{"id":9153,"date":"2017-03-23T13:45:26","date_gmt":"2017-03-23T13:45:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=9153"},"modified":"2017-04-13T09:28:25","modified_gmt":"2017-04-13T09:28:25","slug":"how-we-dwell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/how-we-dwell\/","title":{"rendered":"How We Dwell"},"content":{"rendered":"<p>Curiosa, sempre, di scoprire qualcosa di pi\u00f9 di <em>How We Dwell<\/em>.<\/p>\n<p>E\u2019 un gruppo di artisti, soprattutto pittori, soprattutto giovanissimi (Andrea Grotto, Adriano Valeri, Cristiano Menchini e Marco Gobbi) che si sono conosciuti all\u2019Accademia di Venezia studiando pittura e poi hanno messo in piedi un progetto \u2013 un po\u2019 da curatori, un po\u2019 da progettisti &#8211; che offre residenze uniche nel loro genere, perch\u00e9 gli artisti possano innanzitutto creare il loro spazio attraverso dei \u2018kit\u2019 costruiti apposta per loro, \u2018in un ambiente scelto apposta in base alle caratteristiche peculiari del luogo e alla tipologia di artisti invitati, frutto di un\u2019interazione non del tutto imprevedibile fra personalit\u00e0 e spazio aperto\u2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre preparano una mostra nella Galleria di Caterina Tognon (Venezia) sono andata a curiosare e fare due chiacchiere con Andrea Grotto, Cristiano Menchini ci ha raggiunti in seguito.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La tua storia in poche righe<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io nasco a Schio nella provincia di Vicenza sono del 1989 e ho frequentato contemporaneamente l\u00ec sia il Liceo Artistico sia l\u2019Accademia Musicale. Mi sono trasferito a Venezia per frequentare l\u2019Accademia di Belle Arti, dove mi sono formato nell\u2019Atelier F, la scuola di Carlo Di Raco, con cui si son formati la maggior parte dei pittori veneziani. E <em>How We Dwell<\/em> \u00e8 nato l\u00ec. Siamo un gruppo di amici che si son incontrati per caso al suo laboratorio, che \u00e8 atipico. Si lavora sette giorni su sette, volendo \u2013 anche tutto il giorno. E si lavora mescolati. La bellezza di quella tipologia di ricerca e di didattica \u00e8 che i giovani artisti pi\u00f9 esperti lavorano affianco ai pi\u00f9 giovani a loro affiancati. Si lavora per analogie di significato, ricerche e d\u2019interessi. In questo modo ho conosciuto bene Cristiano e Marco, da cui ho imparato un molto. La nostra crescita \u00e8 stata parallela, anche con Adriano (l\u2019altro componente di <em>How We Dwell<\/em>). Tra il mio quarto ed il quinto anno di Accademia abbiamo deciso di formare <em>How We Dwell<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 poi proprio Laboratorio di Pittura F?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9 quando nel \u201994 arriv\u00f2 a Venezia il Prof Di Raco era il docente pi\u00f9 giovane fra quelli di Pittura e gli venne assegnata una cattedra piccola con pochi studenti, quelli che non avevano trovato posto nelle altre cattedre. Siccome le cattedre erano state nominate in ordine alfabetico a lui venne assegnata la F. Da allora l\u2019aula \u00e8 cresciuta molto sempre con un clima di lavoro come fosse un grande collettivo artistico\u2026al nome ci si \u00e8 affezionati ed \u00e8 rimasto quello. E\u2019 nata una scuola dove tutti abbiamo sempre lavorato insieme, dove chi \u00e8 pi\u00f9 abile di un altro in quel preciso momento della sua vita, funge da guida. La crescita cos\u00ec \u00e8 pi\u00f9 proficua, rapida e complessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dopo l\u2019Accademia\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019anno della Bevilacqua la Masa (gli <em>How We Dwell hanno vinto una residenza alla prestigiosa istituzione veneziana per giovani artisti<\/em>), io avevo solo 23 anni, \u00e8 stato uno shock. Abbiamo lavorato su <em>How We Dwell<\/em> ma io e gli altri lavoravamo contemporaneamente anche alla nostra ricerca artistica personale che nel mio caso \u00e8 iniziata dal paesaggio, tematica che \u00e8 sempre stata al centro dei miei interessi forse perch\u00e9 il paese dove sono nato e cresciuto \u00e8 circondato per tre quarti dalle montagne, e mi ci sono sempre relazionato in modo molto personale.