{"id":9345,"date":"2017-04-20T18:58:52","date_gmt":"2017-04-20T18:58:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=9345"},"modified":"2017-07-20T10:41:39","modified_gmt":"2017-07-20T10:41:39","slug":"la-scuola-di-penny-wirton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/la-scuola-di-penny-wirton\/","title":{"rendered":"La Scuola di Penny Wirton"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Eraldo (Affinati) ed Anna Luce (Lenzi): la vostra vita prima della scuola di Penny Wirton?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci siamo laureati entrambi su Silvio D\u2019Arzo, autore del romanzo da cui prende il nome la nostra scuola. La vera esperta darziana \u00e8 Anna Luce Lenzi, ben conosciuta dai critici che si sono occupati dello scrittore reggiano. La nostra formazione \u00e8 letteraria, ma abbiamo sempre avuto una forte predisposizione pedagogica che ci ha spinti a fondare questa scuola per immigrati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>E dopo l\u2019impegno che avete intrapreso ormai 5 anni fa?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ormai quasi dieci anni fa! Adesso ci sentiamo responsabili di tante persone che, ugualmente appassionate, decidono di insegnare la lingua italiana ai ragazzi migranti. Abbiamo la sensazione che questo impegno di gratuit\u00e0 possa stimolare le risorse migliori del nostro Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La Scuola di Penny Wirton \u00e8 nata e si \u00e8 gemmata in varie citt\u00e0 italiane con lo stesso modello di scuola aperta e senza classi per insegnare l\u2019italiano di base a stranieri, in forma volontaria e gratuita, oppure aiuta chi lo comprende e lo scrive gi\u00e0 a migliorarlo. Cosa vi ha ispirati, quanti centri, docenti e \u2018studenti\u2019 avete ad oggi?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo momento contiamo venticinque Penny Wirton sparse per l\u2019Italia. Abbiamo centinaia di studenti e volontari. Per chiunque voglia approfondire e-o collaborare consigliamo il nostro sito: <u>www.scuolapennywirton.it<\/u><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Se gli studenti vi chiedono dei romanzi da leggere per affinare la loro relazione con la nostra letteratura \u2013 o dei poeti \u2013 ci svelate i vostri preferiti?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I nostri studenti sono spesso analfabeti nella lingua madre: ragazzi che non hanno mai tenuto una penna in mano, quindi per loro la lettura \u00e8 solo la stazione finale dell\u2019apprendimento. Tuttavia abbiamo anche persone istruite. In quel caso indichiamo testi facili e scorrevoli. Ce n\u2019\u00e8 uno, ad esempio, di Hans-Georg Noack, intitolato <em>Benvenuto, <\/em>tradotto dal tedesco da Anna Luce per l\u2019editore Gallucci, che si presta molto, anche perch\u00e9 racconta di quando gli emigrati eravamo noi italiani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Identikit del collaboratore tipo, dove vi cerca per prestare la sua opera e cosa desiderate porti in dote?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo due tipi di volontari: il pensionato, non sempre ex insegnante e il giovane studente italiano che svolge con noi l\u2019alternanza scuola-lavoro. Vedere il ragazzo italiano che insegna la nostra lingua al suo coetaneo immigrato \u00e8 forse la cosa pi\u00f9 bella. Ogni volontario \u00e8 spinto da una motivazione diversa: sociale, religiosa, politica, esistenziale. Tutti si ritrovano nel medesimo gesto. Ognuno porta se stesso, la propria sensibilit\u00e0, il proprio carattere, il proprio mondo. Quando torna a casa \u00e8 sempre arricchito dal punto di vista umano e culturale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Tra i vostri docenti spesso figli d\u2019immigrati della seconda generazione e tra i vostri studenti anche minori non accompagnati che sono arrivati in Italia. L\u2019insegnamento della lingua \u00e8 una chiave universale che significa soprattutto accoglienza ed inserimento?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Imparare la lingua, come sapeva Don Lorenzo Milani al quale ho dedicato il mio ultimo libro intitolato <em>L\u2019uomo del futuro<\/em>, \u00e8 tutto: significa diventare adulti, imparare a pensare, scrivere, vivere. Attraverso l\u2019insegnamento della lingua anche noi italiani possiamo sperimentare la vera integrazione che non pu\u00f2 ridursi alla pura elargizione del servizio, ma deve basarsi sulla qualit\u00e0 del rapporto umano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Pregi e difetti del vostro metodo?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non vogliamo fare semplice intrattenimento. Per questo utilizziamo due volumi che abbiamo scritto proprio per i migranti: <em>Italiani anche noi<\/em>, entrambi pubblicati dal Margine. Libro rosso e libro blu: tanti esercizi, poca grammatica, molti disegni. La nostra fragilit\u00e0, del resto voluta, \u00e8 legata al fatto che, non avendo finanziamenti, tutto potrebbe finire da un momento all\u2019altro. Per fortuna tanti ci chiamano e vogliono lavorare gratis!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa importereste qui che non c\u2019\u00e8 gi\u00e0 nel variegato mondo della coesione e promozione sociale?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La serenit\u00e0 e l\u2019armonia vanno conquistate giorno per giorno: questo lo sanno tutti. Bisogna avere in testa un sogno e tenere la barra diritta perch\u00e9 ci sono anche quelli che remano contro. Ma quando arriva il piccolo Mohamed tutto passa e noi ci rimettiamo al lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Un talento che avete, uno che vi manca?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il talento, come Penny Wirton, \u00e8 quello di essere rigorosi e flessibili al tempo stesso: ogni lezione viene registrata e ogni presenza comunicata la sera stessa. Ci manca l\u2019esperienza istituzionale e amministrativa, infatti abbiano sempre avuto difficolt\u00e0 a trovare spazi adeguati alla nostra azione sociale. Ma ci siamo arrangiati grazie all\u2019apporto di tante persone straordinarie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Una cosa bella capitata di recente alle vostre scuole, una a voi sul piano pi\u00f9 personale?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il sorriso dei nostri alunni \u00e8 il compenso migliore: quelli che vorrebbero venire tutti i giorni. Uno spettacolo incredibile per noi insegnanti. Come se Pinocchio, invece di vendersi l\u2019abbecedario, te lo chiedesse in dono. Alcuni ragazzi afghani lo fanno e rendono vive le parole di Malala Yousafzai (<em>giovanissima attivista pachistana recentemente insignita del Nobel, ndr<\/em>) quando disse che un libro e un insegnante possono cambiare il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cosa avete imparato, sin qui, dalla vita?<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che devi restare con le tasche vuote. Se vuoi conservare qualcosa, sei destinato a perderlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quest\u2019intervista, a cura di Diana Marrone, \u00e8 stata commissionata dalla Fondazione Easy Care per l\u2019Osservatorio dei <em><a href=\"http:\/\/www.socialcohesiondays.com\/osservatorio\/slow-words-intervista-penny-wirton\/\">\u2018Social Cohesion Days\u2019<\/a><\/em>, sul cui blog <em>Slow Words <\/em>cura, in lingua italiana, una rubrica mensile fino a maggio 2017 (quest\u2019intervista \u00e8 apparsa a novembre 2016).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Eraldo (Affinati) ed Anna Luce (Lenzi): la vostra vita prima della scuola di Penny Wirton? &nbsp; Ci siamo laureati &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/la-scuola-di-penny-wirton\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9346,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[6365,6370,5156,6366,973,6368,6367,6726,6369,5153],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9345"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9345"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9345\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9855,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9345\/revisions\/9855"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9346"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9345"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9345"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}