La Banderuola

Vento del sud,

bruno, ardente,

scendi sulla mia carne

e porti semi

di sguardi

brillanti col profumo

d’aranceti.

Fai arrossire la luna

e singhiozzare

i pioppi prigionieri, ma vieni

troppo tardi!

Ho già  deposto la notte del mio racconto

nello scaffale.

Senza vento,

credimi,

gira, cuore;

gira, cuore.

Vento del nord,

orso bianco del vento!

Scendi sulla mia carne

tremante d’aurore

boreali

col tuo strascico di spettri

capitani

e ridendo

di Dante.

O pulitore di stelle!

Ma vieni

troppo tardi.

La casa dell’anima è coperta di muschio

e ho perso la chiave.

Senza vento,

credimi,

gira, cuore;

gira, cuore.

Brezze, gnomi e venti

di nessun luogo.

Zanzare della rosa

di petali a piramide.

Alisei filtrati

fra gli alberi rudi,

flauti nella burrasca

lasciatemi!

Il mio ricordo

trascina pesanti catene

e l’uccello è prigioniero

quando disegna di trilli

la sera.

Le cose che se ne vanno non tornano più,

tutti lo sanno,

e fra l’illustre moltitudine dei venti

è inutile lamentarsi.

Non è vero, pioppo, maestro di brezza?

E’ inutile lamentarsi.

Senza vento,

credimi,

gira, cuore;

gira, cuore.

Federico García Lorca (Spagna, 1898-1936)

Fuente Vaqueros, Granada, luglio 1920 (tradizione di Carlo Bo, maggio 1975)

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