<\/p>\n<p>In Bevilacqua, l\u2019anno della collettiva, ho partecipato con un lavoro che avevo fatto a Berlino, durante una residenza in quella citt\u00e0. Sono stato tre mesi a Kreuzberg in Glogauer Strasse, la residenza si chiama Glogauair, ho deciso di lavorare su un paesaggio d\u2019interni utilizzando un set, che era il mio studio, e lavorando sui suoi elementi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi ha sempre affascinato il fatto che ognuno di noi, per un motivo o per l\u2019altro, colleziona oggetti e vi si attacca, ai pi\u00f9 svariati. Che in modo quasi magico trascinano una storia &#8211; che raccontano, parlano. Ho concentrato la mia attenzione su un numero definito di elementi che poi ho messo assieme e ho rilavorato. Sono elementi se vogliamo stupidi: due rami, un divano, una coperta ed \u00e8 quello che in modo pi\u00f9 complesso e ricco di simbologie, faccio ancora adesso.<\/p>\n<p>A me interessa quello che sta sotto la patina dell\u2019oggetto, sotto la sua forma. E la pittura e la scultura sono i due media che utilizzo maggiormente. Ho iniziato infatti a costruire oggetti che \u201centrassero e uscissero\u201d dall\u2019 immagine, \u2018luogo\u2019 dove spesso nascono oggetti. In studio spesso ne nascono anche autonomamente; mi piace pensare al quadro come a una stanza da \u2018arredare\u2019, una specie di situazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Mi incuriosisce molto il titolo del vostro gruppo creativo, <\/em>How We Dwell, <em> mi piace e mi m\u2019immagino la scelta dell\u2019inglese. Ma quella parola, Dwell, \u00e8 precisa, particolare, breve e desueta. E serve moltissimo, \u00e8 insostituibile. Ci sono pochi equivalenti. E potrebbe avere una doppia lettura. Come viviamo in generale come persone e come in quanto artisti. Esiste questa ambivalenza?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 voluta ed esiste. La parola deriva dal fatto che nel nostro gruppo c\u2019\u00e8 Adriano che \u00e8 americano ed ha proprio colto quella parola che non viene usata molto \u2013 corta e colta \u2013 e noi volevamo incentrare l\u2019attenzione su come viviamo un determinato luogo vada ad influire, in modo spesso invisibile ma molto tangibile, su un artista. <em>How We Dwell<\/em> era ed \u00e8 una riflessione sul paesaggio e sull\u2019ambiente. Come lo viviamo e come pu\u00f2 modificarci, o modificare l\u2019approccio alla ricerca nel caso di un artista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Arriva Cristiano che era dentro in galleria, aiuta Andrea a finire i pezzi da verniciare \u2013 siamo in una corte nascosta e bellissima fuori la porta della galleria. A due passi da San Mois\u00e8 eppure salvi dal flusso incessante di turisti mordi e fuggi. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ogni artista ha una sua procedura, una sua sensibilit\u00e0, ma la cosa bella che ci \u00e8 capitata con il nostro collettivo \u00e8 che artisti consolidati, che abbiamo invitato in residenza, hanno accettato il nostro format con esiti sorprendenti, per noi ma soprattutto per loro.<\/p>\n<p>Certo, mandavamo artisti in residenza in un posto selezionato in base alla poetica di entrambi, con elementi studiati da noi in quanto artisti per altri artisti. Un po\u2019 cercavamo di imbeccare \u2018la via\u2019 ma loro, gli artisti, nel rispondere sul come era andata, affermavano di potercelo dire solo\u2026 \u201cfra un po\u2019\u201d come se qualcosa si dovesse sedimentare prima. Uno dei punti pi\u00f9 interessanti, probabilmente, \u00e8 stato dover lavorare con un numero limitato di elementi forniti nel kit. N\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno. E questo far fruttare le risorse al massimo, ha stupito!<\/p>\n<p>Quello che pu\u00f2 nascere \u00e8 imprevedibile. Non pu\u00f2 essere infinito ma imprevedibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Dopo Berlino, che effetto ti ha fatto tornare a Venezia?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Mi ha fatto innervosire, come tutte le volte che parto, soprattutto per Milano o per citt\u00e0 pi\u00f9 grandi, di solito per un paio di giorni sono nervoso. E\u2019 stupido da ribadire ma quando si esce ci si rende conto che il mondo \u00e8 pieno di cose accattivanti e per la forma, la lentezza e tutti i problemi che ha Venezia, spesso si modificano i tempi e le cose da fare per evitare i disagi. Forse per vivere qui pu\u00f2 essere interessante avere un\u2019ottica <em>How We Dwell<\/em>: lavoro a Venezia utilizzando il kit che ho.