{"id":9115,"date":"2017-03-16T12:11:18","date_gmt":"2017-03-16T12:11:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=9115"},"modified":"2017-03-30T11:57:25","modified_gmt":"2017-03-30T11:57:25","slug":"henry-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/henry-venezia\/","title":{"rendered":"Henry, Venezia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La tua storia \u2013 almeno negli elementi essenziali<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nasco a Padova, ci siamo trasferiti qui quando ero ancora un ragazzino delle medie: la mia famiglia \u00e8 di origine trentina. Sono stato fortunato ad avere i genitori che ho avuto, erano due persone \u2013 padre medico, madre insegnante di storia dell\u2019arte al Liceo Artistico e all\u2019Accademia \u2013 molto attente e culturalmente impegnate. Ci hanno educato &#8211; me ed i miei fratelli &#8211; ai valori della curiosit\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p>Mia madre era un simbolo che trasmetteva la gioia di sapere, come ho recentemente ricordato al suo funerale laico. Una certa attitudine al lavoro intellettuale, allo studio e alla ricerca, che mi riconosco, viene da l\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La scelta di studiare architettura \u00e8 stata un po\u2019 legata ad interessi personali maturati nel tempo. La grande opportunit\u00e0 rappresentata da Venezia per me \u00e8 stata la scuola di architettura che vi ho trovato e che negli anni di quando ero studente forse era nei suoi pi\u00f9 importanti. V\u2019insegnavano grandi professori \u2013 filosofi, storici, architetti: un luogo d\u2019eccellenza mondiale.<\/p>\n<p>Vicino alla scuola di Venezia \u00e8 poi nata una scuola di urbanistica, la prima in Italia, che aveva sede in una bellissima villa settecentesca, Villa Franchetti a Preganziol (Treviso), che all\u2019epoca la Provincia di Treviso mise a disposizione (erano gli anni di Bernini; il direttore della scuola era un socialista della vecchia guardia).<\/p>\n<p>Quando questa scuola nasce, diviene subito un <em>unicum<\/em> in Italia: per la prima volta si insegnava ecologia, studio del territorio, insieme a sociologia, antropologia ma anche storia della fotografia\u2026Un\u2019esperienza unica anche perch\u00e9 alla scuola di Preganziol sono passati molti grandi maestri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il tuo maestro preferito \u2013 o i tuoi preferiti?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ne ho avuti due: quando sono stato studente a e poi mi sono laureato, Bernardo Secchi (<em>scomparso a Milano nel 2014<\/em>). Lui era incaricato a Venezia, si occupava di squilibri regionali all\u2019epoca. Un grande accademico, ma anche un grande insegnante. Le sue lezioni me le ricordo ancora tutte.<\/p>\n<p>Secchi pu\u00f2 essere comparato a un altro grande insegnante dell\u2019epoca, Tafuri, (<em>Manfredo, scomparso a Venezia nel 1994<\/em>). Sono quei docenti che a lezione ti tengono inchiodato per due ore, esci stanchissimo ma ne vale la pena. La tesi con lui me la ricordo ancora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019altro mio grande maestro con cui ho lavorato \u00e8 stato Giorgio Lombardi, architetto e docente allo Iuav di Venezia. E\u2019 con Giorgio Lombardi, purtroppo scomparso, che ho iniziato il mio percorso attuale di ricerche e studi e con lui ci siamo \u2018incrociati\u2019 grazie anche alla comune passione per la storia dell\u2019arte (arte antica soprattutto).