Sergio Cappelli, notaio, Napoli

 

La tua vita in poche righe, proprio da dove comincia

Comincia in un paesino della Basilicata.

I miei genitori andavano spesso a Roccanova, ospiti di una zia di mia madre la quale, rimasta vedova, si era ritirata a vivere là, nel palazzotto avito dei Fortunato, la famiglia del marito e del grande meridionalista.

Una casa piena di ritratti, memorie familiari e segni del passato. Fui concepito a Roccanova e sono nato a Napoli.

Mi piace pensare che quel luogo abbia determinato la mia passione per la storia, i legami familiari, il valore della memoria. Napoli poi ha fatto il resto, obbligandomi a giocare col fuoco!

Infanzia felice, con genitori religiosi ma liberi e illuminati, studi con Gesuiti e Barnabiti, università alla facoltà di giurisprudenza alla Federico ll.

Tutto abbastanza ovattato, eppure una certa spericolatezza nelle passioni, che forse non traspare, ma mi appartiene e mi conduce.

 

 

La tua passione per la cultura – ed in particolare per l’arte dei nostri giorni – è solo pari allo strenuo impegno che profondi nel mettere insieme le persone per il meglio e per buone cause. 

Quando ti sei scoperto un mecenate, un collezionista – e un costruttore di relazioni?

In verità non mi sento nè un mecenate nè un collezionista, ma solo un grande appassionato della vita, e  per naturale conseguenza un custode, e talvolta un difensore, di tutto ciò che è bello.

L’arte contemporanea, alla quale ho dedicato molte risorse, non mi ha mai interessato come forma di investimento, ma sempre e soltanto come ricerca di bellezza e di umanità.

Invece mi sento realmente un costruttore di relazioni.

Mi riconosco una attitudine a mescolare e unire persone, anche molto diverse, a farle incontrare e creare in loro la motivazione per raggiungere insieme un obiettivo.

In tal senso anche la mia passione per l’arte è diventata nel tempo un veicolo di comunicazione.

 

 

Napoli, amata e complicata: cosa dai alla città che attualmente vivi nei ritagli di tempo dal lavoro e cosa senti essa ti restituisce? Cosa invece Cosenza?

Sicuramente vivo Napoli da privilegiato, non lavorando a Napoli e godendo quindi dei suoi aspetti migliori. In particolare, l’acume dei suoi abitanti e la vicinanza col mare.

Napoli è la città dove esprimo un po’ della mia creatività, ma senza mai prendermi troppo sul serio!

Pur con i suoi difetti e problemi, che noi napoletani conosciamo, trovo che sia una città piena di spunti e di potenzialità, con un grande fermento culturale e una intrinseca generosità.

Chi sa mettersi in ascolto, nelle pieghe delle sue imperfezioni,  può trovare il sogno della vita. E non è poco.

Cosenza invece per me significa sopratutto lavoro, e quindi disciplina.

 

 

Un talento che hai, uno che ti manca

Un talento che possiedo è la capacità di “sentire” l’altro, di entrare in empatia con il mio interlocutore.

Un talento che sicuramente mi manca è la pazienza.

Sono un irrequieto e poco tollerante verso qualsiasi attesa.

 

 

Te come lettore: che luoghi, che tempi, che modi. Ed il libro e la musica con te in questo momento?

Sono un lettore onnivoro, qualsiasi libro può suggerirci una piccola o grande verità. Ma anche nella lettura sono impaziente, discontinuo, e intollerante.

Può capitare che cominci un libro, lo abbandoni, e poi lo riprenda dopo molto tempo.

Il libro che ho sempre con me, nel senso che non ho mai smesso di leggere, perché riporlo nello scaffale di una libreria sarebbe come rinunciare alla conoscenza, è “Memorie di Adriano”.

Può insegnare la prudenza e nello stesso tempo il coraggio, di essere imprudenti.

La musica? Non c’è giorno che non ascolti qualcosa di Battiato o di Guccini o De Andrè.  Anche Dalla e De Gregori. Per la musica classica, o il jazz, che pure amo, invece ho bisogno di andare in un locale, un teatro, un auditorium o una chiesa, per ascoltarla.

