{"id":8622,"date":"2016-12-01T12:51:25","date_gmt":"2016-12-01T12:51:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/?p=8622"},"modified":"2017-11-16T18:39:33","modified_gmt":"2017-11-16T18:39:33","slug":"porto-lorto-lampedusa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/porto-lorto-lampedusa-2\/","title":{"rendered":"P&#8217;Orto l&#8217;Orto, Lampedusa"},"content":{"rendered":"<p>Lampedusa, la maggiore delle isole Pelagie che in Siciliano si chiama \u2018Lampidusa\u2019, si trova nel Canale di Sicilia e fa provincia con Agrigento. E\u2019, quindi, nel cuore delle rotte migratorie pi\u00f9 calde del pianeta \u2013 e non certo da oggi. E\u2019 il primo avamposto d\u2019Europa verso la Tunisia. Dirimpettaia dell\u2019Africa, lato Libia, lo \u00e8 anche una curiosa isola greca, Gavdos \u2013 isolata, pi\u00f9 grande, con solo 152 abitanti. Insieme a Malta, le Pelagie e Gavdos sono l\u2019ultima corona frammentata d\u2019Europa prima dell\u2019Africa. Queste isole sono spesso approdi obbligati per tutti quelli che nel nostro continente arrivano via mare e non riescono a compiere il loro viaggio fino alla destinazione naturale (spesso le coste siciliane o calabre, nel caso dell\u2019Italia). Secondo le stime dell\u2019OIM, nel 2015 l\u2019Europa ha ricevuto oltre un milione di rifugiati (quota 2015, secondo l\u2019OIM, quadruplicata dal 2014), benintesosi parla qui solo di quelli arrivati vivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Lampedusa, e la cifra \u00e8 per difetto perch\u00e9 non conteggia altri tipi di rintracci a terra, ne sono sbarcati circa 21.160 nel 2015 (Fonte: <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/solidarieta\/immigrazione\/2016\/01\/07\/news\/flussi_migratori_12_mesi_di_sbarchi_in_europa-130787694\/\">Repubblica Immigrazione<\/a>). L\u2019isola si estende per 20 chilometri quadrati ed insieme a Linosa conta circa 6000 abitanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lampedusa, le cui origini si perdono nella civilt\u00e0 greca, ha iniziato dal 2014 un lungo cammino con <em>Terra!<\/em>Onlus per avere il suo primo lotto di orti comunitari \u2013 pianificati seguendo metodi di agricoltura naturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un orto di questo tipo \u00e8 in primis, secondo i suoi ideatori, un luogo di aggregazione e di coesione sociale. E\u2019 tanto pi\u00f9 importante qui, dove la comunit\u00e0 di residenti \u00e8 spesso lasciata sola nella strenua e titanica opera di accogliere tanti migranti di ogni nazionalit\u00e0 ogni giorno dell\u2019anno.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 <em>lampidusana <\/em>manca di \u2018collante\u2019: specialmente i suoi membri pi\u00f9 fragili, chi ha cio\u00e8 disabilit\u00e0 fisiche e psichiche (gli ospiti del locale centro diurno). Questi ultimi, grazie agli orti comunitari incontrano tutti i giorni, nel succedersi delle stagioni, gli altri membri di una comunit\u00e0 variegata: produttori, agricoltori, giovani cittadini che non sempre hanno una vita semplice e che devono dividere, non essendo ricchi, la loro terra con migranti e rifugiati dal vicino Oriente ed oltre \u2013 ancora pi\u00f9 poveri e pi\u00f9 bisognosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Incontriamo Silvia Cama, responsabile del progetto, per scoprire di pi\u00f9.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>P\u2019Orto L&#8217;Orto di Lampedusa<\/em>, <em>la vostra impresa fa nascere pi\u00f9 di una curiosit\u00e0: una comunit\u00e0 resistente come Lampedusa si \u00e8 allontanata dalle sue radici agricole? Oppure non era abituata agli orti comunitari od ancora alle coltivazioni naturali? Spiegaci qualcosa in pi\u00f9\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il ruolo che riveste, o che potrebbe rivestire, l\u2019agricoltura nelle piccole isole \u00e8 un tema di notevole importanza se pensiamo alla fragilit\u00e0 di questi agro-ecosistemi e ai tanti valori ad essi connessi: la conservazione di specie e variet\u00e0 selezionate nei secoli in contesti ambientali estremi, la conservazione della cultura materiale, l\u2019effetto positivo sulla biodiversit\u00e0 \u201dselvatica\u201d cio\u00e8 delle piante e animali ad essa legati, i valori paesaggistici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 qualche anno fa, in un articolo a firma di Tommaso La Mantia e Francesco Sottile dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo e di Riccardo Valentini dell\u2019Universit\u00e0 della Tuscia, \u201cPiccole isole, l\u2019agricoltura che fa bene all\u2019ambiente, da Lampedusa a Lipari\u201d, veniva messo in risalto il ruolo che l\u2019agricoltura ha svolto e svolge tuttora in alcune piccole isole.