<\/p>\n<p>E\u2019 con Lombardi che mi concentro sui centri storici e sulla salvaguardia del patrimonio, in campo urbanistico \u00e8 l\u2019unica cosa che l\u2019Italia ha esportato nel mondo e che ancora ci viene riconosciuta. Sui piani regolatori gli inglesi ed i francesi sono bravissimi, ma quando parliamo di \u2018intervento sull\u2019esistente\u2019 ed in particolare sul patrimonio storico, siamo noi i migliori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da allora questo \u00e8 stato il mio settore, in parallelo facevo sia il ricercatore all\u2019universit\u00e0 che il consulente per organismi internazionali (Nazioni Unite, World Bank, Unione Europea) con un fuoco importante in America Latina, tutto merito di Giorgio Lombardi che mi ci ha portato da \u2018piccolino\u2019 (nel senso che mi ero appena laureato, ero si fa per dire un beb\u00e8!). Tutto inizi\u00f2 con un corso di formazione per restauratori (aperto per la prima volta non solo al restauro dei beni mobili ma anche al patrimonio della citt\u00e0 storica) a Cuzco (Per\u00f9) dove hanno chiamato gli italiani ad insegnare, con un programma dell\u2019UNDP (<em>l\u2019United Nation Development Programme \u00e8 un\u2019agenzia specializzata dell\u2019ONU<\/em>). Da l\u00ec inizia nella mia vita un lungo rapporto con l\u2019America Latina che tuttora continua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Quello che per loro \u00e8 emozionale nel paesaggio forse differisce da quello che \u00e8 per noi.<\/em><\/p>\n<p><em> E sono convinta che le strategie di sviluppo, soprattutto commerciale, nelle grandi citt\u00e0 di quei paesi hanno gradi di \u2018usurpazione\u2019 di territorio diversi dai nostri\u2026Oppure succede la stessa cosa?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 abbastanza diverso.<\/p>\n<p>Noi allora portavamo una cosa che colpiva molto e che suona pi\u00f9 o meno cos\u00ec\u2019 \u201cproteggiamo il patrimonio inteso non solo come i monumenti, quale ad esempio una chiesa barocca, ma anche il tessuto minore, fatto di mattone crudo &#8211; ed alcune funzioni della citt\u00e0 storica quale la politica residenziale in favore degli abitanti originari\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa ne pensi degli architetti che si occupano di masterplan, dalla scala piccola (risistemare un\u2019area mercatale, che ha un cuore importante, come fece Miralles per Santa Caterina) o da scale maggiori (Koolhaas, ad esempio con un quartiere di Cagliari, Sant\u2019Elia). Possono competere con i saperi di un urbanista in questo campo?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Competere non lo so: sono due scale troppo diverse. Dovrebbero ovviamente convivere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che alcuni personaggi dotati di grandi personalit\u00e0, come quelli che tu hai citato, hanno saputo rispondere bene ad una domanda quando per\u00f2 \u2013 e questo spesso non si sa &#8211; dietro c\u2019\u00e8 un\u2019amministrazione che ha preparato un \u2018terreno\u2019.<\/p>\n<p>Santa Caterina: dietro c\u2019\u00e8, appunto, un grande lavoro dell\u2019amministrazione di Barcellona che ha fatto s\u00ec che quella potesse essere un\u2019operazione di successo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un architetto sensibile \u00e8 in grado di interpretare bene una domanda, ed alcuni sono anche stati in grado di dare una risposta interessante.<\/p>\n<p>Rem Koolhaas, qui ora, \u00e8 molto popolare (e c\u2019\u00e8 molta polemica anche) per il <a href=\"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/fondaco-dei-tedeschi-oma-2\/\">Fondaco<\/a>.<\/p>\n<p>Io penso che non fosse sbagliato trasformarlo. Non condivido, cio\u00e8, la posizione di \u2018intoccabilit\u00e0\u2019 essendo un edificio totalmente trasformato e svuotato della sua originalit\u00e0. Se farci un centro commerciale, come poi \u00e8 avvenuto, sia la risposta giusta questo non lo so\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io credo che Koolhaas sia un provocatore ma \u00e8 anche un architetto che ha posto quesiti interessanti sulla conservazione, soprattutto un paio di biennali fa in una sua mostra. Certamente ci sono valori patrimoniali importanti che hanno a che fare con la storia e l\u2019autorialit\u00e0 ma esiste anche un fattore diverso importante nella <em>preservation<\/em>, quello identitario e condiviso. Quindi un edificio pu\u00f2 diventare \u2018patrimonio\u2019 anche se non \u00e8 \u2018antico\u2019 ma lo \u00e8 solo perch\u00e9 \u00e8 un simbolo per la comunit\u00e0 che lo ospita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche noi lavoriamo su questi temi nella nostra scuola, in particolare una bravissima giovane docente (Sara Marini) insieme a Pippo Ciorra (MAXXI) che hanno promosso un nuovo tema di ricerca, <em>Re-cycle Italy<\/em>: applicano il concetto di riciclo all\u2019architettura e all\u2019urbanistica. Provando a semplificare, loro introducono il fatto che oggetti di queste discipline (a maggior ragione in tempi come questi, dove la crisi favorisce l\u2019assunto di questa ricerca) possano essere trasformati radicalmente rispetto all\u2019uso, anche per economizzare il territorio. Da questo punto di vista possiamo citare il patrimonio delle caserme ma anche, ad esempio, delle chiese &#8211; che a Venezia sono tante, molte sono anche chiuse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Occorre essere molto liberi, dobbiamo immaginare di poter trasformare gli oggetti (compatibilmente con alcuni valori). Ho visto ad esempio un recente progetto proprio di OMA, a Mosca, che ha trasformato un garage di autobus in una galleria d\u2019arte contemporanea (<em>parla di quello di Dasha Zhukhova<\/em>). Perch\u00e9 no?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La lezione migliore per me resta quella di Tadao Ando che \u00e8 riuscito a trasformare Punta della Dogana in un modo esemplare. Valorizzando gli unici elementi di quello che era un magazzino. Ci ha anche aperto delle viste, delle finestre termali, che prima erano di dominio esclusivo dei magazzinieri quando facevano il loro lavoro e della cui vista ora godiamo tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il waterfront di alcune citt\u00e0 portuali e altri luoghi, soprattutto di lavoro, si sono trasformati proprio per la crisi. E, quando scompaiono i mestieri tradizionali per cui erano stati creati (spesso non sono cancellati, sono solo delocalizzati) quei luoghi sovente vengono privatizzati. Oggi sono soprattutto centri commerciali. <\/em><\/p>\n<p><em>Penso a Liverpool, ad esempio. Cambia cos\u00ec l\u2019interazione con la citt\u00e0, cambia finanche la ragione per cui si va in centro. Sempre a Liverpool, ad esempio, si sono inventati una biennale d\u2019arte soprattutto destinata agli spazi pubblici, sia per mitigare questo fenomeno sia per trovare altre ragioni di successo della citt\u00e0 &#8211; tramontata l\u2019economia \u2018portuale\u2019.<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto l\u2019arte ispira l\u2019urbanista, sia in senso soggettivo che come gruppo di lavoro?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ha un potere enorme ed ispira moltissimo. Ho visto e rivisto la grande capacit\u00e0 dell\u2019arte come anticipatrice. Per la sensibilit\u00e0 dell\u2019artista, si \u00e8 capaci di anticipare un problema o una visione, alle volte anche dei modi di essere. Bisognerebbe poterla usare un po\u2019 di pi\u00f9: ha anche il potere di svelare i luoghi, guarda Christo con il lago di Iseo, chi ci andava al lago d\u2019Iseo?<\/p>\n<p>Ad esempio, con <em>Re-cycle <\/em>abbiamo mostrato cosa fanno gli artisti con il rifiuto, con il <em>waste<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi abbiamo un deficit culturale profondo \u2013 anche noi qui a Venezia, dove abbiamo la Biennale \u2013 di attenzione al contemporaneo e della sua valorizzazione.<\/p>\n<p>Qui da noi la storia pesa in negativo, con la convinzione che siamo figli del Rinascimento si perdono occasioni di capire la forza propulsiva del contemporaneo.<\/p>\n<p>Alla nostra universit\u00e0 abbiamo la fortuna di avere Antoni Muntadas tra i docenti di arte visiva, che ci regala le sue visioni e l\u2019applicazione di creativit\u00e0 proprio sullo spazio urbano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Lavora soprattutto con il linguaggio che in arte contemporanea \u00e8 una delle frontiere pi\u00f9 difficili<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Lui \u00e8 un piccolo faro per noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019urbanistica fa spesso il conto con la politica e mi viene in mente qualcosa di gelido come la matita rossa di Stalin od altri calcoli. Il rapporto con le cubature, i piani regolatori\u2026.E\u2019 un ruolo scientifico o sociale?