Angela, Stoccarda

 

La tua vita in poche righe, iniziando dalla tua infanzia

La mia infanzia ha abitato due case – una è la città dove sono nata e dove tutta la famiglia ha vissuto per qualche anno in un vecchio appartamento borghese situato in una casa dei primi anni del XX° Secolo. Mio padre era un architetto e il suo ufficio era nello stesso edificio. Ma lui veniva da un piccolo villaggio adagiato sul nord del Reno. E’ lì che costruì una casa e tutta la famiglia vi si trasferì. La nostra casa era l’ultima sul limitare del villaggio e giusto dietro al nostro giardino iniziavano i campi. Era anche molto vicina al fiume. La regione è nota per le vallate che si intessono al fiume, un paesaggio pianeggiante e fertile, agricolo da oltre 2000 anni. L’orizzonte è marcato dalla silhouette blu dei Vosques e dalle montagne della Foresta Nera. Quindi, come vedi, il paesaggio ha una forte influenza su di me. Sin da piccola fui incantata dalla bellezza della natura. Natura e organico ancora giovano un ruolo nel mio lavoro attuale.

Dopo aver lasciato la scuola ho studiato architettura e da lì ho iniziato un lento avvicinamento alle arti visive. Ho studiato a Stoccarda ed Edimburgo – al mio ritorno da questa città le cose mi furono chiare. Dovevo seguire le mie idee artistiche. Ho iniziato con le performance e in seguito sono ritornata verso la scultura in cui l’idea della bellezza insita nella natura ha sempre avuto un ruolo. E poi ho scoperto che era possibile disegnare strutture organiche con algoritmi- Questo mi ha condotto alla creazione della mia serie ‘Unnamed tree’. Adesso sto sviluppando uno strumento con due amici che permette di trasferire questo progetto nella realtà aumentata come un gioco 3D in cui disegnare con i cellulari…una sorta di penna del XXI° Secolo.

 

Il tuo lavoro all’assessorato alla cultura di Stoccarda ti ha condotta ad essere responsabile di una pubblicazione annuale tematica dal taglio editoriale davvero unico, ZKIS, che si rivolgeva ai professionisti delle arti (anche agli insegnanti)

Qual è la chiave del tuo coinvolgimento nel settore pubblico, e quali le ‘gioie e dolori’ che puoi raccontarci?

Ho iniziato a lavorare per ZKIS perché pensavo personalmente che era il momento di un cambiamento. Si trattava di un progetto speciale del ministero per l’Educazione che offriva informazioni e programmi per tutte le scuole nella nostra parte della nazione. Il mio lavoro è sempre stato concettuale quindi mi sono avvicinata a questo nuovo campo professionale in questo modo anche.

Da qui, ZKIS è diventato qualcosa dotato di una sua propria personalità, in grado di mettere in comunicazione il mondo dei professionisti dell’arte e del design con la realtà dell’educazione scolastica negli stessi campi – mostrando le traiettorie da entrambi i lati. Quello che mi sono data come obiettivo, credo sia stato raggiunto. Volevo contribuire a spolverare via la polvere dalla considerazione degli organi ministeriali verso l’educazione nel campo dell’arte. Ecco perché la media art ha svolto un ruolo importante nella rivista.

Mi chiedevi di gioie e dolori. Il feedback che il magazine ha ottenuto in tutto il paese è stato davvero vasto. I docenti d’arte da tutta la Germania mi hanno contattata dopo la pubblicazione della seconda edizione. Nonostante ciò il ministero ha deciso di interrompere il programma. E questo, nei fatti, è davvero triste.

 

Di recente, le elezioni politiche in Germania hanno condotto molti osservatori stranieri ad esclamare ‘che sorpresa!’ tuttavia se parli con alcuni tedeschi, ti senti dire che tutto era largamente previsto…Cosa ne pensi e qual è la sensazione che respiri nelle strade e con le persone accanto a te dopo il voto?

Vivo a Stoccarda, la capitale ricca dei costruttori di auto tedeschi, la casa di Mercedes Benz di Porsche.

La città ed i suoi abitanti sono piuttosto benestanti. L’immigrazione è stata un problema sin dai primi anni 60 e molti qui pensano ancora che fintanto che c’è un ragionevole benessere per tutti, la pace sociale può essere garantita. Oggi c’è ancora lo stesso sentimento in città, la quale è stata recentemente eletta dalla CNN come la ‘Slow City’ n. 1 nel mondo. Certo, frizioni e problemi presenti altrove appaiono più tardi nella vallata di Stoccarda-

Tuttavia, anche nel nostro parlamento il partito di estrema destra ha trovato una strada ma non con effetti clamorosi. Essi sono soltanto uno dei partiti di opposizione – e lo dico chiaro: non è certo quello con nuove idee convincenti per risolvere i problemi. E ci sono molti dubbi in merito alle loro performance anche a livello di governo federale.

Nei primi anni 90 c’erano vari partiti di protesta agli estremi nazionalisti del parlamento. Tutti sono scomparsi senza note od avvisi. Penso che stiamo assistendo a qualcosa di molto simile anche adesso. Sono fermamente convinta delle energie della democrazia – tendono a condurre verso il centro.

 

Cosa dai alla tua città e cosa invece pensi essa ti dia?

Bene, la mia vita è interconnessa con questa città e quindi la mia vita è un’espressione delle sue pulsazioni. Un anno fa è nato mio figlio. Il dottore che lo ha fatto nascere era il figlio del dottore che mi ha aiutato a venire alla luce del mondo. Me ne sono andata da qui un paio di volte – e ho continuato a tornare. Ogni volta ritornando nei giri che lasciavo, riscoprendo persone e luoghi che avevano avuto un ruolo nei miei stadi di vita precedenti- Penso che io e Stoccarda viviamo su frequenze risonanti.

 

Tu come lettrice: che luoghi, che bisogni, che libri con te adesso

Immagino che questa risposta possa essere condivisa da tutte le madri con figli piccoli: letto e pavimento – dipende da dove mio figlio insista per la millesima volta a sfogliare ancora ed ancora le pagine del suo libro illustrato. E’ difficile che possa trovare il tempo di leggere da sola.

 

E la musica che ascolti ora?

Se non è il mio orologio musicale che porta me e il mio bambino nella terra dei sogni allora è mio marito che suona la chitarra e fa qualche performance privata di cantautorato. Da ultimo ha composto una piccola lirica sulla città scozzese di Oban. Cito gli ultimi versi, che amo particolarmente:

Oh tempo, tu o grande correttore,

Mi hai guarito dai dubbi

E mi hai lasciato quasi senza significato

Tra queste canzoni e queste nuvole.

 

Cibo e bevanda preferiti?

Questa è una domanda facile: costata di manzo con patate fritte fatte in casa e insalata verde, accompagnata da un Bordeaux vellutato.

 

 

Il luogo segreto della tua città (o di un altro posto che ami) dove ti rechi qualche volta quando ha voglia di rallentare – se ti piace – o semplicemente prendere una piccola pausa?

Ma rimarrebbe segreto se te lo dicessi? O perderebbe il suo fascino?

 

Cosa hai imparato sin qui dalla vita?

Oh, la vita è bellissima – n’importe quoi

 

….

 

Per scoprire qualcosa in più dei progetti di Angela: www.unnamed-tree.com | www.4spotitude.com

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