{"id":8814,"date":"2018-07-19T07:35:02","date_gmt":"2018-07-19T07:35:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=8814"},"modified":"2018-09-07T07:43:22","modified_gmt":"2018-09-07T07:43:22","slug":"where-they-create-japan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/where-they-create-japan\/","title":{"rendered":"Where they create Japan"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conoscere un paese (il Giappone) attraversando gli studi dei suoi artisti e designer \u00e8 una prospettiva inusuale ma ricca, di senso e di significati. Ce la regalano due autori: un fotografo australiano, nato a Melbourne ora di stanza a NY, di lontane origini italiane (<a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/paul-barbera-new-york-e-melbourne\/\">Paul Barbera<\/a>). Ed una scrittrice e giornalista, oltre che curatrice: la giapponese Kanae Hasegawa.<\/p>\n<p>Come? Facendo quello che sanno fare meglio. Barbera ha portato avanti (prima su un blog e poi su riviste di settore, si occupa di lusso e design) un inusuale progetto a lungo termine (<a href=\"http:\/\/wheretheycreate.com\">wheretheycreate.com<\/a>) che consiste nel visitare gli studi di artisti \u2013 che lavorano in ogni settore creativo, inclusi moda design e architettura \u2013 e ritrarli \u2018qui ed ora\u2019 senza luci artificiali o senza make up o styling. E\u2019 in questo modo che chiunque di noi pu\u00f2 quindi cogliere, nella sua vividezza un microcosmo di una persona \u2018di questo mondo\u2019 nell\u2019atto di compiere il suo lavoro ed in una giornata qualsiasi.<\/p>\n<p><em>Where They Create Japan<\/em> nasce dall\u2019intuizione degli autori e dalla sensibilit\u00e0 di una casa editrice olandese, Frame Publishers, che pubblica due riviste di design ed arte oltre che titoli che spaziano da trattazioni tecniche a cibo per la mente per gli stessi creativi ritratti da Barbera.<\/p>\n<p>Curata e solidamente disegnata, non appena la prenderete tra le mani saprete che maneggiate una pubblicazione borderline.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 un alfabeto per la mente che un trattato sui makers, <em>Where They Create Japan <\/em>seleziona una classe (creativa) di et\u00e0 e supporti molto differenti; attraverso i luoghi scelti ed abitati da questi professionisti traccia una mappa del Giappone, della sensibilit\u00e0 di alcuni distretti o dell\u2019emergenza di nuovi sul fronte produttivo o abitativo; riesce a definire soprattutto il grande valore dell\u2019artigianato e del fare che ancora oggi \u2013 immutato nei secoli \u2013 questo paese esprime (ed esporta, incapsulato in marchi di tutte le provenienze, sono grandi uccelli migratori\u2026).<br \/>\nSe state per andare a vivere in Giappone, se non leggete riviste e d\u2019un colpo solo volete informarvi sulla scena del progetto o della moda in questo paese, se siete curiosi di capire come si svolge il vostro mestiere in un\u2019isola lontana dal vostro continente, <em>Where They Create Japan<\/em> \u00e8 un libro adatto a rispondere anche a queste esigenze.<\/p>\n<p>Kanae Hasegawa, che definisce il lavoro di Barbera \u2018sereno, sobrio e bellissimo\u2019, ha ragione: il fotografo si sofferma su particolari (costruttivi, di arredo, di creazioni) di questi studi che rendono il ritratto della persona intervistata ancora pi\u00f9 esplicativo e potente, che parla anche dei suoi moti interiori. La vera \u2018narrazione\u2019 delle storie di questi creativi si realizza per\u00f2 con il contenuto pi\u00f9 strettamente testuale del libro, composto dalla Hasegawa: brevi testi introduttivi si accompagnano ad interviste lunghe ed accurate a ciascuno dei soggetti ritratti. La lettura dei testi dipana non solo un milieu creativo, ma la sensibilit\u00e0 di un paese, della sua etica, delle sue scuole e della sua architettura \u2018emozionale\u2019 oltre che di quella figurata e reale.<\/p>\n<p>Chi sono quelli visitati dall\u2019obiettivo di Barbera e dalla penna di Hasegawa? Ci sono architetti, artisti, direttori artistici, grafici, designer tessili, fiorai\u2026 Ci sono nomi famosi, come gli architetti Kengo Kuma, Tadao Ando. O come l\u2019artista Mariko Mori e la sua stanza bianco candido per il t\u00e8 (nel libro, lo prepara con il rituale giapponese al fotografo e spiega in verit\u00e0 cosa fa quando risiede in Giappone e cosa fa nelle altre due citt\u00e0 che abita: Londra dove ricerca nuove idee e New York dove le realizza).