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 un ruolo socio-culturale, molto delicato. Fino agli anni 80, almeno in questo paese ma non solo, l\u2019urbanista si confrontava con un mondo della politica che faceva da mediatore con le istanze sociali (e anche da loro interprete). Sindaci e assessori rappresentavano un\u2019istanza espressa con il voto democratico. Quindi, fatto salvo il tecnico urbanista che era chiamato a metterle in pratica, la domanda veniva dalla societ\u00e0.<\/p>\n<p>Adesso l\u2019urbanista dialoga spesso direttamente con le realt\u00e0 sociali. Ed occupandosi del cambiamento dell\u2019esistente, un elemento forte del suo baricentro \u00e8 l\u2019interesse generale cio\u00e8 la \u2018citt\u00e0 pubblica\u2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Processi di partecipazione con la realt\u00e0 sociale da istituzionalizzare? <\/em><\/p>\n<p><em>Mi viene in mente il lavoro di artisti e carpentieri inglesi, gli <\/em><a href=\"http:\/\/assemblestudio.co.uk\/\"><em>Assemble Studio<\/em><\/a><em> (hanno vinto anche il Turner Prize ma lavorano nello spazio urbano, raccolgono istanze di cittadini e ne fanno performance progettuali che, per la loro natura, producono reali cambiamenti, spesso ai piani pi\u00f9 politici). Ed, ancora, il lavoro di <\/em><a href=\"http:\/\/www.ateliervanlieshout.com\/\"><em>Atelier Van Lieshout<\/em><\/a><em>, che ha creato tempo fa una repubblica temporanea con tanto di moneta e costituzione dentro il Porto di Rotterdam che resiste alcuni mesi prima di essere sgomberata. Quando l\u2019arte crea una destinazione d\u2019uso\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 quello su cui ci concentriamo nella nostra ricerca, e che chiamiamo \u2018destinazione provvisoria\u2019. Le associazioni \u2018spontanee\u2019 che occupano luoghi abbandonati e propongono usi diversi sono d\u2019esempio &#8211; anche qui ci sono specifiche azioni nelle isole sottoutilizzate o deprivate, interessante un gruppo di lavoro a San Nicoletto (Lido).<\/p>\n<p>Noi le osserviamo con molta attenzione perch\u00e9 offrono soluzioni che spesso l\u2019urbanista non vede, ma pi\u00f9 in generale danno molto valore a qualcosa di molto sottovalutato, il progetto. Alla forza potenziale dell\u2019invenzione progettuale. Che dona capacit\u00e0 interpretativa e dona risposte a situazioni apparentemente inconciliabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riguardo alla trasformabilit\u00e0 del mondo contemporaneo, ti cito due provvedimenti che, pur nella freddezza del linguaggio burocratico con cui sono redatti, sono molto interessanti: la Convenzione Europea del Paesaggio che ha operato cambiamenti radicali (introducendo il concetto di \u2018paesaggio come territorio\u2019 e \u2018paesaggio quotidiano\u2019). E la Raccomandazione 2011 dell\u2019Unesco sul paesaggio urbano storico, su cui peraltro lavoro alla cattedra UNESCO allo IUAV.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Il libro che leggi ora, tra i vari sul tuo desk?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ho come immaginerai una serie di testi di lavoro, tra cui anche quelli di cui ti parlavo prima. Ma anche testi di fisica: credo molto nell\u2019incrocio di saperi, mai come oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa ti piace mangiare e cosa bere?