<\/p>\n<p>Nelle piccole isole come Lampedusa, alcune delle Eolie e delle Egadi, l\u2019agricoltura appare misconosciuta, come se non potesse pi\u00f9 avere un ruolo n\u00e9 per le economie locali n\u00e9 per l\u2019ambiente. Eppure &#8211; se pensiamo, ad esempio, a Lampedusa &#8211; l\u2019agricoltura ha rivestito un ruolo centrale fino a pochi decenni fa e continua comunque a rivestirlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un contesto in cui l\u2019agricoltura sembra destinata a scomparire, un progetto di orti comunitari pu\u00f2 avere un ruolo centrale, funzionare cio\u00e8 da innesco per rilanciare l\u2019agricoltura locale, per ripensarla coniugando tradizione con tecniche innovative. Gli orti costituiscono uno stimolo sia dal punto di vista sociale che ambientale, una \u201cpiazza verde\u201d dove \u00e8 naturale riparlare di piantumazione, di stagioni, di verdure coltivate e variet\u00e0 antiche, riattivando quel senso di appartenenza alla terra che in altri contesti della penisola sta avendo un ruolo straordinario per riavvicinare i giovani all\u2019agricoltura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se gli orti avranno un ruolo di scintilla per rilanciare l\u2019agricoltura sull\u2019isola lo scopriremo tra qualche anno, al momento stiamo raccogliendo i primi frutti di questo importante lavoro.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quanti lotti di orti esistono oggi e da quanto tempo? Che appezzamenti hanno e che tipo di coltivazioni pianificate? Soprattutto, come decidete il loro \u2018governo\u2019 e che tipo di \u2018risultati\u2019 non solo agricoli potete gi\u00e0 raccontarci?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il progetto \u201cP\u2019orto di Lampedusa\u201d \u00e8 un progetto di orti comunitari attivato dall\u2019Associazione Terra!Onlus in partenariato con il Circolo \u201cEsther Ada\u201d Legambiente, l\u2019Universit\u00e0 di Palermo e l\u2019ASP di Palermo che ha iniziato a muovere i primi passi pi\u00f9 di un anno fa con una campagna e una festa di raccolta fondi nel suggestivo contesto dei Fori Imperiali a Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da marzo 2014 sono stati organizzati laboratori di sensibilizzazione nelle scuole elementari e superiori di Lampedusa e presso il Centro diurno, sono iniziate le azioni d\u2019individuazione dell\u2019area di progetto e la ricerca di sostenitori economici che lo rendessero sostenibile nel tempo trovati poi in Allianz Umana-Mente. Ad agosto 2015, il Terra!Camp, un campo di lavoro organizzato da Terra!Onlus sull\u2019isola, ha visto la partecipazione di 25 persone provenienti da diverse parti d\u2019Italia che, hanno sostenuto il progetto sviluppando diverse azioni pratiche propedeutiche all\u2019inizio del progetto. A settembre 2015 \u00e8 stato quindi possibile procedere con l\u2019assegnazione delle particelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da Settembre 2015 ad oggi, all\u2019interno dell\u2019area, vengono coltivate 10 particelle che sono state assegnate agli ospiti del Centro diurno di Lampedusa (struttura semiresidenziale per soggetti con disabilit\u00e0 psichica, appartenente al Modulo Dipartimentale 1 del Dipartimento di Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Neuropsichiatria dell\u2019Infanzia e dell\u2019Adolescenza dell\u2019ASP di Palermo che ha sostenuto fortemente l\u2019iniziativa) e agli isolani che ne hanno fatto richiesta .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli <em>ortisti<\/em> del progetto &#8220;P&#8217;orto di Lampedusa&#8221; sono gruppi informali di persone o nuclei famigliari che hanno fatto richiesta all&#8217;associazione di avere in gestione una delle particelle presenti.<\/p>\n<p>Gli <em>ortisti<\/em> sono costituiti da gruppi eterogenei per numero ed et\u00e0. Agli <em>ortisti <\/em>sono state assegnate particelle di dimensioni differenti, proporzionate rispetto al numero sia dei componenti del gruppo che al numero di persone che indirettamente usufruiranno dei prodotti.