<\/p>\n<p>Oltre ad essi, aprono s\u00e9 stessi ed i loro studi anche Anrealage (dietro il brand di culto il cui nome deriva dalla combinazione di 3 parole \u2013 Real, Unreal, Age \u2013 c\u2019\u00e8 un fashion designer classe 1980 come molti altri della pubblicazione: Kunihiko Morinaga), Christopher Nemeth, Discovered, Engineered Garments, Kaibutsu (un web designer, Yosuke Kitani), Kenya Hara, Kohei Nawa, Kyotaro, Makoto\/Azuma, Nendo (cio\u00e8 il furniture designer Oki Sato), Noritaka Tatehana, Nuno (la textile designer Reiko Sudo), Party, Rhino Inc., Rikako Nagashima, Satoru Aoyama, Schemata Architects, Shinji Ohmaki, Simplicity, Sou Fujimoto, Takahashi Hiroko, Takahiro Iwasaki, Takashi Kumagai, Teruhiro Yanagihara, Tokujin Yoshioka, Torafu, Toyo Ito, White Mountaineering, Wonderwall (interior design).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra di loro si stimano e si apprezzano e non \u00e8 raro, soprattutto per i pi\u00f9 junior, essersi conosciuti personalmente \u2013 come \u00e8 accaduto a Kitani che ad un evento di Herm\u00e8s ha conosciuto Azuma di Makoto (e si \u00e8 ispirato da lui per arredare il suo studio parecchio grezzo con cemento a vivo il cui contrappunto \u00e8 una ricca distesa di piante in vaso). Le classi di et\u00e0 sono varie e coprono range amplissimi: \u00e8 una radiografia di creativi (e del mondo del lavoro in Giappone, molto diverso da quello Europeo o statunitense) che spazia tra chi ha settant\u2019anni e chi molto meno della met\u00e0.<\/p>\n<p>Questo libro racconta quel che si vede e soprattutto quel che non si vede: dalle abitudini creative ed abitative (quante ore di lavoro, quale tragitto da casa all\u2019ufficio \u2013 c\u2019\u00e8 chi si porta il gatto tutte le mattine da casa al lavoro &#8211; quale finestra preferita per una pausa e per uno sguardo, se si lavora con la musica o no) finanche al disvelamento di spazi normalmente nascosti (in teoria lo sarebbero tutti: se non si \u00e8 invitati in uno studio di un artista normalmente non vi si accede, non \u00e8 un negozio non \u00e8 una galleria). Ma un caso \u00e8 particolare, ed \u00e8 anche il caso di una delle storie pi\u00f9 interessanti perch\u00e9 pi\u00f9 di altre configura quanto il livello creativo giapponese sia assai legato allo scintoismo e alla sua filosofia. Parliamo proprio di Makoto, brand di un fiorista (e botanico) totalmente ante-litteram, Azuma. Il suo negozio \u00e8 vuoto se ci passate: Azuma tiene i fiori nel sotterraneo (e le bellissime composizioni che realizza, salvate dalla caducit\u00e0 grazie alle foto di Shunsuke Shiinoki). Il perch\u00e9 lo scoprirete leggendo il libro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quattro sono coloro i quali sono chiamati a raccontare \u2013 a m\u00f2 di prefazione \u2013 il loro rapporto con il Giappone ed il loro perch\u00e9 di questo libro (oltre al fotografo stesso). C\u2019\u00e8 chi vi \u00e8 nato (Nicola Formichetti, ora direttore creativo di Diesel; l\u2019ex mediano di Serie A Hidetoshi Nakata) sia perch\u00e9 ci ritornano costantemente per lavoro e per amore del paese (Tyler Brul\u00e8, il creatore di Wallpaper* e ora, da un bel po\u2019 veramente, di Monocle). Last but not least, il pi\u00f9 longevo del libro: Mineaki Saito di Herm\u00e8s.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Where They Create Japan<\/em><\/strong><br \/>\n\u2022\u00a0Nelle librerie dal 1 November 2016<br \/>\n\u2022\u00a0Fotografie di Paul Barbera<br \/>\n\u2022\u00a0Scritto da Kanae Hasegawa<br \/>\n\u2022\u00a0Lingua: Inglese<br \/>\n\u2022\u00a0Graphic design: Frame Publishers<br \/>\n\u2022\u00a0200 x 255 mm \/ 312 pagine \/ colore \/ copertina morbida<br \/>\n\u2022\u00a0ISBN 978-94-92311-02-3<br \/>\n\u2022\u00a0\u20ac29.00 (<a href=\"http:\/\/store.frameweb.com\/frame-publishers-where-they-create-japan.html\">acquista<\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>Abbiamo intervistato Paul Barbera. Puoi leggere la sua storia <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/paul-barbera-new-york-e-melbourne\/\">qui<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Conoscere un paese (il Giappone) attraversando gli studi dei suoi artisti e designer \u00e8 una prospettiva inusuale ma ricca, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/where-they-create-japan\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8815,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14],"tags":[18,5997,845,201,5996,4793,5998,5247,6000,5999],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8814"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8814"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8814\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11735,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8814\/revisions\/11735"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8815"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}