{"id":9934,"date":"2017-09-14T08:48:03","date_gmt":"2017-09-14T08:48:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.slow-words.com\/it\/?p=9934"},"modified":"2017-10-19T07:27:56","modified_gmt":"2017-10-19T07:27:56","slug":"mark-cousins-edinburgo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/mark-cousins-edinburgo\/","title":{"rendered":"Mark Cousins, Edinburgo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>La tua biografia in poche righe, con magari qualche accenno in pi\u00f9 sui tempi dell\u2019infanzia<\/i><\/p>\n<p>Sono un nord-irlandese che vive ad Edimburgo, sono un lettore lento e cerebrale, felice e brizzolato, sono in cerca di meraviglia e sono irrequieto.<\/p>\n<p>Sono un filmmaker vano, gentile &#8211; e sono uno scrittore che \u00e8 cresciuto nella Belfast durante \u2018i problemi\u2019, che ha studiato cinema, arte e filosofia, che \u00e8 stato con la stessa donna per trent\u2019anni, i miei film trattano temi come il camminare, i bambini, il recupero e l\u2019innovazione. Due miei libri tra poco escono anche in Italia (<i>La Storia del Film, La Storia del Guardare<\/i>), sto per completare un film su Orson Welles, ho scalato la famosa insegna Hollywood nudo, il mio artista preferito \u00e8 Tintoretto, sono un professore onorario di cinema, sono influenzato dal surrealismo, mi annoio facilmente, il mio scrittore preferito \u00e8 James Joyce, il mio regista preferito \u00e8 Imamura Shohei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Meglio che te lo dica subito e all\u2019inizio di questa chiacchierata. Io ho fatto la strada di \u2018A Pilgrimage\u2019 &#8211; un festival di cinema peripatetico nel puro senso del termine che hai organizzato e prodotto con Tilda Swinton nelle pi\u00f9 remote aree della Scozia nord-occidentale. Non ho fatto \u2018la strada\u2019 durante il festival purtroppo, ma solo dopo solo per scoprire i posti che avevate scelto.<\/i><\/p>\n<p><i>Cosa c\u2019era dietro questa idea straordinaria e ci sarebbe magari l\u2019opportunit\u00e0 di rivederlo in scena?<\/i><\/p>\n<p>Sono stato educato in un ambiente cattolico e quindi noi siamo usi ai pellegrinaggi. Siccome sia io sia Tilda pensavamo e pensiamo che il cinema sia la nostra religione, abbiamo deciso di mostrare quanto fossimo devoti ad esso in un modo speciale, facendo girare un cinema mobile che pesava 37 tonnellate intorno a piccole citt\u00e0 e villaggi dove prima un cinema non era mai arrivato. L\u2019idea era quella di fare qualcosa di potentemente visivo, divertente, accessibile, assai devoto, memorabile ed innovativo. Nessuno l\u2019aveva mai fatto, ecco perch\u00e9 abbiamo voluto farlo noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>E la scintilla dietro la tua ultima fatica da regista?<\/i><\/p>\n<p>Il mio ultimo film, <i>Stockholm My Love<\/i>, parla della grande musicista Neneh Cherry. E\u2019 un film sulla citt\u00e0 e racconta la storia di un architetto (interpretato da Neneh) che si ripiglia da un incidente che rappresenta quasi un elettroshock nella sua vita. E\u2019 in un certo senso un musical &#8211; uno triste per\u00f2 &#8211; e parla di come ci riprendiamo da momenti duri e difficili. E\u2019 stato girato insieme al grande direttore della fotografia Christopher Doyle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Hai appena terminato un bell\u2019impegno: sei stato tra i giurati della <a href=\"http:\/\/www.prundercover.com\/it\/blog\/200\/Il-deserto-dell-amore-e-altri-uragani-alla-Mostra-del-Cinema-di-Venezia-2017.html\">74ma Mostra del Cinema di Venezia<\/a> (sezione Orizzonti), dove ci siamo conosciuti durante le meravigliose proiezioni selezionate nella sezione di cui ti occupavi.<\/i><\/p>\n<p><i>Sei d\u2019accordo anche tu, come Annette Bening, sulla qualit\u00e0 eccezionale delle sceneggiature e degli script in questa edizione ed in tutte le sue sezioni?<\/i><\/p>\n<p>Non sono mai stato convinto che lo script sia il cuore del film o, anche, un punto di partenza. Abbiamo visti sicuramente film dalle grandi storie &#8211; per esempio quello islandese <i>Under the Tree<\/i>, l\u2019iraniano <i>No Date No Signature<\/i>, il cileno <i>Oblivion Verses<\/i>, <i>Nico<\/i>, l\u2019algerino <i>Les Bienheureux<\/i>, etc, ma il pi\u00f9 innovativo che abbia visto, ad esempio, \u00e8 <i>Caniba <\/i>e non aveva lo script.