<\/p>\n<p>Una particella \u00e8 stata per esempio assegnata ad un gruppo di 6 mamme\u00a0 di bambini delle scuole elementari e medie che si suddivideranno i prodotti tra le diverse famiglie, a questo gruppo \u00e8 stata assegnata una delle particelle pi\u00f9 ampie, mentre a una\u00a0 famiglia composta da quattro persone in cui solo un componente provveder\u00e0 a coltivare l&#8217;orto \u00e8 stata assegnata una particella decisamente pi\u00f9 ridotta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una delle particelle pi\u00f9 ampie \u00e8 stata assegnata agli utenti del centro diurno, che, oltre che coltivare e prendersi cura della propria particella, gestiscono la manutenzione dell\u2019intera area. Le attivit\u00e0 del progetto prevedono, oltre alla cura e manutenzione degli orti, attivit\u00e0 di raccolta porta a porta presso i fruttivendoli isolani di rifiuti organici che vengono poi raccolti e compostati nella compostiera comunitaria gestita dagli utenti del Centro Diurno e il compost prodotto sar\u00e0 messo a disposizione degli <em>ortisti<\/em>. Questo tipo di attivit\u00e0 \u00e8 utile sia per fornire un servizio ad oggi assente sull&#8217;isola (la raccolta differenziata) che per favorire l&#8217;inserimento degli utenti alla vita della comunit\u00e0 isolana attraverso l&#8217;offerta di servizi utili e dignitosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altra attivit\u00e0 che viene sviluppata \u00e8 quella della gestione del semenzaio collettivo, che prevede la semina e il trapianto di specie autoctone dell&#8217;isola per questa attivit\u00e0 vengono coinvolti i contadini di Lampedusa, custodi di esperienze e semenze, come portatori di buone pratiche e effettivo legame tra passato e presente. Ai ragazzi del centro diurno \u00e8 affidata la cura e la gestione del semenzaio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altra attivit\u00e0 che viene portata avanti \u00e8 quella della \u201cparticella scientifica\u201d, la nona, ad uso sperimentale e di ricerca , data in gestione al Circolo Esther Ada di Legambiente di Lampedusa, partner di progetto, che monitorer\u00e0 insieme il Dipartimento SAF dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo il \u201c comportamento\u201d del terreno e delle coltivazioni mediante l\u2019utilizzo di metodi naturali (ad es. sovesci, pacciamatura) che favoriscano non solo la conservazione ma anche l\u2019implemento della fertilit\u00e0 del suolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad ogni cambio di stagione viene organizzato il Mercat\u2019Orto, il mercatino dei prodotti provenienti dall\u2019orto degli utenti del centro diurno, ad oggi sono stati organizzati due mercati a cui hanno partecipato numerosi isolani che, a offerta libera, hanno potuto portarsi a casa il gusto e il sapore dei prodotti coltivati. Vengono poi realizzati mensilmente laboratori pratici di alimentazione sana e ed utilizzo consapevole dei prodotti insieme agli utenti del centro diurno durante i quali vengono a turno invitate persone isolane a cucinare insieme agli utenti piatti della tradizione isolana mediante l\u2019uso dei prodotti stagionali dell\u2019orto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da Ottobre 2016 \u00e8 inziata un\u2019altra attivit\u00e0 che prevede la realizzazione di un orto didattico che coinvolger\u00e0 i bambini della scuola elementare di Lampedusa alla realizzazione di attivit\u00e0 specifiche riguardanti l\u2019orto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il progetto nella sua complessit\u00e0 prevede un attento lavoro di gestione e animazione territoriale mediante lo sviluppo di attivit\u00e0 teorico-pratiche due volte alla settimana con gli utenti del Centro Diurno realizzate dall\u2019operatrice locale di progetto , l\u2019organizzazione mensile di incontri di formazione e approfondimento su tematiche ambientali ed agricole aperte alla cittadinanza oltre che a giornate di lavori collettivi nell\u2019area di progetto, la realizzazione di momenti di confronto e monitoraggio con i partner e i beneficiari diretti del progetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Mi piacerebbe avere un breve identikit del volontario \u2018tipo\u2019 e del collaboratore \u2018tipo\u2019 e che tipo di \u2018posto\u2019 nel vostro progetto possono avere coloro i quali vogliono partecipare anche se non sono \u2018Lampidusani\u2019\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Non esiste uno specifico identikit del volontario \u201dtipo\u201d ma piuttosto esiste una volont\u00e0 chiara da parte di chi voglia collaborare con noi nel volersi attivare mettendo a sistema le proprie competenze, talenti ed esperienze per supportare e arricchire il progetto sia da un punto di vista pratico che di ricerca.