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il collezionista tipo?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Se ci fosse? Questa \u00e8 una domandona. Mi piacerebbe tantissimo un collezionista disposto ad entrare del tutto nel lavoro, capendone i ritmi e tutta la ricerca non solo per un introito economico adeguato, ma per creare di un rapporto intorno al lavoro. E che capisse che l\u2019artista spesso non sa esattamente dove andr\u00e0 a finire quando inizia il processo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ambisco ad un collezionista che sia complice, per un lavoro duraturo. Un po\u2019 come il mecenate di una volta, che non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Che tipo di libri stai leggendo?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sto leggendo <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/1479316628\/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=1479316628&amp;linkCode=as2&amp;tag=slowor-21\"><em>Bouvard et P\u00e9cuchet <\/em><\/a>di Gustave Flaubert che mi \u00e8 stato consigliato e contemporaneamente sto rileggendo <em>L\u2019uomo e i suoi simboli <\/em>di Jung. Sto cercando di introdurre nel mio lavoro una simbologia narrativa e nello stesso tempo alchemica, che possa essere lasciata l\u00ec anche se un po\u2019 incomprensibile. Il libro di Flaubert mi piace moltissimo perch\u00e9 \u00e8 tragicomico, tutto quello che i due protagonisti si impegnano a fare va a finire sempre male. Per\u00f2 \u00e8 bello, c\u2019\u00e8 l\u2019entusiasmo tipico dell\u2019artista solo che sembra che \u2018Tutto il cosmo stia cospirando affinch\u00e9 tutto vada a finire male&#8217;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra i miei libri preferiti credo ci sia <em>Il Vagabondo delle stelle<\/em> di Jack London, quasi tutto quello che ho letto di lui mi \u00e8 piaciuto molto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Caterina Tognon ha scelto di fare due personali?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cristiano<\/em>: Da quando ci conosciamo \u00e8 la quinta o sesta mostra che facciamo insieme noi due, e la quindi la proposta di Caterina ci \u00e8 sembrata coerente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ma voi sul design vi siete mai sperimentati?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cristiano<\/em>: E\u2019 stato molto naturale tutto quello che abbiamo fatto sin qui &#8211; e quindi non \u00e8 detto che non succeda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Andrea<\/em>: Sarebbe bellissimo che succedesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cristiano<\/em>: Avevamo un progetto straordinario che purtroppo \u00e8 saltato, la casa sull\u2019albero. Che abbiamo poi esteso a due classi di bambini di scuola elementari che hanno progettato, sulla base di nostre indicazioni pi\u00f9 che altro limitative, l\u2019abitazione sull\u2019albero. Che secondo il progetto doveva essere realizzata in scala 1:1 abitabile, cos\u00ec come il bambino l\u2019aveva disegnata. Il progetto l\u2019avevamo iniziato con un FAI locale.<\/p>\n<p>C\u2019erano un paio di case che erano bellissime, intanto tutto il progetto era nuovo. Le case erano per adulti, ma disegnate da bambini e da costruire su alberi. Tutti gli oggetti all\u2019interno della casa del pari, erano progettati da bambini.<\/p>\n<p>Case per adulti che vogliono ritornare un po\u2019 bambini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Andrea\/Cristiano:<\/em> Di progetti di design ne abbiamo messi in piedi qualcuno. Eravamo stati invitati a realizzare un progetto durante il Salone del Mobile, qualche anno fa, per il quale avevamo realizzato delle macchine per cercare oro. L\u2019idea ci era venuta a seguito della nostra residenza n. 2: <em>Alla ricerca dell\u2019oro<\/em> in cui ogni artista doveva \u201cricevere anche un regalo\u201d. Ed eravamo interessati molto ad artisti che amavano l\u2019alchimia.