trovarmi quando \u00e8 pronto.<\/p>\n<p>Ho alcuni modelli di persone che hanno vissuto e lavorato in un modo che ammiro profondamente. Ma nessuna di loro \u00e8 una persona famosa!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per me lavorare duro \u00e8 importante e lo \u00e8 anche non allontanarmi dai miei valori sia nei progetti che nella mia professione. Voglio tenermi genuina e non voglio dimenticare l\u2019altro lato, quello degli impiegati che lavorano per me. Penso questo accada finance troppo spesso. E non voglio neanche smettere di riflettere e di crescere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che relazione hai con i limiti nel progettare il cibo, ad esempio le intolleranze? <\/em><\/p>\n<p><em>Oltre alle torte, hai anche progettato \u2018arte da mangiare\u2019 con gusto salato?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo l\u2019essermi scoperta allergica, conosco quella terribile sensazione quando sei davvero dispiaciuta di non poter mangiare qualcosa oppure quella che, quando puoi mangiare certo cibo che non ti causa intolleranza, sa di un biscotto vecchio e secco, che non ti va proprio di ingoiare. Non solo non \u00e8 gustoso, ma ti costa anche il triplo di un cibo per non intolleranti!<\/p>\n<p>Grazie alle mie ricerche, posso creare farciture e sapori che non dimenticano l\u2019importante ricompensa del gusto! Certo, per ogni progetto occorre esaminare quale intolleranza si affronta e spesso le opzioni sono limitate ma anche in un range molto stretto puoi sempre creare, credimi, qualcosa di straordinario.<\/p>\n<p>Lavoro anche con ingredienti salati, ma per ora solo nelle installazioni di pasticceria\u2026.Tuttavia chi sa questo dove mi porter\u00e0\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il traguardo pi\u00f9 importante come food designer e quello pi\u00f9 private?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Penso che il pi\u00f9 importante sia quello di aver visto che chi mangia ha capito il pensiero che c\u2019\u00e8 dietro. Lavoro senza compromessi sia sulla qualit\u00e0 che sul design e vedere come questo arrivi alle persone alle mostre o agli eventi \u00e8 fantastico, dato che per certe cose non c\u2019\u00e8 mai abbastanza comprensione ed accoglimento in genrale. Certo, il mio lavoro non \u00e8 per tutti ma \u00e8 per qualcuno e questo qualcuno trova sia le domande che le risposte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Cosa ti da la tua attuale citt\u00e0 e cosa dai in cambio?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Berlino mi da molti podii ed eventi per il mio lavoro, l\u2019opportunit\u00e0 per conversare con persone giovani e creative, qui anche quasi tutti i manager importanti sono in un certo modo rilassati ed interessati. Qui raggiungere le persone giuste \u00e8 pi\u00f9 facile, perch\u00e9 sono cadute da un tempo le barriere tra le classi.<\/p>\n<p>Oltre a tutto ci\u00f2, l\u2019industria del cibo \u00e8 super interessante in citt\u00e0. Ci sono un sacco di cuochi creativi ed ambiziosi e tanti buoni ristoranti dove anche i giovani si sentono subito a proprio agio (almeno in molti di essi), perch\u00e9 sono sempre pi\u00f9 quelli rilassati che quelli legnosi. Questo \u00e8 molto importante perch\u00e9 la comunit\u00e0 appassionata di cibo qui \u00e8 molto stretta.<\/p>\n<p>Hmmm, cosa do io a Berlino? Immagino che io sia una parte che costruisce un ponte tra cibo e design. Entrambi sono importanti per me ed immagino per molte altre persone che vivono qui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Una cosa bella capitata di recente?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono cos\u00ec tante al momento! Il mio nuovo atelier, le mostre e i progetti, dovrei dire. Ed anche una collettiva in cui sono stata invitata alla Berlin Art Week, un sacco di visitatori hanno apprezzato la mia installazione! Questo delle mostre \u00e8 uno dei modi che uso per aprire il mio lavoro a chiunque, non solo a chi me lo commissiona. Di solito i miei clienti sono agenzie, societ\u00e0, coppie che si spostano o chi fa party privati e quindi quel che faccio \u00e8 sempre riservato ad un ristretto numero di invitati.<\/p>\n<p>E\u2019 sempre molto carino per me quindi riuscire a servire le mie creazioni anche per chi non si sente di pagare per una installazione stravagante e lussuosa: possono venire a vederla, a gustarla e a farne esperienza con le mostre!