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ti rispondo adesso, domani cambierei risposta. Cucinare il risotto alla lombardo-veneta (ad esempio di radicchio o di funghi), mi diverte molto. Mangiare, oltre al risotto, volentieri anche la carne e sono molto goloso di uova, cucinate in tutte le maniere possibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa ti da Venezia e cosa pensi di dare a lei (non posso scindere il cittadino dall\u2019urbanista, ovviamente)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Mi da ancora, nonostante tutto, una dimensione fisica ed urbana di grande rilassatezza e gradevolezza estetica. E\u2019 possibile, e a volte necessario, lasciarla almeno temporalmente, anche se ogni volta constato, dopo i miei viaggi, che a Venezia \u00e8 bellissimo tornare. Le prime due settimane, soprattutto, \u00e8 una meraviglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non so cosa dono, ho provato a dare tanto e tendenzialmente sono un po\u2019 pessimista. Credo difficile riuscire a dare delle cose, poi in qualche modo lo faccio lo stesso, ma\u2026I cambiamenti intervenuti sono tali che puoi dar quello che vuoi ma non sei pi\u00f9 efficace. Certo, volentieri si danno consigli, opinioni, ma la citt\u00e0 non risponde pi\u00f9.<\/p>\n<p>E\u2019 che la realt\u00e0 politica attuale deve rispondere agli interessi elettivi di una pochezza disarmante. Negli anni \u201860 e \u201870 in citt\u00e0 si aveva una classe di professionisti e di intellettuali che aveva delle idee, e la classe politica li rifletteva\u2026Adesso la classe politica risponde ad interessi davvero bassi. L\u2019unica soluzione sarebbe occuparla con i marines, Venezia. La vedo molto difficile. Lascerei il compito di dare a chi ha pi\u00f9 energie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Un talento che pensi di avere e uno che vorresti avere<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Forse la mia capacit\u00e0 migliore \u00e8 l\u2019interazione, l\u2019attenzione ed il dialogo, l\u2019inclusivit\u00e0. Anche con chi \u00e8 molto diverso da me. Faccio presto a capire le logiche di pensiero culturale molto diverso da noi, non a caso lavoro molto a livello internazionale.<\/p>\n<p>Talento che vorrei? Beh, lasciamo perdere! Sarei voluto essere un baritono\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato sin qui?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Che devo combattere una mia tendenza a fidarmi solo di me stesso. Per\u00f2 sto imparando che cos\u00ec facendo perdo realt\u00e0 potenziali che non riuscivo ad attivare e quindi devo smetterla!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Venezia aiuta purtroppo molto a fidarsi solo di se stessi\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ho conosciuto Henry per caso, seduta accanto a lui ad un convegno illuminante di LSE, Urban Age, nel luglio 2016 a Venezia in occasione della Biennale di Architettura. Io ci andavo soprattutto per ascoltare le risposte dei politici presenti e non sapevo che ruolo avesse lui. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Quest\u2019intervista \u00e8 stata raccolta mesi dopo, \u00e8 una lunga chiacchierata leggera su temi importanti in un affollato bar veneziano nel quartiere dove entrambi abitiamo, spiegati anche a chi come me non \u00e8 della materia.<\/em><\/p>\n<p><em>Enrico \u00e8 un urbanista ed \u00e8 docente dello IUAV; dal 1978 collabora con le maggiori istituzioni ed organizzazioni internazionali. E dal 2006 \u00e8 prorettore dell\u2019universit\u00e0 dove insegna e si occupa dei rapporti internazionali. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>A proposito di Re-Cycle Italy: <\/em><a href=\"http:\/\/www.quodlibet.it\/libro\/9788874628940\">http:\/\/www.quodlibet.it\/libro\/9788874628940<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua storia \u2013 almeno negli elementi essenziali &nbsp; Nasco a Padova, ci siamo trasferiti qui quando ero ancora &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/henry-venezia\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9116,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[3466,149,3222,2347,844,676,6231,6233,910,6236,5510,6232,6234,6229,6230,6235,6228,17,22],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9115"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9115"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9231,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9115\/revisions\/9231"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9116"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}