Franco, gondoliere e insegnante

Le Zitelle, la parte dell’isola della Giudecca che si affaccia su San Giorgio ed il Bacino di San Marco è la casa di Franco: quando può si rintana qui e difficilmente riesci a trascinarlo fuori. Gondoliere da otto generazioni, studi di elettrotecnica poco convinti da ragazzino, oltre ad imbracciare il remo, con il tempo ha capito che la sua passione erano le discipline olistiche oltre che le arti marziali. Quarantacinque anni, alterna la sua professione principale con l’insegnamento ed i massaggi terapeutici. Scrive, per diletto, poesie. Da quando hanno (parzialmente) installato il Mose qui a Venezia si lamenta che le correnti siano fortissime ed è molto più difficile vogare. Tra poco sarà pronta la sua nuova gondola, che nasce in un cantiere a pochi passi dalla sua casa, e si sta preparando al varo.

 

 

La tua storia, da quando nasci ad oggi. In poche righe.

Sono nato a Venezia ma ho viaggiato e vissuto molto in America per studio: tra Philadelphia, Boston e New York. Alla ricerca di un equilibrio interiore … che poi non esiste.

L’equilibrio è un costante aggiustare uno squilibrio per cui dobbiamo cercare gli squilibri non gli equilibri dentro di noi. E armonizzarli con la vibrazione del nostro cuore.

Continuo a fare il gondoliere perché mi piace la gente, l’aria aperta e la mia città.

Non so cosa sarà del mio futuro, dove andrò, dove vivrò. Mi piace restare più nel presente poiché è lì che si trova la vita: il futuro e il passato sono solo concetti ma in realtà non esistono.

 

 

Due mestieri antichi: il gondoliere e il terapeuta. Entrambi si nutrono di illuminazioni, giusto? Come dividi la tua vita quotidiana con due pratiche così diverse?

In realtà il mio Maestro diceva sempre che la forza viene dalle gambe … quando siamo giovani le gambe sono forti e il torso debole. Quando invecchiamo le gambe sono deboli ed il torso forte. Come gli alberi.

La voga veneta rende le gambe forti e il torso leggero per cui tende a rallentare l’invecchiamento e mantenerci agili e forti.

Nella voga devi tenere il remo con forza, ma senza stringere troppo, altrimenti ti irrigidisci, ti stancheresti subito e le mani ti farebbero male.

Bisogna essere precisi nei movimenti ma allo stesso tempo applicare una forza adeguata. Un po’ come scrivere su un piccolo pezzo di carta con una matita di 20 chili: forza e precisione, due opposti che si devono bilanciare.

Nella vita, nei rapporti sociali, in qualsiasi cosa facciamo dovremmo applicare la stessa regola. Essere forti e determinati ma non cocciuti e caparbi.

L’eccesso in una direzione o nell’altra porta sempre ad una mancanza .

Tenere non trattenere …

 

Quanto è difficile essere gondolieri ed in generale quale è la parte più difficile che affronti nel tuo lavoro ?

Difficile sì, più che altro direi che è impegnativo – fisicamente ma specialmente mentalmente. Perché hai a che fare con molteplici situazioni: dal battello che fa troppe onde e rischia di ribaltarti 
al districarti nei canali 
rispondendo al contempo alle tante curiosità dei clienti. Riguardo il lavoro di insegnante, 
la parte più impegnativa è riuscire ad esprimermi in modo che ogni persona comprenda ed assimili quello che voglio trasmettere.

 

Mi racconti un momento appagante che ti è capitato di recente?


Una ragazza non vedente a cui ho descritto i luoghi che visitavamo 
facendole toccare i muri e i pali, facendole notare le differenze di atmosfera tra un luogo ed un altro.
 La sua mamma mi ha tanto ringraziato.

 

Cosa ti ha dato Venezia e cosa hai dato tu a questa città?


A Venezia ho dato 25 anni di vita da gondoliere, cercando di essere 
gentile con tutti e nonostante sia un pò caro viverci non la abbandono. 
Venezia ha dato a me un lavoro, la tranquillità, gli amici. E poi ti riempie l’anima di bellezza ovunque tu guardi.

 

Qual è il tuo cibo e la tua bevanda preferita?


San Pietro (un pesce di mare) impanato e Ripasso ghiacciato (vino DOC della Valpolicella superiore, un rosso pregiato, ndr).

 

Che musica ascolti e che libro leggi ora?


Ascolto ogni tipo di musica tranne il reggae. Adesso
 leggo un libro sui gatti di Roberto Allegri, Il mio maestro zen ha la coda e Conan Doyle (Sherlock Holmes) più un trattato di medicina: Jean Pierre Barral, Trauma an osteopathic approach.

 

Un talento che hai e uno che ti manca?


Ho il senso dell’estetica assoluto, 
mi manca la ponderanza.

 

Cosa hai imparato dalla vita?


Questa domandala a Lao-Tzu (uno dei più grandi saggi mai vissuti: ha scritto il Tao Te Ching).

2 risposte a “Franco, gondoliere e insegnante”

  1. Maurizio Costa

    GRANDE FRANCO !!!!! Sei un tesoro ti abbraccio forte e ti penso sempre con grande affetto ! Anche se sono anni che non ci vediamo mi basta un attimo per sentirti vicino !! Big hug !!! Maurizio di Milano

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  2. nino

    conoscevo una barbara grossi tua parente?

    Rispondi

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