A casa, tra quattro mura, ho bisogno delle parole. Di una voce umana che mi accompagni.

 

 

Dove vai quando scegli di rallentare il passo, se ti piace di tanto in tanto farlo?

Si, ogni tanto mi piace  rallentare, ma non ho bisogno di andare in un posto in particolare.

Mi basta prendere accordi con me stesso e premere meno il piede sull’acceleratore.

A volte è assolutamente una priorità, sia fisica che mentale .

Dopo aver rallentato, può capitare che vada indietro negli anni e ritrovi con stupore   qualche sentimento che era solo assopito.

Comunque, quando voglio porre una distanza tra me e la quotidianità non esiste altro luogo che il mare. Il mare riesce a pacificarmi.

 

 

Cibo e bevande preferiti?

Non  esiste nulla che non mangi con grande gusto.

Naturalmente ho i miei piatti preferiti, pesce crudo, ostriche, bollito di carne, e da buon napoletano, ragù e parmigiana di melanzane.

Quanto al bere, un buon vino rosso mi piace, ma diciamo che sono sopratutto un grande bevitore di acqua.

Comincio dalla mattina, appena sveglio, e finisco prima di prendere sonno.

Mi piace poi fare tanti brindisi con le bollicine, i miei amici lo sanno.

 

 

Dove ti vedi tra dieci anni?

Ah non riesco ad immaginare.

Spero di custodire l’entusiasmo che fino ad oggi mi ha accompagnato.

Dove ? Forse nella mia città, oppure a Parigi. Ho sempre sognato di trascorrere qualche anno, due tre, non di più, in un appartamentino in Place des Vosges. E fare la vera vita del flaneur.

Ma poi tra dieci anni …chissà!

 

 

Cosa hai imparato sin qui dalla vita?

Che  non bisogna mai affidare la propria felicità ad altri, sarebbe dargli una responsabilità e un potere che nessuno merita. E poi, come ha detto qualcuno,  la felicità non è una destinazione da raggiungere, ma è un percorso da seguire. Noi ci siamo messi in cammino.

8 risposte a “Sergio Cappelli, notaio, Napoli”

  1. Francesco Bruno

    Caro Sergio,
    ho letto con estremo piacere la breve ma intensa intervista. E’ difficile per l’intervistato riuscire ad restare completamente se stessi e tu…ci sei riuscito con eleganza e colta intelligenza ….. in cammino per tanta felicità che ti auguro di cuore.
    Un saluto
    Francesco

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    • admin

      Francesco, Sergio è una persona straordinaria. Riusciamo a collezionarle tra vari continenti queste esperienze preziose di vita. Continui a leggerci!

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  2. Brunello

    La classe non è acqua

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  3. Federica

    Caro Sergio, ti leggo sempre con grande piacere , sei una persona davvero speciale ed anche se non ci vediamo mai, ritrovo in te la cortesia, il garbo , e la grande lcuriosità delle persone intelligenti
    Succedera , che prima o poi , verrô a Napoli… ti vorrò assolutamente vedere
    XX federica

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  4. PINA GAGLIARDI

    Bella intervista caro Sergio ti sei descritto come veramente sei : una bella persona! È così che ti vedono gli altri è così che ti vedo io. Metti passione in tutto ciò che fai e la cosa importante è che sai farla percepire e la sai trasmettere. Persegui il tuo sogno francese , Parigi è una tua città e ti accoglierebbe con un largo abbraccio

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  5. Sergio Cappelli

    Carissimi Francesco, Brunello, Federica e Pina i vostri commenti affettuosi mi hanno scaldato il cuore .
    Nell’intervista ho cercato di essere me stesso, Diana è stata bravissima nel pensare le domande .
    Insomma sono molto contento .
    Vi abbraccio e spero di vedervi presto , anche te Federica che non lasci la capitale !
    Noi ti aspettiamo, camminando per la felicità !
    Sergio

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