<\/p>\n<p>Avevamo creato la macchina per cercare l\u2019oro, recuperando dei travi di un palazzo Veneziano scoperchiato (del 1800) partendo da un\u2019illustrazione sulla ricerca dell\u2019oro. Non avendo mai trovato un disegno progettuale adatto a tale ricerca lo abbiamo estrapolato noi. E la nostra funzionava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non siamo interessati a dividerci in base a categorie preesistenti. In base al progetto reagiamo con i media pi\u00f9 adatti. Se serve un oggetto, un testo od altro non importa. Il \u2018kit\u2019 per noi \u00e8 stato fin da subito un\u2019occasione od un grimaldello. Per lavorare anche sul \u2018packaging\u2019 dell\u2019idea. Con un\u2019estetica assolutamente \u2018dwell\u2019 cio\u00e8 molto spartana. Con il nostro gusto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco Gobbi, ad esempio, \u00e8 anche scultore come anche Andrea. Adriano ed io (<em>Cristiano<\/em>) siamo soprattutto pittori.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutta la nostra esperienza ci ha portato a imparare e fare un sacco di cose e <em>How We Dwell<\/em> non \u00e8 solo un progetto curatoriale, ti costringe sempre a metterti in gioco.<\/p>\n<p><em>How We Dwell <\/em>continua anche se ognuno di noi ha preso anche altre strade.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il progetto della casa sull\u2019albero \u00e8 tra i nostri preferiti, lo faremmo anche domani. Io (<em>Cristiano<\/em>) ho insegnato, Andrea insegna tuttora e quindi mettiamo a frutto anche la nostra esperienza di docenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa ti da Venezia e cosa dai tu a lei mi sembra molto chiaro. La consideriamo la tua citt\u00e0, Andrea?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Sai, forse no. Sto a Venezia, insegno al Liceo Artistico, ho lo studio, tutti i miei amici e colleghi. Ma mi manca molto la possibilit\u00e0 di andare verso i monti. Anche a Torino, per esempio. Una citt\u00e0 bellissima, versatile. Venezia \u00e8 molto meno versatile, ha tante cose belle \u2013 si ha un rapporto vis-a-vis con le persone, si cammina tanto si impara a conoscersi, ha una luce strepitosa \u2013 per\u00f2 a me manca il paesaggio con la profondit\u00e0 di campo, per livelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Mangi e cucini tanto, cosa ti piace? Cosa bevi?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Preferisco la birra al vino. Mi piace molto far da mangiare, posso dirti cosa sto mangiando negli ultimi tempi (molti cereali con tanta frutta e verdura), invento e sperimento. E mi appago anche, mi diverte. Poi son fortunato, la mia ragazza \u00e8 bravissima quindi spesso cucina lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che pensi di avere e uno che vorresti?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>(Andrea) Credo di essere uno che sa stare con le persone \u2026 la scuola mi sta insegnando molto.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe avere un talento pi\u00f9 scientifico forse, un po&#8217; di acutezza in pi\u00f9 nel vederci chiaro.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tendo ad accelerare e forse sto imparando ad accettare i tempi delle cose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/menchinicristiano.tumblr.com\/bio\">Cristiano Menchini<\/a><em> \u00e8 nato a Viareggio nel 1986 e vive tra Pietrasanta e Venezia. Si \u00e8 diplomato nel 2007 in Design e restauro artistico al Felice Palma di Massa e poi all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2015 \u00e8 stato selezionato come artista in residenza a Viafarini DOCVA ed il suo lavoro \u00e8 stato esibito anche al Centro Pecci di Prato. E\u2019 reduce da una mostra in una cartiera milanese dove ha osato, in maniera straordinaria, con acqueforti su fogli screziati di muffa. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Leda<\/em> e <em>Grecale<\/em>, le due personali combinate di Andrea Grotto e Cristiano Focacci Menchini, sono, fino al 4 maggio, da Caterina Tognon (Ca Nova di Palazzo Treves, in corte Barozzi, San Marco 2158 Venezia).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Curiosa, sempre, di scoprire qualcosa di pi\u00f9 di How We Dwell. 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