<\/p>\n<p>Terra! vuole stimolare l\u2019attivismo ambientale e per farlo supporta anche mediante formazioni specifiche chiunque voglia mettersi in gioco. In particolare per partecipare attivamente al progetto P\u2019orto di Lampedusa \u00e8 possibile partecipare ai Terra!Camp Lampedusa che da due anni vengono organizzati sull\u2019isola nei mesi estivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Terra!Camp Lampedusa \u00e8 una settimana di lavoro pratico e formazione in campo ambientale, in particolare il Terra!Camp 2016 ha visto la partecipazione di numerose persone di diverse et\u00e0 provenienti da tutta Italia che hanno lavorato con i lampedusani e gli utenti del Centro Diurno di riabilitazione psichiatrica di Lampedusa al miglioramento dell\u2019area di progetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Esempi di volontari\/attivisti che ad oggi contribuiscono al progetto P\u2019orto di Lampedusa sono Nicol\u00f2 dell\u2019Universit\u00e0 di Amsterdam che da mesi ha iniziato con noi il suo tirocinio sviluppando una ricerca sulla fertilit\u00e0 del suolo; Sofia, studentessa di Genova, che ha iniziato a indagare l\u2019impatto sociale che il progetto sta avendo sull\u2019isola e su cui svilupper\u00e0 la sua tesi di laurea; Mario, che ha messo a disposizione le sue esperienze in campo botanico per sviluppare alcune giornate di riconoscimento delle erbe spontanee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per poter efficacemente trovare le modalit\u00e0 e sviluppare la progettualit\u00e0 opportune per partecipare \u00e8 possibile inviare una mail a me, silvia.cama@terraonlus.it.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ci descrivi la tua giornata tipo a Lampedusa? E la tua scrivania in questo momento? Ci descrivi anche la tua borsa da orticultrice?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La mia giornata tipo a Lampedusa inizia la mattina presto presso l\u2019area degli orti comunitari dove mi incontro con Katia, l\u2019operatrice locale del progetto, con cui iniziamo a organizzare gli spazi e i materiali per procedere alla realizzazione delle attivit\u00e0 previste. In particolare il venerd\u00ec mattina sviluppiamo attivit\u00e0 con gli utenti del Centro Diurno che arrivano agli orti intorno alle dieci e fino a mezzogiorno. Durante le attivit\u00e0 ci vengono a trovare alcune mamme degli utenti che portano a turno caff\u00e8 e dolcini per la pausa lavoro e che alcune volte si fermano a lavorare con noi, questo genere di coinvolgimento rende possibile la condivisione di momenti \u201cpositivi\u201d tra utenti e famigliari distaccandosi dai quotidiani problemi legati alla malattia.<\/p>\n<p>Altre mattine ci occupiamo di recuperare materiale utile agli orti come sfalci di erba, potature di giardini o recupero di semenze presso i contadini dell\u2019isola con cui molte volte ci fermiamo a confrontarci sui tempi di semina e le modalit\u00e0 di piantumazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei pomeriggi lampedusani io e Katia organizziamo riunioni organizzative con i partner di progetto o di monitoraggio con gli operatori del Centro Diurno per valutare di volta in volta le modalit\u00e0 migliorative di approccio e azione progettuale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I luned\u00ec pomeriggio ci incontriamo con gli utenti del Centro Diurno con cui sviluppiamo attivit\u00e0 pomeridiane presso gli orti, durante tali attivit\u00e0 molti isolani incuriositi si avvicinano e danno consigli utili al miglioramento dell\u2019orto e molte volte partecipano attivamente alle attivit\u00e0. Insomma \u2026.poi dicono che sulle isole c\u2019\u00e8 poco da fare\u2026.ogni giorno trascorso a Lampedusa per me \u00e8 un turbine di cose da fare, incontri e confronti\u2026insomma una vera metropoli ricca di stimoli e avventure.