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quando non cucini per lavoro, cosa ti piace?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A casa mi piacciono ingredienti freschi ma non sono ricordata tra gli amici per un piatto in particolare. Mi piace cucinare con e per gli amici e sono sicura che anche loro impazziranno per il mio nuovo atelier cos\u00ec come me: l\u00ec avr\u00f2 molto pi\u00f9 spazio e atmosfera per cene con chi amo. Mi piace sia il cibo salato che quello dolce. Deve essere ben stagionato e per i dolci (cos\u00ec come accade al lavoro) preferisco quelli poco dolci fatti con ottimi ingredient per creare il gusto pi\u00f9 eccezionale possibile.<\/p>\n<p>Il cibo pu\u00f2 essere preparato sia in modo sempliche che complicato, per me fa lo stesso: alle volte ti piace in unmodo e alle volte lo vuoi in un altro. Bere vino e ascoltare buona musica completa il quadro perfetto per me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>E cosa ti piace bere?<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>Vino rosso, e anche scotch.<\/p>\n<p>Se un cocktail, mi piace un fantastic Gimlet (raro trovarlo) o un Old Fashioned. Ma quando devo lavorare tanto, bevo solo t\u00e8 e un bicchiere di rosso la sera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La musica ed il libro con te ora e dove \u00e8 poggiato?<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi piace la musica classica (Chopin, Beethoven), il Rock\u2019n\u2019Roll e cose tipo Ray Charles, Otis Redding, Robert Palmer, ma anche ottima elettronica (Darkside, Stimmig, Group Rhoda, Moderat, Nicolas Jaar) cos\u00ec come cose lente e malinconiche come Tindersticks, Douglas Dare, Marc Hollis e James Blake.<\/p>\n<p>Libri, al momento (leggendolo lentamente perch\u00e9 non ho molto tempo) ho sul comodino <em>Die Welt von gester<\/em> di Stefan Zweig.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il posto dove sei riuscita a vivere lentamente se \u00e8 mai accaduto sinora?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho vissuto in Australia con un ex fidanzato qualche anno fa. L\u00ec lo stile di vita \u00e8 lento. Tutti si godono la vita, non si stressano poi mica tanto e tu impari ad adattarti a questo e a rilassarti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che hai, uno che ti manca?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Penso quello di restare calma anche nei momenti di maggiore stress. Ho bisogno di tempo per far evolvere una nuova creazione e poi mi sento tranquilla, non importa quello che succede durante, riesco a restare professionale. Del pari, devo avere qualche talento anche nel mettere assieme colori, forme e combinazioni di gusti J<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi manca usare bene il computer. I miei genitori lavorano nell\u2019IT ma io non ho preso molto da loro. Certo, imparo mentre ci lavoro ma sono disadattata!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato, sin qui, dalla vita?<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Che \u00e8 sdolcinata ma \u00e8 vera. E che quando senti (e segui) i tuoi istinti, di solito non sbagli. Se ti pieghi per qualcosa, non funziona per molto. E\u2019 importante restare interessati a qualcosa, lavorarci s\u00f9 e intersecare tutto questo ad una reale conoscenza ed ai sentimenti, al duro lavoro cercando di seguire degli obiettivi. Potrebbero cambiare nel tempo ma non importa, il processo \u00e8 del pari importante. In questo modo non sbaglierai pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>http:\/\/www.kristianekegelmann.com\/<br \/>\nhttps:\/\/www.facebook.com\/kkegelmann\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua storia con due precisi accenni: l\u2019infanzia e l\u2019et\u00e0 attuale &nbsp; Sono una food designer, vivo a Berlino &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/kristiane-berlino\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8473,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[18,3877,3735,5648,1070,5644,753,5641,5643,5653,5646,1513,5651,5650,199,5640,5652,5642,5647,3906,5649,3010,5645],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8472"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8472"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8472\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8527,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8472\/revisions\/8527"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}