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Pi\u00f9 in generale, qual \u00e8 la magia che ti rende impaziente di fare un film, quando si tratta di parole e di storie, documentassimo oppure un misto tra finzione e realt\u00e0? Qual \u00e8 secondo te il portato della cultura \u2018nazionale\u2019 nel leggere le storie e la vita reale quando adatti (o scrivi) una sceneggiatura?<\/i><\/p>\n<p>L\u2019attrazione del cinema \u00e8 quella che \u00e8: il mito e la magia. E\u2019 una vita surrogata ed un viaggio nel tempo. Io ho fatto un film interamente di finzione e molti altri che potresti definire di \u2018realt\u00e0 poetica\u2019. Creare \u00e8 un istinto fortemente umano. Creare qualcosa che ci assomigli ma che sia, in un certo senso, astratto o spiritualizzato o adornato. Guarda alle meraviglie scoperte a Knossos (Creta) o in Africa o nell\u2019America centrale. Lo stato pi\u00f9 prossimo al naturale credo sia un ibrido tra reale e immaginato.<\/p>\n<p>Se esaminiamo il modo di fare cinema nei differenti paesi del pianeta, possiamo sicuramente vedere delle specifiche nazionali &#8211; le disquisizioni morali in Iran, la nudit\u00e0 in Scandinavia, il <i>laissez-faire<\/i> romantico in Francia, il pessimismo in Russia, etc. Ma oltre queste caratteristiche nazionali, c\u2019\u00e8 qualcosa di universale nel linguaggio del cinema ed \u00e8 nell\u2019estasi, nel rapimento che provoca nel pubblico. E\u2019 pi\u00f9 grande della vita, sublime: ti sopraff\u00e0 ed \u00e8 luminoso come l\u2019estate, straboccante come una spiaggia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Tu come lettore: che luoghi, che bisogni, che storie<\/i><\/p>\n<p>Leggo molta storia e molta filosofia. Raramente leggo fiction, ad essere onesto, a meno che non sia densamente letteraria..!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Ed il libro e la musica con te ora?<\/i><\/p>\n<p><i>Hope in the Dark <\/i>di <i>Rebecca Solnit<\/i>; il nuovo album di Mogwai <i>Every Country&#8217;s Sun<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cibo e bevanda preferiti?<\/i><\/p>\n<p>Adoro lenticchie, menta, cumino, chiodi di garofano, limone. Molto mediorientale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dove ti vedi da qui a dieci anni?<\/i><\/p>\n<p>Tanto felice ed appagato che non ho quasi nulla da cambiare. Continuo ad essere creativo e salutista (mio padre mor\u00ec a 56 anni)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Cosa hai imparato sin qui dalla vita?<\/i><\/p>\n<p>A puntare in alto. A ballare. Ad essere onesto. A lavorare duro. Ad andare ai funerali. A non prendere i taxi. A non essere un testa di cazzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mark Cousins (1965) \u00e8 un regista, sceneggiatore, scrittore, critico di film ed il precedente direttore dell\u2019Edinburgh International Film Festival.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 sui suoi film e libri:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Mark_Cousins_(film_critic)\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Mark_Cousins_(film_critic)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/about.me\/markcousins\">https:\/\/about.me\/markcousins<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La tua biografia in poche righe, con magari qualche accenno in pi\u00f9 sui tempi dell\u2019infanzia Sono un nord-irlandese che &hellip; <a href=\"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/mark-cousins-edinburgo\/\">Continua<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9939,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12],"tags":[6786,6777,6541,6805,6784,6804,6771,6797,6802,6794,6793,6780,6779,6774,6773,6803,4460,6772,2774,5450,6795,6783,6775,6806,40,209,5187,1034,6782,6781,6776],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9934"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9934"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9934\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10171,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9934\/revisions\/10171"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.slow-words.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}