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi rispondo a quest\u2019intervista mentre lavoro su un tavolo di una veranda a Linosa, dove insieme a Katia, stiamo partecipando a un Campo organizzato dall\u2019Universit\u00e0 di Palermo e di cui Terra!Onlus \u00e8 co-organizzatrice per l\u2019estirpazione di una pianta aliena invasiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A fianco a me sul tavolo adesso, un foglio A1 in cui sono riportate le attivit\u00e0 da sviluppare durante l\u2019anno a Lampedusa e che stiamo cercando di calenderizzare\u2026.come sempre\u2026..le cose da fare sono sempre maggiori del tempo a disposizione!<\/p>\n<p>Nella mia borsa porto sempre con me un\u2019agenda e un blocco per gli appunti e le idee, un po\u2019 di spago e qualche seme da regalare alle persone che incontro e con cui ho uno scambio di esperienze e lascio sempre posto alle cose che trovo nel mio andare, oggi per esempio, ho messo in borsa una bellissima pala di fico d\u2019india secca le cui fibre sembrano filigrana.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cibo e bevanda preferiti \u2013 ovviamente di questa stagione (quest\u2019intervista \u00e8 stata raccolta in piena estate) e \u2026Lampidusana?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La mia bevanda preferita in questa stagione, e a Lampedusa, \u00e8 acqua e limone e la peroncina (<em>piccola birra Peroni<\/em>) a seconda dell\u2019ora del giorno. Come cibo preferito \u00e8 la pasta alla \u201cpicchio pacchio\u201d una pasta condita con pomodorini freschi e basilico, cotta nel brodo di pesce.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Un talento che hai, uno che ti manca<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il talento che ho \u00e8 quello di essere una sognatrice tenace e convinta, quello che mi manca \u00e8 la capacit\u00e0 di valorizzarmi economicamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dove ti vedi tra dieci anni?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi vedo ancorata a un albero della foresta amazzonica, a difenderla dalla ferocia dell\u2019uomo che la vuole depredare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato, sin qui, dalla vita?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ho imparato a non dar retta ai molti modi di dire di cui \u00e8 intrisa la nostra cultura \u2026.non fanno per me e penso che siano rappresentativi di molti processi di abbruttimento della societ\u00e0 contemporanea \u2026..i modi di dire che allontano dalla mia vita pi\u00f9 di altri sono per esempio<\/p>\n<p>\u201cun bel gioco dura poco\u201d oppure \u201cfidarsi \u00e8 bene, non fidarsi \u00e8 meglio\u201d o ancora \u201cchi si accontenta gode\u201d. Molte volte gioco mentalmente a invertirli o ad inventarne di nuovi, pi\u00f9 rappresentativi del modo in cui mi approccio al prossimo e alle cose che il mondo mi offre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quest\u2019intervista, a cura di Diana Marrone, \u00e8 stata commissionata dalla Fondazione Easy Care per l\u2019Osservatorio dei <em><a href=\"http:\/\/www.socialcohesiondays.com\/osservatorio\/slow-words-intervista-porto-di-lampedusa\/\">\u2018Social Cohesion Days\u2019<\/a><\/em>, sul cui blog <em>Slow Words <\/em>cura, in lingua italiana, una rubrica mensile fino a gennaio 2017 (quest\u2019intervista \u00e8 apparsa ad ottobre 2016).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lampedusa, la maggiore delle isole Pelagie che in Siciliano si chiama \u2018Lampidusa\u2019, si trova nel Canale di Sicilia e fa &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/porto-lorto-lampedusa-2\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8623,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[5813,5825,5815,2838,5817,69,5827,5821,5156,5828,4074,5811,5823,5820,5812,5826,5814,5816,5824,756,1071,5819,5818,5822,5153],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8622"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8622"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8622\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10362,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8622\/revisions\/10362"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8623"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8622"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8622"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8622"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}