{"id":8712,"date":"2019-06-01T01:02:28","date_gmt":"2019-06-01T01:02:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=8712"},"modified":"2019-06-11T10:00:19","modified_gmt":"2019-06-11T10:00:19","slug":"le-storie-di-stationary","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/le-storie-di-stationary\/","title":{"rendered":"Le storie di Stationary"},"content":{"rendered":"<p>Incartato come un regalo da una cover d\u2019artista (di Manfred Pernice che gioca con l\u2019etimologia, Fointenbleau ed il collage), Stationary 1 non \u00e8 in vendita e non \u00e8 pensato per aderire alle regole della circolazione che tutti immaginano, e seguono, per un libro.<\/p>\n<p>E\u2019 una collezione (annuale, questo \u00e8 il primo volume, il secondo \u00e8 in arrivo) di scritti tutti diversi l\u2019uno dall\u2019altro e straordinariamente pionieristici; praticano una nuova forma di prosa (ed anche di poesia, come gli scritti di Fayen d\u2019Evie e George Szirtes) e di saggistica <em>sui generis<\/em> d\u2019arte contemporanea. Tra questi ultimi (molti degli scritti raccolti), i pi\u00f9 straordinari sono due: quello di Quinn Latimer che viola la linea di demarcazione tra pubblico e privato; quello di Sarah Lehrer-Graiwer che affonda nell\u2019arte meteorica di Piero Golia (e della scena di LA), descrivendo il suo Chalet.<\/p>\n<p>Gli scritti rappresentano un genere davvero primigenio cos\u00ec raccolti, ma sono anche il frutto di una residenza d\u2019artista (aperta soprattutto alla forma del componimento) ideata (ed ospitata in) da uno spazio non profit di Hong Kong (Spring Workshop).<\/p>\n<p>Un giorno il postino allunga una copia di Stationary 1 nella mia cassetta della posta. E\u2019 molto bello sentire arrivare i libri &#8211; che precipitano in un modo diverso dalle riviste e da altri oggetti. <em>ichuff<\/em> <em>clat clat<\/em> sul marmo eroso dal salso veneziano.<br \/>\nScopro della raccolta meta-letteraria, e dei 18 grandi lavori che la compongono, prima divorandoli per la curiosit\u00e0, poi sedendomi piano \u2013 ancora ed ancora \u2013 a rileggerli e soppesarli, non sono il tipo di lettura a cui basta una scorsa da copertina a copertina.<\/p>\n<p>Vanno sedimentati, riletti, ripensati \u2013 soprattutto per chi come me \u00e8 a stretto contatto con l\u2019arte e la sua parafernalia tutti i giorni. Hanno dormito con il mio gatto che probabilmente sentiva (e amava) le impronte che un altro felino vi aveva lasciato. Hanno viaggiato con me parecchie miglia, in tutte le direzioni. Ho deciso di parlare di loro adesso, mentre sorvolo la penisola arabica; l\u2019esercito iracheno \u00e8 entrato a Mosul e io sono sopra Bagdad, non sappiamo chi sta con chi; il mio paese sopravvive all\u2019ennesimo terremoto, che stavolta \u00e8 ecumenico perch\u00e9 avviluppa nel terrore il nord che lo usava come refrain per i cori razzisti da stadio (e fuori) contro il sud, il centro da dove \u00e8 partito, ed il povero sud che sa gi\u00e0 cosa vuol dire.<br \/>\nLa volont\u00e0 di Spring Workshop \u00e8 incoraggiare la lettura (e la distribuzione) del libro per <em>word of mouth<\/em> (potete leggere le storie &#8211; o trovare tutte le biblioteche e librerie che nel mondo vi offriranno una copia gratuita da leggere &#8211; anche su <a href=\"http:\/\/www.stationarystories.com\">www.stationarystories.com<\/a>) cos\u00ec come \u00e8 forte la volont\u00e0 di costruire residenze in cui artisti, curatori e scrittori puri possano davvero distaccarsi dal concreto e quotidiano battage attorno alle loro ricerche e pratiche usuali per dedicarsi a un mese di introspezione e di corpo a corpo con le proprie ossessioni, staccati da qualsivoglia urgenza e reperibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Vi avvinceranno come microcosmi queste storie, ognuna con un peso diverso \u2013 dalle lacrime alle risa, dalla leggerezza alla tragedia. Nessuna di esse pu\u00f2 considerarsi migliore delle altre, il loro registro (e la personalit\u00e0 degli autori) \u00e8 talmente diverso e talmente ben coltivato che \u00e8 un piacere addentrarsi anche in qualcosa che \u00e8 molto distante \u2013 per interessi, tempi, modalit\u00e0 \u2013 da quel che di solito attrae. Insondabili le conseguenze: ogni scritto \u00e8 intellettivamente (e culturalmente) molto ricco, talvolta vi rapir\u00e0 e vi costringer\u00e0 ad andare a curiosare di cosa parla &#8211; sia esso museo, artista, casa editrice, libro d\u2019artista, situazionismo puro o altro.<\/p>\n<p>Se non avete mai sentito parlare di residenze d\u2019artista \u2013 e prima di addentrarvi nel ginepraio magari sbagliando a suonare la porta ed trovandovi inquadrati in qualcosa che vi castrer\u00e0 \u2013 provate a prendere in considerazione una narrazione fuori dal coro come questa.<br \/>\nIo per parte mia ho riempito un taccuino di nomi e situazioni che esplorer\u00f2 sin da subito e ho confermato a me stessa che Quinn Latimer ha la pi\u00f9 potente ed innovativa scrittura critica dell\u2019attuale scena editoriale dell\u2019arte contemporanea. Niente come lei, davvero originale.<\/p>\n<p>E ho appena scoperto un piccolo genio, si chiama Rosemary Heather, non conoscevo nulla del suo lavoro e mi precipiter\u00f2 a farlo.<\/p>\n<p>Ringrazio per tutto questo Mandy che mi ha donato il libro \u2013 era accompagnato da un biglietto scritto a mano e questa frase mi ha colpita \u2018<em>let this book be your excuse to abandon the many things you need to do today and embrace the stillness of a suspended moment<\/em>\u2019 (che questo libro sia la tua scusa per abbandonare le molte cose che hai da fare oggi e addentrati nell\u2019immobilit\u00e0 di un attimo sospeso).<\/p>\n<p>Ho aderito con immenso piacere all\u2019invito soave di Mandy e gi\u00e0 mi spiace che quell\u2019attimo, seppur trattenuto molti mesi per paura che svanisse, sia gi\u00e0 terminato. Per continuare la traiettoria di questa magia inusitata, ho gi\u00e0 individuato la biblioteca pubblica a cui vorrei fare dono del volume. E\u2019 a pochi passi da casa ed \u00e8 dedicata solo a riviste, volumi e cataloghi d\u2019arte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incartato come un regalo da una cover d\u2019artista (di Manfred Pernice che gioca con l\u2019etimologia, Fointenbleau ed il collage), Stationary &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/le-storie-di-stationary\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8713,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14],"tags":[5910,289,553,5911,5909],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8712"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8712"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8712\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13633,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8712\/revisions\/13633"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8713"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}