VIII pag. 102

Mi arrendo all’assurdo
che si compie masticando
le impazienze alla prima luce
trovando un modo per nasconderti
come se fosse necessario
socchiudersi agli sconforti
mi arrendo agli amori serviti
con i colori della terra che
circondano le città
cos’altro posso fare
se non errare ogni volta
mi arrendo come chi si allontana
o come un’esplosione che raggela
il cuore con il terrore spalmato sulle dita che a leccarle non ci fai più caso


Giorgio Anastasia (Italia, 1972) da Fondazione

L’immagine di copertina di questa poesia è un lavoro della studentessa fotografa Iva Donati che insieme alla sua classe al CFI (Napoli) ha partecipato ad un workshop creativo ideato e condotto da Diana Marrone (Slow Words) per il comitato editoriale di Fondazione.

CFI (Centro di Fotografia indipendente) è uno studio fotografico e scuola non convenzionale fondato da Mario Spada, Biagio Ippolito e Luca Anzani a Napoli e gli studenti hanno liberamente scelto alcune poesie di Anastasia per creare un booklet di cartoline con i loro scatti ispirati variamente ai versi.


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